Ho impiegato una settimana per portare questo video dagli iniziali 46 minuti agli attuali 9 minuti e 48 secondi.
Chiamarlo montaggio è eccessivo, perchè ho solo cercato di selezionare i concetti fondamentali espressi nel dibattito, mettendoli uno dietro l’altro.
O meglio, quelli che - secondo me - sono stati i concetti fondamentali espressi nel dibattito.
E adesso non mi si venga a dire che i giornalisti censurano e la rete è libera.
Sennò il prossimo lo facciamo montare a un blogger "puro"!

 

Grazie a Roberto che ha acquisito le immagini.
Comunque, sono d’accordo con Antonio: anche a me il caso Vespa ha veramente stancato.

 





Quello che vedete qui sotto è il commento lasciato su Twitter da Andrea Beggi, al termine della diretta streaming di ieri sera su Mogulus.

Non possiamo che essere felici di come è andata la prima "prova tecnica di trasmissione", di un qualcosa che ancora non abbiamo ben definito, ma che sembra interessante.
Informazione? Discussione? Approfondimento? Confronto?
Ancora non ci è ben chiaro l’intento di questo esperimento.
In ogni caso, ieri sera si sono connesse più di cinquanta persone, per seguire la nostra discussione sul rapporto tra giornalismo e web, tra giornalisti e blogger.
Non voglio entrare nel merito del tema trattato, ma voglio ragionare sulle possibili prospettive di questa iniziativa, partita quasi per caso da Antonio e me, rilanciata da Gigi e portata avanti da Matteo, Donato e tanti altri (scusate se non cito tutti).
Mi interessano, piuttosto, alcuni aspetti che spero vengano approfonditi nelle prossime trasmissioni.
La domanda che mi ronza in testa è: come vogliamo continuare a usare il mezzo, per discutere e confrontarci, o per informare?
La differenza non è da poco e, forse, proprio da qui nascono molte incomprensioni tra giornalisti e blogger, tra old e new media.
Credo che questo possa essere il tema della prossima puntata (se siete d’accordo) e cerco di spiegare meglio cosa intendo.
Se decidiamo di utilizzare la rete (la web tv) per discutere guardandoci in faccia, rendiamo più forte il socialnetwork. E questo è sicuramente un aspetto interessante.
Ma il target sarebbe sempre lo stesso: i frequentatori della rete.
Ci accontentiamo di questo?
Io no: a me piacerebbe "esportare" nella società civile l’innovazione di cui la rete è portatrice.
E’ più o meno quello che sta dicendo da un po’ di tempo anche Luca De Biase, con il discorso sull’agenda-setting (come può fare la rete a incidere sulle scelte della politica?).
Se continuiamo a parlare tra di noi, questo non avverrà mai o, comunque, avverrà molto lentamente.
Allora - direte voi - come pensi di allargare la cerchia?
Ovviamente non ho risposte, anche perchè questo mezzo lo sto ancora scoprendo.
Da giornalista, però, mi sono posto il problema di come si può utilizzare questo mezzo per informare e non solo per comunicare (che finora mi sembra l’impiego più diffuso).
Secondo me, colmare un vuoto informativo (tutto da individuare) può servire a suscitare l’interesse nei confronti del web, anche da parte di chi non ha un blog, non usa twitter o gli altri socialnetwork.
Dare notizie che gli altri media non danno, può servire ad allargare la cerchia, a contaminare e innovare la real life, attraverso la rete, con la rete.

Se volete, dite la vostra.
In ogni caso, credo dovremmo ringraziare tutti Bruno Vespa, per averci offerto lo spunto! 

 





In rete si torna a parlare di rapporto tra blog e giornalisti.
Ad acendere la miccia è stato nientemeno che Bruno Vespa, per le affermazioni - sue e dei suoi ospiti - nella puntata di Porta a Porta del 21 febbraio, dedicata al delitto di Perugia.
Il passaggio incriminato è quello riportato nel video qui sotto.

 

Gigi ha lanciato la proposta e io ho dato la mia disponibilità per discuterne - stasera, alle 22 - in diretta streaming su Mogulus (resa possibile dal grande Manfrys).
Per partecipare - anche in chat - collegatevi a quell’ora.
Ci saranno - oltre a Gigi, Manfrys e me - anche  Catepol, Markingegno e…