Valerio Cataldi è un giornalista che ha sempre fatto questo mestiere con passione, cercando di dare voce a chi non ne ha, raccontando la sofferenza degli ultimi.
Anche quando lavoravamo insieme a Videouno (una delle prime tv private a Roma) si è sempre occupato di disagio mentale, povertà, tossicodipendenza, emigrazione.
Dopo una lunga gavetta, anche Valerio è arrivato in Rai - al Tg2 - dove continua a raccontare quelle storie.
Ne ha raccontata una che parla di "Bambini con la pistola", quelli che le organizzazioni criminali usano per spacciare droga, per riscuotere i soldi dai commercianti vittime del racket, o anche per sparare.
Per questo servizio - andato in onda il 27 gennaio in Tg2 Dossier (per ora il video completo non si può vedere perchè il sito del Tg2 è in ristrutturazione) - Valerio ha ricevuto il Premio Marco Luchetta, dedicato al giornalista della Rai che - insieme ai colleghi Alessandro Ota e Dario D’Angelo - fu ucciso da una granata a Mostar il 28 gennaio 1994.
Stavano realizzando un servizio giornalistico sui bambini vittime della guerra balcanica e anche quella che ha raccontato Valerio è una guerra.
E anche in questa guerra muoiono i bambini.
Questo è un assaggio del reportage.
Prima delle elezioni i mezzi di informazione hanno dato ampio risalto alle aggressioni e agli episodi di violenza commessi da immigrati, al punto da farle diventare "emergenza".
Nelle ultime 48 ore a Roma si sono verificate due aggressioni: la prima nei confronti di commercianti stranieri nel quartiere del Pigneto; la seconda nei confronti di un conduttore radiofonico dell’emittente DeeGay.it.
I tg della sera hanno dato la notizia in questo modo.
Tg3 delle 19.00
Primo titolo e apertura dedicata ai due episodi di violenza, con un servizio di cronaca di Isabella Mezza, la notizia letta in studio da Maria Cuffaro sui commenti politici, un’intervista al sindaco Alemanno e un’altra intervista - sempre sull’argomento - a Giovanna Melandri.
Tg1 delle 20.00
Nei titoli non c’è traccia della notizia. Apertura dedicata all’emergenza rifiuti (si si, anche questa è "emergenza"), con intervista al procuratore antimafia Pietro Grasso e diretta da Montecitorio di Bruno Luverà sui commenti politici, compreso un servizio sulla summer school della fondazione Italiani Europei di D’Alema e sullo studio sui parlamentari italiani elaborato dalla fondazione "Rodolfo De Benedetti", con intervista al direttore della fondazione, Tito Boeri. A seguire: servizio su una donna trovata morta nel lago d’Iseo; l’aggressione di un ragazzo in discoteca di Frosinone, probabilmente ad opera dei buttafuori; poi - finalmente - la notizia dell’aggressione al Pigneto, con tanto di diretta dalla manifestazione antirazzista, organizzata nella zona: ma della manifestazione non si vede neanche un’immagine e Carlotta Mannu lancia un servizio realizzato da lei stessa, nel pomeriggio, con le interviste agli immigrati aggrediti, al sindaco Alemanno (che ha condannato il gesto), agli abitanti del quartiere. Poi si torna in studio e Attilio Romita anticipa la notizia dei premi assegnati ai film italiani a Cannes. Dell’aggressione al dj gay neanche l’ombra.
Tg2 delle 20.30
Non ho fatto in tempo a vedere i titoli, ma la notizia è arrivata subito dopo l’apertura dedicata alla rivolta contro le discariche a Napoli (trattata con un servizio di cronaca di Fabio Chiucconi e la stessa intervista del Tg1 a Pietro Grasso, realizzata da Francesca Ghidini.
Il servizio è stato lanciato da Maria Concetta Mattei, evidenziando che il raid del Pigneto non avrebbe una matrice politica. Nel servizio viene ribadito lo stesso concetto (diffuso dalla polizia), riportando anche il commento del sindaco Alemanno. Nel servizio, l’episodio del Pigneto viene messo in relazione all’aggressione del dj, con tanto di commento della ministra Carfagna: "quello che è accaduto è gravissimo. L’orientamento sessuale non può essere motivo di discriminazione".