Dal 13 settembre scompariranno dal palinsesto di Raitre le edizioni notturne dei telegiornali regionali (quelle delle 00.10). Lo ha deciso - alla faccia del federalismo - la dirigenza della Rai senza alcuna spiegazione, senza confronto con il sindacato e senza alcun preavviso ai telespettatori.
Dopo le proteste delle sedi regionali, il Cda ha proposto di trasferire i Tg regionali della notte su Rainews, canale che secondo gli annunci dovrebbe diventare il canale di punta all news della Rai che, fino ad oggi, non è visibile neanche in tutto il territorio nazionale.

I giornalisti della Tgr e della Rai contestano questa decisione e l’Usigrai ha minacciato una giornata di sciopero.

Riporto di seguito i comunicati del Comitati di Redazione e dell’Usigrai sulla vicenda, nell’ordine in cui sono stati pubblicati.

 

Comunicato Cdr di Cagliari

Cari colleghi, prendiamo atto che sulla terza edizione del telegiornale regionale non ci sono ancora comunicazioni ufficiali. Sapere pero’ che è sparita dai palinsesti è sufficiente: l’azienda ha deciso di cancellarla. Il cdr di Cagliari ritiene che non si possa far passare altro tempo senza reagire.

La risposta delle redazioni, del coordinamento dei cdr e dell’esecutivo dev’essere la piu’ forte possibile e coinvolgere gli utenti, la politica, la societa’ civile. Chiudere le edizioni alle 20 e’ una scelta suicida. Percio’ pensiamo che contestualmente alla ripresa del confronto con la testata e l’azienda per la verifica di organici e mezzi debba ricominciare la mobilitazione in difesa degli attuali spazi e la battaglia per riavere una collocazione adeguata,almeno prima della mezzanotte.

Quanto all’ipotesi ventilata di un passaggio sul canale digitale Rai news potrebbe essere un’idea soltanto dopo il completamento dello switch-off in tutte le regioni e nell’ambito di un progetto editoriale credibile.

Dobbiamo poi fare in modo che i contratti per Buongiorno Regione siano firmati prima della partenza della nuova stagione, e ricordare alla testata e all’azienda che Buongiorno Italia era un progetto sperimentale da sottoporre perciò al confronto prima di un’eventuale ripresa.

Comunicato del coordinamento dei Cdr della Tgr

Cari colleghi, condividendo le vostre preoccupazioni sull’ipotesi di cancellazione della Terza edizione del Tg, vi comunichiamo che da ieri sono in corso riunioni in azienda proprio su questo argomento. Ciò su sollecitazione del segretario Usigrai che ha espresso all’azienda la ferma contrarietà delle redazioni a qualunque ipotesi di ridimensionamento della informazione regionale. In attesa degli esiti di questi incontri abbiamo scelto di non intervenire ufficialmente con comunicati. Sarà nostra cura informarvi prontamente sull’esito delle trattative. Resta inteso che se non ci dovessero essere proposte convincenti saremmo pronti ad adottare qualunque iniziativa sindacale per evitare lo smantellamento della tgr. Per mercoledì prossimo è comunque già fissata una prima riunione tra Rai e Usigrai per discutere i palinsesti autunnali. Se le trattative non dovessero portare ad alcun esito, chiederemo di arrivare a questa riunione con una procedura di conciliazione già aperta in vista di un eventuale sciopero.

Comunicato del segretario dell’Usigrai Carlo Verna

Cari Colleghi, in queste ore ci sono febbrili consultazioni e divergenti opinioni in Azienda sulla questione della terza edizione.  Un incontro con l’Usigrai è fissato per mercoledì 8 settembre  ma sviluppi potrebbero essercene anche nelle  prossime ore. Ove ci fosse chiusura da parte dell’Azienda avvierei anticipando l’assemblea dei Comitati di Redazione , la procedura per lo sciopero. Resta inteso che si tratterebbe di un atto indispensabile e tuttavia non vincolante per l’assemblea che sarà  convocata all’esito delle comunicazioni aziendali.

Comunicato del Cdr di Campobasso

Siamo estremamente preoccupati per la conferma della chiusura della terza edizione del telegiornale regionale. La scelta, a nostro parere, impoverisce ulteriormente l’offerta informativa della Rai. Essere costretti a chiudere le redazioni alle 20, sicuramente, non è una decisione editoriale strategica, così come non ci sembra opportuno trasferire la terza edizione sul canale digitale di Rai News in assenza di un progetto editoriale serio e possibilmente condiviso. L’idea potrebe essere ripresa solo dopo il completamento dello switch-off.

Siamo convinti che una risposta forte dell’Usigrai, del coordinamento dei cdr, dei cdr, unitamente agli altri sindacati aziendali, possa fare recedere l’azienda da questa inaccetabile decisione.

Comunicato del Cdr di Roma

Il Cdr del Tg Lazio esprime la sua netta contrarietà all’ipotesi di soppressione della terza edizione del Tgr.

Quale obiettivo si intende perseguire cancellando dal palinsesto un Tg che dura appena quattro minuti? Quale importante programma andrà ad occupare quello spazio?

Ci viene il sospetto che, come avvenuto già tre anni fa, l’obiettivo di questa operazione sia la cancellazione progressiva degli spazi informativi regionali. All’epoca il tentativo fu respinto dal Direttore Angela Buttiglione, che riuscì a tenere in vita la terza edizione (pur se ridotta da sette a quattro minuti).

Oggi ci aspettiamo una risposta altrettanto netta e decisa da parte della Direzione della Tgr.

Da parte nostra non c’è una chiusura pregiudiziale rispetto a ipotesi di soppressioni e spostamenti su altre reti dei Tg, ma siamo disposti a discuterne – come chiediamo da tempo – solo nel quadro di un progetto complessivo di rilancio dell’informazione.

Per noi sono altre le priorità della Tgr:

  • l’avvio del processo di digitalizzazione;
  • la dotazione di strumentazioni tecniche moderne;
  • la copertura di tutto il territorio nazionale del segnale digitale terrestre;
  • la ridefinizione degli organici delle redazioni regionali, a fronte dell’ipotesi di avvio di una nuova produzione (Buongiorno Italia) che – va ricordato con forza – a maggio di quest’anno è stata realizzata in via sperimentale, a costo zero, con il preciso impegno da parte dell’azienda e della testata di ridiscutere il progetto prima dell’avvio;
  • le risorse da destinare a Buongiorno Regione, in attesa della selezione.

Senza affrontare questi temi, la soppressione della terza edizione dei Tg Regionali diventa solamente un modo per indebolire una testata che – nel panorama dell’informazione italiana – rappresenta una specificità della Rai, rispetto alla concorrenza.

Auspichiamo, dunque, che l’Usigrai continui ad opporsi con fermezza a qualsiasi piano di ridimensionamento della Tgr e che costringa l’azienda a confrontarsi una volta per tutte su un piano industriale che fino ad oggi rimane vago e indefinito.

Comunicato Cdr di Milano

Anche il CdR di Milano non puo’ che essere fortemente preoccupato per il futuro delle nostre redazioni e della Tgr nel suo complesso. Le “voci” ci preoccupano tanto quanto quello che dicono.

Riteniamo stupefacente infatti che, a ridosso dell’avvio dei palinsesti, non ci siano comunicazioni ufficiali: solo “voci”.

Un chiacchiericcio che sembra ben poco consono alla gravita’ delle tante questioni aperte che attendono risposte

Terza edizione del Tg: vogliamo davvero chiudere la bottega dell’informazione regionale alle 20? Oppure trasferirla su Rai News che in alcune regioni non si vede?

E la terza edizione del Gazzettino E “Buongiorno Europa”, prima e storica finestra sul continente della redazione milanese?

Non meno cruciali sono le risposte che attendiamo sugli organici di “Buongiorno Regione” e “Buongiorno Europa”, quest’ultima, lo ribadiamo anche noi con forza, realizzata in via sperimentale.

E sempre in tema di organici, ricordiamo che Milano e’ sotto di tre unita’.

Ultima, ma non meno importante, la questione tecnica, legata a macchine ormai da buttare, in attesa di una digitalizzazione che sembra non cominciare mai.

Comunicato del Cdr di Pescara

Lo spostamento della terza edizione alle 22.30 significherebbe di fatto l’oscuramento e la collocazione in clandestinita’ di un segmento  del palinsesto della Tgr cui non si puo’ rinunciare.E che sta avvenendo,cosa non meno grave,al di fuori di un tavolo di confronto preventivo tra azienda, testata e sindacato.Chiediamo all’Esecutivo un immediato intervento per bloccare questo colpo di mano contro l’informazione regionale.

Comunicato dell’esecutivo nazionale Usigrai

Da lunedì 13, con la partenza dei nuovi palinsesti, scompare la terza edizione dei telegiornali regionali.

E’ questo il segnale più grande della riduzione degli spazi informativi nel servizio pubblico: l’informazione regionale chiude alle 20, il Tg1 perde l’edizione della mezza sera, il Tg2 avrà 80 minuti in meno a settimana, mentre Rai News, ancora attende un rilancio più volte annunciato.

Una perdita secca per i telespettatori e un ridimensionamento del servizio pubblico.

Di fronte a questa situazione l’Usigrai ha annunciato uno sciopero di tutte le redazioni regionali e la convocazione dell’assemblea nazionale dei Comitati di Redazione.

Inaccettabile è il metodo dell’azienda che, da un lato, ha presentato un piano industriale definito dallo stesso direttore generale un “cantiere aperto”, sul quale però mai ci siamo confrontati; dall’altro prende singole decisioni al di fuori di un disegno complessivo sull’informazione.

L’Usigrai da tempo chiede un confronto serio per affrontare anche i gravi problemi di bilancio della Rai. Il direttore generale Masi ci dimostri con un segnale forte di essere in grado di governare la piu’ importante azienda culturale del Paese.

Non vogliamo una Rai che navighi a vista. Chiediamo un progetto organico e serio, in grado di dare un futuro alla Rai.

Comunicato del coordinamento dei Cdr della Tgr

Prima il ridimensionamento ora la proposta di sfratto immediatamente esecutivo di un Tg dalla terza Rete.

La compressione, nella passata stagione, di rubriche storiche della Tgr ( Est Ovest e Levante) e la fusione di altre (I nostri soldi e Tgr Agricoltura) hanno configurato già un pesante impoverimento del servizio pubblico sul territorio.

La cancellazione della terza edizione della Tgr e, dopo la protesta dell’Usigrai, l’ipotesi di trasferimento della stessa sul canale digitale di Rainews  configura un ulteriore danno.

I giornalisti della Tgr sono pronti ad accettare qualunque nuova sfida, purchè il canale digitale sia visibile su tutto il territorio nazionale – non, come ora, a macchia di leopardo – e dopo la presentazione di un progetto complessivo sull’informazione regionale.

Invece la Rai decide di trasferire la terza edizione su Rainews  in tutta fretta senza un adeguato preavviso ai telespettatori. In pratica uno sfratto dalla Terza Rete, alla quale la Tgr ha dato e continua a dare un significativo contributo in termini di share. Inoltre è confermata la cancellazione di Neapolis e Buongiorno Europa, altre due rubriche storiche della Tgr, e del canale Rai Med.

Tutto questo avviene dopo che il Direttore Generale della Rai si era impegnato a non toccare alcuno spazio informativo senza preventivo confronto con il sindacato affermando, a supporto, che l’approvazione dei palinsesti da parte del C.d.A. era solo l’apertura di un “cantiere” nel quale ogni decisione non sarebbe stata comunque definitiva.

Chiediamo infine alla Direzione della Tgr di farci sapere cosa intenda fare per difendere il ruolo, la qualità e gli spazi dell’informazione regionale e per rimanere in linea con un  piano editoriale, approvato neanche un anno fa, e sulla base delle decisioni aziendali, profondamente snaturato.

Comunicato del Cdr di Aosta

Anche la redazione di Aosta esprime forte preoccupazione per l’ipotesi sempre più concreta di soppressione della terza edizione del tg regionale. Non si può immaginare di bloccare l’attività redazionale alle 20 per riprenderla il mattino successivo: sarebbe come rinunciare per 8 ore al giorno alla funzione di servizio pubblico che l’informazione regionale svolge. La soluzione, peraltro comunicata con ritardo, di trasferire la terza edizione sul canale all news pare assai raffazzonata, soprattutto se si considera che non tutte le regioni sono digitalizzate: avremo cittadini e redazioni di serie A con diritto ad un’informazione completa e cittadini e redazioni di serie B, con informazione ridotta? Il tutto a fronte di un risparmio scarsamente significativo per l’azienda che però rischierebbe di dare adito a ulteriori riduzioni in un organico che per quanto ci riguarda è già ampiamente al disotto del minimo tollerabile. Una situazione decisamente inaccettabile a pochi giorni dalla ripresa dei palinsesti autunnali, che ci vede come sempre pronti ad affrontare gli impegni, nonostante siano diventati sempre più gravosi per le redazioni,senza alcuna indicazione certa sui contenuti, o sull’indirizzo editoriale che la testata si propone di seguire. Ci associamo quindi alle iniziative di protesta e di lotta che verranno intraprese dall’Usigrai per dire un no deciso al taglio della terza edizione e delle rubriche. All’azienda chiediamo di lasciarci continuare a svolgere il nostro lavoro.

Comunicato del Cdr di Milano

Quale progetto editoriale, quale obiettivo, quale logica si celano dietro l’idea di trasferire la terza edizione dei TG regionali su Rainews?

Forse solo l’intento di smontare un pezzo alla volta, anziché rilanciare, l’informazione regionale, come lascia pensare la cancellazione di alcune rubriche e l’accorpamento di altre.

Oppure dietro tutto cio’ non c’e’ nessun intento, nessun obiettivo, nessun progetto editoriale?

Spostare la terza edizione su un canale che in molte regioni non si vede è una beffa nei confronti degli spettatori, una mancanza di rispetto nei confronti di chi a quell’edizione lavora, un danno per il servizio pubblico.

Come CdR di Milano ci sarebbe piaciuto che la Direzione di testata e il Sindacato avessero discusso e fatto chiarezza sulla situazione qualche tempo fa, non a ridosso della partenza dei palinsesti. Con un confronto preventivo serio e non “last minute”.

E come CdR della redazione di Milano non accetteremo in silenzio spostamenti di canali o cancellazioni di rubriche, come la storica “Buongiorno Europa”.

Comunicato del Cdr di Torino

L’assemblea di redazione della Tgr del Piemonte, all’unanimità, esprime la sua totale contrarietà allo spostamento della terza edizione del Tg regionale su Rai News24 a partire da lunedì 13 settembre, dunque senza neppure una settimana di preavviso. Uno sfratto esecutivo dalla rete, nata nel 1975 con legge dello Stato, in realtà proprio per dare corpo e voce all’informazione regionale.

La disapprovazione per queste scelte aziendali è tale da indurre molti colleghi a dichiarare di non essere disponibili ad andare in onda in questa nuova collocazione, che penalizza sia chi realizza il prodotto sia gli spettatori, che da lunedì in quasi tutte le regioni si troveranno privati di uno spazio informativo del servizio pubblico.

L’assemblea non comprende quali reali motivi abbiano indotto l’azienda a prendere questa decisione, che non contribuisce a contenere i costi, ma che interviene dopo la cancellazione, l’accorpamento e la riduzione del budget di molte rubriche, nonostante la TGR sia in termini di ascolti, seconda solo al Tg1.

Soprattutto ci rammarichiamo del fatto che si è consolidata negli ultimi tempi una prassi aziendale, basata su decisioni repentine, adottate senza confronto e progettualità. Ricordando che il piano editoriale da noi approvato non contiene nessuna delle produzioni che ci sono state imposte, l’assemblea chiama tutti i colleghi ad esprimere concreta solidarietà alle redazioni che di fatto da lunedì chiuderanno l’informazione regionale alle 19,58 e chiede in nome dell’unicità della testata diffusa sul territorio nazionale di non andare in onda sul canale digitale con la terza edizione, quantomeno fino a quando tutte le sedi avranno identiche opportunità.

Naturalmente, diamo mandato all’esecutivo dell’Usigrai di intraprendere tutte le iniziative necessarie a sostegno di queste richieste.

Comunicato del Cdr di Bolzano

Secondo il Cdr di Bolzano, l’ipotesi di spostare la terza edizione del tg regionale su Rainews24  appare del tutto priva di una logica che non sia quella di prendere in giro redazioni e pubblico.

Infatti è impossibile per qualunque persona di buon senso non notare che:

  • vista l’attuale diffusione del digitale terrestre, il tg regionale non potrebbe essere visto nella maggioranza delle regioni;
  • anche nelle regioni servite dal digitale terrestre, andare in onda su Rainews 24 richiederebbe per ogni sede Rai un adeguamento tecnico che nessuno ha ancora realizzato;
  • tutti i disagi legati al trasferimento dell’edizione notturna da Rai3 a Rainews 24 non verrebbero nemmeno controbilanciati da una collocazione oraria più vantaggiosa rispetto all’attuale.

Se invece la decisione presuppone la volontà dell’azienda di trasferire tutta l’informazione regionale all’interno di un canale all news, lo si dica chiaramente, presentando un progetto non improvvisato e discutendone preventivamente col sindacato.

Per quanto riguarda nello specifico Bolzano, aggiungiamo che – in base allo Statuto d’autonomia – cancellare un appuntamento informativo dalla terza rete per spostarlo altrove richiederebbe la preventiva consultazione della Provincia autonoma. Inoltre, visto che in Alto Adige vanno in onda sulla terza rete anche i tg in lingua tedesca e ladina, risulterebbe compromessa l’idea di un unico canale informativo trilingue per tutti gruppi etnico-linguistici della Provincia.

Naturalmente, il Cdr di Bolzano ritiene ancora più negativa l’ipotesi di una cancellazione tout court della terza edizione. Siamo infatti del tutto contrari a ogni  impoverimento dell’offerta informativa regionale,  fra l’altro in contraddizione con quanto invece si sta facendo nella fascia mattutina. Auspichiamo che anche il Direttore della Tgr intervenga presso i vertici aziendali per difendere la propria testata.

Se l’azienda ritiene davvero che un tg regionale costituisca soltanto un’intrusione sgradita nel regolare palinsesto della terza rete, noi rispondiamo che, al contrario, l’informazione locale non fa altro che connotare la specificità della Rai come servizio pubblico.

Se poi ci si illude di riuscire in questo modo a risparmiare qualche soldo, si tenga presente che il risparmio di personale sarebbe minimo o addirittura nullo. E’ infatti impensabile sguarnire le redazioni dopo le ore 20. Non solo perché ridurrebbe la nostra capacità di coprire adeguatamente le notizie e di svolgere anche funzione di agenzia per i tg nazionali, ma anche perché vorrebbe dire ignorare il lavoro che va fatto per impostare e preparare Buongiorno Italia e Buongiorno regione.

Infine, una considerazione generale: non ci si può ridurre a discutere tutto questo all’ultimo momento. Il servizio pubblico non può andare in ferie. Se sono stati i vertici aziendali a ritardare il confronto per metterci di fronte al fatto compiuto, occorre che il sindacato risponda con tutti gli strumenti a sua disposizione.

Comunicato del Cdr di Rainews

Lo spostamento di una edizione dei tg regionali su Rainews dimostra ancora una volta l’improvvisazione con cui si muove la direzione generale della Rai e la scarsa considerazione verso gli utenti del servizio pubblico radiotelevisivo. Senza un progetto, senza una vera sinergia tra Rainews e la TGR, una edizione del Tg regionale trasmessa su Rainews appare solo una operazione vuota di contenuti e che risponde a logiche che nulla hanno a che fare con rilancio che da oltre un anno e mezzo attendiamo per il canale all-news della Rai. La nuova stagione televisiva sta iniziando e mentre tutti si organizzano noi siamo ancora senza risposte sulle risorse e i mezzi coi i quali affrontare l’agguerrita concorrenza. Condividiamo dunque la preoccupazione espressa dai colleghi delle sedi regionali e dall’Usigrai nei confronti di quello che appare più uno “sfratto esecutivo” da Raitre che un possibile sviluppo di  opportunità e spazi per Rainews, per le sedi regionali, e per la Rai nel suo complesso.

 





Oggi l’Italia sta vivendo uno dei momenti più bui per la libertà di stampa e quindi anche per la democrazia.
Con il voto di fiducia del Senato sul disegno di legge sulle intercettazioni e sulla cronaca giudiziaria, il bavaglio all’informazione si avvia a diventare legge.
Con la nuova norma i cittadini non potranno più essere informati su ciò che accade nel Paese: niente più notizie su scandali, violazioni, abusi, stragi, truffe. La scure del silenzio di Stato cala sull’Italia.
I giornalisti della Rai avevano chiesto con forza al Senato di fermarsi, di non approvare una legge liberticida. Così non è stato.
L’Usigrai denuncia questo attacco al diritto-dovere dei giornalisti a informare, e al diritto dei cittadini a essere informati.
Siamo e saremo con la Federazione Nazionale della Stampa per ogni iniziativa di lotta, di testimonianza della verità dei fatti.
Ora il nostro appello è rivolto alla Camera e ai deputati: ripensateci!





Conosco un giornalista che ha deciso di iscriversi al sindacato mentre erano in corso le elezioni dei delegati al congresso Usigrai. Ma la sua adesione "era essenzialmente mirata al voto". Dopo aver depositato la scheda nell’urna ha ritirato la sua iscrizione.

Ho scoperto che c’è un altro giornalista che si è candidato alle elezioni regionali e contemporaneamente si è candidato per essere delegato al congresso Usigrai, "per difendere l’autonomia dei giornalisti dalla politica".

C’è poi quella giornalista che per accertare la correttezza delle notizie scritte da un collega telefona in Campidoglio e chiede "questo ha scritto che ha fatto tutto la Regione, mica sarà vero"? E poi, dopo aver "verificato le fonti", censura il pezzo.

Ma ho conosciuto anche un giornalista precario al quale è stato chiesto di firmare una lettera di solidarietà con un direttore, talmente fazioso che è stato messo sotto inchiesta da una Procura della Repubblica. Quel giornalista precario non ha firmato.

Credevo fosse un capitolo chiuso, ma sono tanti i motivi che mi hanno spinto a tornare all’impegno sindacale: ricomincio dal congresso.

Intanto mi guardo altri giornalisti.

 





Non so se c’è ancora qualcuno che viene a leggere questo blog, praticamente abbandonato da un anno.
Il tempo a disposizione è sempre meno e poi trovo sempre più difficile credere che a qualcuno possano interessare le cose che scrivo qui.
In ogni caso, in questi due giorni mi sono piovute addosso due notizie che mi hanno reso felice e mi hanno spinto a tornare da queste parti.
La prima notizia riguarda la scoperta del tesoro segreto di Calisto Tanzi.
La seconda, è la condanna del Ministero della Difesa Italiano a risarcire i familiari di un militare sardo, probabilmente morto perché contaminato dall’uranio impoverito.
Due notizie diverse che hanno un punto di partenza comune: l’inchiesta di un giornalista.
Un giornalista della Rai, Sigfrido Ranucci.
Fu lui che dal 2003 - con una serie di inchieste realizzate per Rainews24 - iniziò a rompere il silenzio sulle tante malattie e morti sospette, che potevano essere collegate all’impiego di ordigni all’uranio impoverito, durante le guerre in Bosnia e in Iraq.
E sempre Sigfrido - stavolta per Report, programma di cui è autore insieme a Milena Gabanelli - ha ipotizzato l’esistenza di un tesoro nascosto dall’uomo che ha portato al fallimento la Parmalat. Il tesoro c’era e la Procura di Parma lo ha trovato.
Perché mi hanno reso felice queste notizie?
Perché ogni tanto ho bisogno di sapere che ha ancora senso fare il giornalista.





Documento approvato all’unanimità dall’assemblea nazionale dei Comitati di redazione delle testate Rai.

"Siamo tutti Tg1, siamo tutti, noi giornalisti della Rai, contro le scelte editoriali di chi occulta le notizie e rende agli italiani un pessimo servizio pubblico radiotelevisivo.   
L’assemblea nazionale dei Comitati di Redazione chiede alla Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai di convocare il neo direttore del Tg1, Augusto Minzolini. Comprenda, Minzolini, qual è il compito del direttore di una testata del Servizio Pubblico, tenuta a raccontare e rappresentare - con tutti i punti di vista - i fatti che hanno rilevanza nella vita del Paese.
Un impegno che mai può venir meno. Mai può ci si può permettere di tacere notizie o impedire una loro corretta e completa lettura.
Lo stesso vale anche per il Tg2 - responsabile di analoghe omissioni - per ogni testata nazionale Rai, radiofonica o televisiva, e per tutte le redazioni regionali.
Vale per tutti i giornalisti del servizio pubblico, anche per quelli che - come probabilmente sta accadendo ad Augusto Minzolini - ancora non si sono resi conto del ruolo che ricoprono e dell’impegno che devono assumere di fronte a chi paga il canone.
Si legano i temi delle notizie omesse in questi giorni dal direttore del Tg1 a quelli del Ddl Alfano sulle intercettazioni che, dopo il voto di fiducia raccolto alla Camera, si appresta ad approdare in Senato.
L’Assemblea dei Cdr Rai da mandato all’Esecutivo Usigrai di attuare tutte le forme di mobilitazione necessarie".





E’ successo tutto molto in fretta.
Sapevo che sarebbe arrivato questo momento, ma non avevo certezze sui tempi.
Avevo presentato la domanda di traferimento a Roma due anni fa, in un momento difficile e drammatico della mia vita, in un momento in cui sentivo il bisogno di tornare a casa, tra i miei affetti.
Sentivo il bisogno di crescere professionalmente, perchè purtroppo non mi accontento mai, soprattutto di me stesso.
Dopo due anni si è presentata la possibilità di cambiare. Cambiare lavoro, cambiare vita, per l’ennesima volta.
La Rai ha accolto la mia domanda di trasferimento: vado a lavorare al Tgr Lazio.
Non saprei da dove iniziare con i ringraziamenti. Tanti amici, colleghi, volti e anime di questa terra che mi ha accolto 15 anni fa, che è diventata anche la mia terra.
Ho scoperto una regione bellissima, affascinante, nella quale l’intensità dei rapporti umani mi ha colpito fin dal primo momento.
Fino all’età di 24 anni, infatti, avevo vissuto in una metropoli, nella quale al massimo ti scambi un saluto con il vicino di casa.
E’ stato meraviglioso ritrovarmi in una dimensione completamente diversa, più a misura di essere umano.
E questi rapporti oggi me li porto tutti dentro. Gli amici continuerò a vederli; chi mi segue su Facebook e sul blog continuerà a dialogare con me (perdonandomi per i ritardi di alcune risposte); tutti gli altri, tutti i lucani (beh, quasi tutti) continuerò a sentirli accanto a me, anche in questa nuova avventura professionale.
Ringrazio il mio caporedattore, Renato Cantore, che mi ha concesso grandi opportunità e me ne ha negate altre.
La stima non è diminuita e spero di non averlo deluso. Come spero di non aver deluso i lucani che mi hanno seguito fino ad oggi.
Ringrazio i colleghi della redazione del Tgr Basilicata che hanno sopportato i miei sbalzi d’umore, la mia insoddisfazione, il mio bisogno di andare oltre, che spesso mi ha reso insopportabile.
 

Quello che hanno rappresentato per me questi quindici anni di vita lucana, lo racconto nell’articolo pubblicato dal "Quotidiano della Basilicata", con una bellissima nota del Direttore, Paride Leporace, che parla fin troppo bene di me.
Lo pubblico di seguito (il mio articolo non quello di Paride, che mi imbarazzo).

E’ da un mese che penso a cosa avrei scritto nel momento in cui mi avrebbero comunicato il mio trasferimento a Roma.
Quel giorno è arrivato e ancora non ho trovato  le parole giuste, perché non è possibile trovare le parole per descrivere quindici anni così intensi, così stimolanti.
Arrivai in Basilicata per una scommessa, per un progetto culturale che ancora oggi continua a dare i suoi frutti.
Poi ho ritrovato il mio lavoro, il giornalista. Quello che ho sempre sognato, fin da bambino, quello che facevo a Roma, prima di decidere questa migrazione "al contrario".
Ho provato più volte a lasciarlo, ma mi ha sempre richiamato: le collaborazioni con i giornali locali (con il Quotidiano c’è mancato poco e mi dispiace); con Teleregione, l’ultima tv privata di Potenza; gli uffici stampa; l’apertura di un quotidiano regionale in internet; la Rai, quando avevo deciso per l’ennesima volta di cambiare mestiere.
Sono cresciuto ancora in questa regione. Credo di aver dato tanto e sicuramente ho preso tanto dalla Basilicata.
Non solo professionalmente. Tanti amici, tanto affetto, tanta stima che oggi mi rende più dolorosa questa partenza. Non distacco o abbandono, ma semplicemente partenza, perché la Basilicata me la porterò sempre dentro.
La Rai mi ha permesso di conoscere a fondo questa regione che per me, prima del 1993, era praticamente sconosciuta. Le uniche conoscenze erano quelle della geografia studiata alle scuole medie.
Una scoperta bellissima per chi, come me, ama la natura, il verde, le persone vere che ti aprono casa e ti fanno sentire uno di loro, anche se sei sempre "il romano".
Ho iniziato da Melfi, dove ho vissuto per dieci anni, poi Potenza, infine il bellissimo "eremo" nei boschi di Pignola. E poi la scoperta di tanti paesini dei quali non potevo non innamorarmi, io nato e cresciuto tra i palazzi di otto piani, le macchine, l’asfalto.
Un territorio di un fascino straordinario, che ho provato a raccontare in questi anni, cercando di non nascondere mai l’amore per questa terra.
Perché è vero che un giornalista deve sempre osservare la realtà con il giusto distacco, ma senza il cuore questo mestiere non si può fare.
Me ne sono reso conto a Scanzano, nel 2003 – durante la protesta contro il deposito di scorie nucleari – quando ho cercato di raccontare l’orgoglio, la determinazione, la civiltà dei lucani. Credo che se non avessi condiviso quelle emozioni, senza aver pianto di gioia con loro nel momento della vittoria, non sarei stato utile a quella causa. Perché per me il giornalismo deve essere utile alle persone.
Avrei mille storie da raccontare, tanti aneddoti, episodi, persone, che in questi anni hanno contribuito a creare un legame sempre più forte con questa regione.
Ora parto per una nuova avventura professionale, che ho desiderato in un momento particolare della mia vita. Torno nella mia città, dalla mia famiglia, con una nuova sfida lavorativa.
Ringrazio i colleghi e il Direttore del Quotidiano per l’affetto e per avermi offerto la possibilità di salutare tutti i lucani che mi vogliono bene. Un sentimento ricambiato, che continuerò a coltivare anche a distanza, sul mio blog, su Facebook e tornando molto spesso da queste parti.
Non vi libererete facilmente di me.
Alfredo Di Giovampaolo

 





Non mi ha mai convinto troppo l’idea di una informazione "user generated content", cioè prodotta direttamente degli utenti.
E’ vero - come sostiene Granieri - che "oggi tutti abbiamo, nei nostri sistemi operativi, l’occorrente per registrare e montare video".
Sebbene creda anche io che il sistema dell’informazione oggi non possa prescindere dall’impiego di mezzi tecnici più agili e più economici, sono convinto che siano ancora i contenuti a fare la differenza.
Non è un caso che, finora, tutti gli esperimenti di web tv visti in Italia non siano stati in grado di dare scossoni significativi a un panorama informativo piuttosto stagnante.
Poco più di sei mesi fa, Al Gore portò nel nostro Paese la sua Current Tv, annunciando che il 30 per cento della programmazione sarebbe stato assicurato dai video prodotti dagli utenti.
Allora espressi le mie perplessità e oggi, anche chi in quel progetto ha creduto con grande entusiasmo, investendo molte energie, sostiene che "sono bastati pochi anni per capire che gli utenti nella maggior parte dei casi hanno poco da dire. La blogosfera italiana ne è un esempio lampante. A parte pochi rari casi, è un rincorrersi a vicenda".
Se fatica Current, che punta a una informazione generalista, figuriamoci quanto possa arrancare YouDem - la nuova Tv del Pd - che dagli utenti si aspetta contenuti limitati alla sola sfera politica.
Mario Tedeschini Lalli dice "il mio interesse è per la sopravvivenza del giornalismo (non necessariamente dei “giornalisti”) nel nuovo universo mediale".
Condivido in pieno e - come il professor Epifani - credo che oggi ci si debba interrogare su "come si evolve la professione del giornalista con lo sviluppo dei media sociali"?
Chi mi legge sa che questo interrogativo è alla base della mia decisione di aprire un blog.
Finora ho detto la mia su questi argomenti, oggi voglio lanciare una sfida e una proposta che - per il momento - riguarda solo chi vive in Basilicata, ma che può diventare un esperimento pilota anche per altre regioni.
La Tgr, la Testata Giornalistica Regionale della Rai, ha già avviato in alcune sedi - e lo farà in tutte a partire dal 19 gennaio 2009 - una nuova striscia informativa del mattino (dalle 7.30 alle 8.00).
"Buongiorno Regione" - questo il titolo della rubrica - si svilupperà sul modello del rotocalco informativo, con un conduttore in studio, edizioni flash del tg, collegamenti in diretta e qualche contributo registrato.
Tra questi ultimi, ho proposto che "Buongiorno Regione" della Basilicata possa contenere uno spazio informativo, realizzato prendendo spunto da tutto ciò che in rete (video, blog, denunce, segnalazioni di luoghi di particolare interesse, curiosità dai vari paesi, ecc.) abbia attinenza con la vita e le cronache regionali.
Non mi interessa prendere qualunque cosa che odori di lucano e mandarla in onda, ma piuttosto vorrei creare un rapporto di collaborazione tra redazione e cittadini/utenti.
Le notizie raccolte in rete saranno valutate, approfondite e verificate con metodo giornalistco, che non vuol dire censura, ma semplicemente fare il nostro lavoro.
La proposta è stata accolta dal Caporedattore, Renato Cantore, che mi ha anche autorizzato a rilanciarla in rete.
Mi convince l’idea di una informazione basata sulla collaborazione, lo scambio di inotizie, tra giornalisti e cittadini, ognuno con un ruolo ben preciso.
La palla passa alla "blogosfera" lucana. Se ci siete battete un colpo. E spargete la voce.

 

 

 





Torno a scrivere dopo una lunga pausa e pubblico un comunicato dell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai.
Lo faccio per far capire, a chi ancora non lo avesse ben chiaro, che qualcuno continua a lavorare per mettere in ginocchio la Rai.
I giornalisti - che ogni giorno ci mettono la faccia e prendono anche gli schiaffi - vorrebbero un servizio pubblico migliore.
Qui si parla di "digitalizzazione", cioè di una cosa che le reti concorrenti hanno già fatto da anni.
In Rai se ne discute.

"Troppi ritardi, troppe ombre sulla digitalizzazione in Rai dei quali non siamo e non saremo complici.
La ripercussione è molto grave su tutta l’azienda in prospettiva a medio termine.
Ma rischi e disagi sono notevolissimi ed attuali, al Tg2 e a Rai News 24.
Pur nel contesto di un governo aziendale scaduto e da tempo in fase di ordinaria amministrazione, occorre una scossa.
Se questa dovrà nascere da uno sciopero dei giornalisti, saremo pronti.
Intanto l’Usigrai avvia una fase di mobilitazione e chiede un urgente incontro sul tema al massimo livello.
Anche la politica, pero’, non puo’continuare con i suoi balletti e le sterili contrapposizioni.
Occorre subito un accordo bipartisan per una legge da approvare in tempi rapidissimi – e c’e’ la prova provata che tutto si puo’ fare in Parlamento in men che non si dica – che dia autonomia e certezza di governo al Servizio Pubblico radiotelevisivo". 

 

P.S. Scusate se non ho molto tempo per scrivere, ma sto organizzando un matrimonio. A presto.
 





Torno per l’ultima volta - lo giuro - sulla vicenda che ha coinvolto il blog olimpico della Rai e sulle polemiche feroci che si sono abbattute su Giampiero De Luise, il giornalista incaricato di gestirlo.
Con una sintesi straordinaria Luca De Biase ha riassunto la storia e ha messo in evidenza "i pregiudizi reciproci" tra giornalisti e blogger, che impediscono di ragionare con obiettività sui fenomeni che riguardano la rete.
Io ho deciso di andare a verificare di persona come stanno realmente le cose.
Non conosco personalmente De Luise, ma ho scoperto che è un giornalista impegnato da undici anni nello sviluppo dei new media, in un’azienda che - pur essendo arrivata per prima - non ha mai investito molto in questo settore.
De Luise - in veste di sindacalista - si è anche impegnato per migliorare la qualità dell’informazione di Raisport, pagando in prima persona le sue battaglie.
Faccio questa premessa, perchè trovo veramente intollerabile l’aggressione subita da questa persona, da parte di chi ha usato il blog olimpico della Rai come valvola di sfogo contro la Rai.
Tra i tanti blog che si sono occupati della vicenda - oltre a quelli che ho già citato - oggi ho letto quello di Aghost che dice: "in Rai non hanno ancora ben chiara la distinzione tra blog e forum".
Io credo, invece, che molti blogger non abbiano ben chiara la distinzione tra la Rai e le persone che lavorano in Rai, magari portando avanti ogni giorno delle piccole e invisibili battaglie, per offrire agli utenti un servizio pubblico migliore.
Non voglio difendere l’azienda per la quale lavoro, che altre volte ho criticato.
Non voglio neanche star qui a spiegare quali sono i problemi che ogni giorno - dietre le quinte - affrontano le persone che danno il massimo per soddisfare i bisogni dei telespettatori, degli ascoltatori e - perchè no - degli utenti che seguono le Olimpiadi in rete.
Dico solo che De Luise sta gestendo da solo il blog olimpico - oltre al sito di Raisport, con i sei canali streaming (oltre a Raidue e Rasport Più) che trasmettono in diretta ogni evento olimpico - passando 14 ore delle sue giornate pechinesi davanti al monitor e non in un albergo a cinque stelle, come vorrebbe far credere un quotidiano che, guarda caso, appartiene allo stesso editore del gruppo televisivo concorrente della Rai.
Continuo a credere che i blog possano rappresentare utili strumenti di informazione, ma serve la collaborazione, un lavoro comune di blogger e giornalisti, non il pregiudizio e l’arroganza.
Io per aprire questo blog ho chiesto aiuto a chi ne sa più di me e continuo a farlo ogni volta che mi trovo in difficoltà.
Senza queste persone, non ce l’avrei mai fatta.
Non voglio fare una difesa d’ufficio di un collega - che, tra l’altro, non ne ha bisogno - ma mi piacerebbe che certi blogger, riconoscessero ai giornalisti le loro competenze.
E che, magari, prima di scatenare i linciaggi, andassero a verificare come stanno le cose e scegliessero con cura l’obiettivo delle loro invettive.





Sarà per lo spirito agonistico del momento, forse per la voglia di non perdere una sfida.
Sta di fatto che la redazione di Raisport - anzi Giampiero De Luise - ha ricominciato timidamente a scrivere sul blog della Rai, dedicato all’Olimpiade di Pechino.
Mi piace credere che i responsabili del blog abbiano valutato a mente fredda la bufera che si è abbattuta su di loro e le critiche - quelle costruttive - nei confronti di un esperimento che onestamente non era partito proprio bene.
Sono contento che questo esperimento vada avanti e mi auguro che si prendano in considerazione anche le riflessioni circolate in questi giorni nei blog che si sono occupati della vicenda (Massimo Mantellini, Dario Salvelli, Auro, Marta, Cristiano, Marina, Stefano, Generazione Blog, Vincenzo, Sghedo).
Ci sono parecchi spunti interessanti e ragionamenti - dalla "parte sana" della blogosfera - che puntano a costruire invece di distruggere.
I giornalisti (una generalizzazione che ha lo stesso valore di "blogosfera") forse capiscono poco dei meccanismi della rete e l’esperimento olimpico della Rai lo ha dimostrato.
I blogger forse conoscono meno alcuni meccanismi dell’informazione.
Probabilmente, mettendo insieme le diverse competenze diventeremo tutti un po’ più bravi.
E magari i blog si trasformeranno in utili mezzi di informazione.

P.S. Mi sono permesso di riunire i link dei blog che hanno affrontato l’argomento, visto che nel servizio di tracciamento delle discussioni di BlogBabel - tanto rimpianto quando BB aveva chiuso - non c’è traccia di questa discussione.
Sicuramente dipende dal fatto che gli autori non hanno messo i feeds, i tags, gli scripts, i widgets, i pings, i freaks, i Chips e tutti gli altri accessori che non possono mancare in un blog di qualità.