Ho trovato questa notizia in rete e la riporto, così com’è, sapendo che ormai certe cose non fanno un grande effetto.
A me che faccio il giornalista, però, il rapporto annuale di Freedom House sulla libertà di stampa qualche preoccupazione la suscita.
Il nostro Paese, secondo lo studio dell’organizzazione non profit statunitense, è scivolato nella fascia degli Stati "Partly Free", per questi motivi:
Italy slipped back into the Partly Free range thanks to the increased use of courts and libel laws to limit free speech, heightened physical and extralegal intimidation by both organized crime and far-right groups, and concerns over media ownership and influence. The return of media magnate Silvio Berlusconi to the premiership reawakened fears about the concentration of state-owned and private outlets under a single leader.
Ovvero: L’Italia è scivolata nell’area dei Parzialmente Liberi grazie all’uso accresciuto delle corti di giustiza e di leggi contro la diffamazione per limitare la libera espressione, all’aumentata intimidazione di tipo fisico ed extralegale da parte della criminalità organizzata e di gruppi di estrema destra e a preoccupazioni relative alla proprietà dei media. Il ritorno del magnate dei media Silvio Berlusconi al governo ha risvegliato timori sulla concentrazione dei mezzi privati e posseduti dallo stato sotto il controllo di un unico leader.
La traduzione è di Sandro Brusco che sul blog Noise From America ha analizzato l’intero rapporto (spiegando con chiarezza anche il metodo seguito nella ricerca) e sviluppato una interessante discussione nei commenti.
Quella che segue è la mappa della libertà di stampa del 2009. In Europa, peggio di noi c’è solo la Turchia.
Flickr/sirdrake
Facebook/Your Name
Twitter/sirdrake
YouTube/digiovampaolo
Last.fm/sidrake
Del.icio.us/a.digiovampaolo
GMail/Your Name
Technorati/sirdrake
MyBlogLog/sirdrake
Blog/Your Name


