Dal Tgr Rai Basilicata del 29.09.2007 edizione delle 19.35


birmania1"Mentre sugli schermi televisivi scorrono le immagini drammatiche della repressione del popolo birmano, in tutto il mondo si mobilita il popolo della rete.
Anche molti blog lucani hanno aderito alle diverse iniziative di solidarietà con la popolazione del Myanmar.
Tutti hanno messo sulle loro pagine qualcosa di rosso, il colore delle vesti indossate dai monaci buddisti che in questi giorni si stanno opponendo, con la nonviolenza, alle armi dell’esercito governativo.
Non e’ casuale la mobilitazione dei blogger, visto che proprio grazie a internet in questi giorni e’ stato possibile conoscere i drammatici avvenimenti della Birmania, dove la repressione sta colpendo anche i giornalisti.
E proprio per questo il governo birmano ha deciso di sospendere gli accessi al web, attraverso i quali era stato possibile aggirare la censura.
Ma la mobilitazione dei blogger italiani e lucani potrebbe servire a sollecitare l’intervento della comunità internazionale, per fermare la violenza nei confronti del popolo birmano".

Aggiungo i link dei blogger lucani che hanno aderito (quelli che conosco):

Antonio Cafarella
Antonio Cimadomo
Artarie
Astronik
Bradanica
Cagi
Catepol
Clarita
Cqradio
Distratta di professione
Estragon
Fronte dello sdegno
Giuseppe Vinciguerra
Il Tratto
Leo
Luachan
Musicamanovella
Nicola Monteleone
Pignola
Radiopalomar
Redhome77
Sergio Ragone


Fatemi sapere se ce ne sono altri

 





Metaponto_barcheEntriamo nella reception della "migliore struttura ricettiva di Metaponto" (così ce la presentano): il Magna Grecia Hotel Village.
Ci indirizza lì Massimiliano, il titolare del Camping Riva dei Greci, perché i ragazzi di Eurogeneration gli hanno già riempito la struttura (bel campeggio, ben organizzato e anche con il wi-fi gratis).
Massimiliano è gentilissimo e molto professionale: telefona al mega-villaggio, prende accordi e poi invia un fax confermando la prenotazione (nel fax specifica tutto: una singola a nome Granieri e una doppia a nome Di Giovampaolo)
tavole palatineCon Giuseppe e Mariangela ci presentiamo al bancone e diciamo che ci dovrebbe essere una prenotazione a nostro nome.
La prima ragazza che ci riceve, inspiegabilmente, prende tempo: "vi chiedo scusa, ma c’è da aspettare qualche istante".
Ci mancherebbe, non abbiamo fretta.
Dietro al banco della reception notiamo una strana agitazione. C’è uno con la faccia simpatica che sembra il capo dell’ufficio (o forse il direttore dell’albergo) impegnato ad accogliere altri clienti.
Poi spuntano altre due ragazze che sembrano conoscere la nostra situazione.
metaponto_pattinoSi passano nervosamente il fax di Massimiliano (scritto su carta intestata del suo camping, non su carta igienica) come se per loro non avesse alcun valore.
"C’è qualche problema?", domandiamo.
Una delle ragazze prende coraggio e confessa: "veramente qui non hanno scritto che accettano il preventivo e poi… conoscete le condizioni?".
Quali condizioni? Dovremmo essere ospiti, se vi hanno mandato un fax per confermare "gli accordi telefonici" dovrebbero aver accettato "le condizioni".
Ci viene un dubbio: "ma si paga in anticipo?".
"Beh, si".
Rispondiamo che non avevamo mai sentito una cosa del genere, ma in ogni caso, proviamo a togliere d’impaccio la ragazza (anche perché Giuseppe era fradicio e infreddolito per il viaggio in moto, sotto la pioggia) e tiriamo fuori le carte di credito.
"Pagate pure con queste, non c’è problema".
Invece, il problema c’è visto che la ragazza non si decide a darci le chiavi delle camere.
La sua collega prova nervosamente a telefonare al camping, ma non risponde nessuno, probabilmente perché impegnati a sistemare 400 ragazzi.metaponto anfiteatro
"Non capisco perché non rispondono" osserva con malizia, come se pian piano si stesse svelando davanti ai suoi occhi la grande truffa, architettata da noi, per fregare un pernottamento al Magna Grecia Hotel Village.
"Forse sono impegnati - rispondiamo - ma pagatevi pure con le nostre carte".
A quel punto interviene quello simpatico (il direttore?) e con la cordialità tipica dei migliori albergatori di Acapulco dice alla ragazza: "E ja’, e falli’ paga’!".
Giuseppe, Mariangela e io ci guardiamo e - dopo aver trascorso 50 minuti nella migliore struttura di Metaponto - decidiamo di andarcene.
Molti particolari li ho omessi per esigenze di sintesi. Voglio solo aggiungere che al Magna Grecia Hotel Village (ripeto il nome, casomai fosse sfuggito a qualcuno) ha riservato lo stesso trattamento a Dario Vergassola, arrivato nella efficiente reception alle due e mezzo di notte, dopo aver tenuto il suo spettacolo.

Comunque a Metaponto ci sono anche buoni alberghi e ottimi camping.
Si può venire, basta che evitate quello.





Raramente parlo di politica su queste pagine, però questa storia ho voglia di raccontarla.

eurogeneration
Ho approfittato dell’invito di Sergio a partecipare a Blogpolitik per fare tre giorni di vacanza a Metaponto.
In questi tre giorni ho seguito da vicino la festa della Sinistra Giovanile della Basilicata: Eurogeneration.
E’ stata una bella esperienza, perché ho visto un volto diverso della politica.
Ho visto quattrocento ragazze e ragazzi (i "giovani sinistri", li ho chiamati così per scherzare) che per tre giorni si sono interrogati sul senso della partecipazione, sul senso della politica, sul loro futuro.
Hanno cercato di chiarire i loro dubbi su un domani sempre più incerto, senza pregiudizi, senza ideologia.
Si sono confrontati con il loro coetanei arrivati da Israele, dalla Germania, dall’Uganda.
Hanno ascoltato con attenzione e curiosità le parole del Ministro Giuliano Amato che - con chiarezza e semplicità - ha spiegato loro quali doti deve avere un buon dirigente politico.
Ma a questi giovani, di sicuro, nessuno ha dovuto insegnare che la politica è soprattutto "passione". Loro ne hanno tanta.cuore copia_logo
Una passione che - se troverà spazio nel nuovo Partito Democratico - forse servirà a riportare la politica vicina alle persone.
Ovviamente, in questi tre giorni la stampa non si è vista (io non conto, ero in ferie).
I giornalisti sono arrivati solo per raccontare la candidatura di Piero Lacorazza alla guida del Pd della Basilicata.
E’ un peccato, perché scoprire che in questo Paese c’è ancora qualcuno (dei giovani!) che crede alla politica come strumento di crescita collettiva, credo sia una notizia.





Torno dopo una settimana di assenza dal blog, per parlarvi dell’ultimo libro che ho letto: Lucani altrove. Un popolo con la valigia (Ed. Memori).
Lo ha scritto Renato Cantore, caporedattore del Tg Regionale della Basilicata della Rai.
cantore“Ma è il tuo capo - direte voi - c’è un conflitto di interessi”.
Chi mi conosce, sa bene che se non avessi apprezzato il libro - oltre a dirglielo in faccia - non ne avrei neanche parlato.
Invece il libro mi è piaciuto, perché racconta storie curiose,  a volte divertenti, spesso commoventi.
Le storie dei lucani che - dal’800 a oggi - se ne sono andati dalla Basilicata e hanno fatto fortuna altrove.
Le storie delle “Basilicate” che si possono trovare in ogni parte del mondo, dove vivono 800 mila lucani (per chi non lo sapesse in Basilicata ce ne sono circa 600 mila).
C’è la storia di chi - partito da Rapone alla volta di New York - si è inventato una scuola guida per poveri e con la patente ha dato loro un mestiere per vivere. Oggi è miliardario.
C’è la storia del giovane musicista di Pisticci che - a Toronto, in Canada - ha messo su un’emittente radiofonica, che ancora oggi - cinque anni dopo la sua morte - trasmette in 33 lingue diverse e occupa un centinaio di persone.
Poi ci sono i giovani contadini di Muro Lucano, Genzano, Montemilone, Palazzo San Gervasio,  che presero un treno diretto in Belgio, per farsi inghiottire nelle viscere della terra, a lavorare nelle miniere.
Oppure il frate cappuccino di Montescaglioso, che andò in Mozambico, non a predicare il vangelo ma a farlo vivere nelle 270 cooperative formate con le donne di quel paese. Nelle società di credito etico, che hanno aiutato quelle donne e i loro bambini a trovare una strada verso la salvezza. Non quella eterna, ma almeno quella terrena.
Storie di piccoli grandi eroi, che hanno affrontato viaggi estenuanti, umiliazioni e stenti, discriminazioni.lucanialtrove
Nel libro queste storie sono raccontate come in un diario (inutile dire che è scritto bene, visto che è scritto da un giornalista :P) e parlano di Lucani di talento, che hanno saputo portare le loro idee innovative anche in Paesi molto innovativi e lì si sono affermati, si sono distinti.
Sullo sfondo, la storia drammatica dell’emigrazione che ancora oggi continua a svuotare i piccoli centri lucani e del mezzogiorno.
Un secolo fa, la scelta di partire era dettata dalla miseria. Ci voleva coraggio per lasciare tutto e andare verso l’ignoto. Non tutti ce l’hanno fatta.
Ma perché i giovani lucani continuano a partire anche oggi? Perchè non spendere il loro talento nella propria terra, “una terra - come scrive con ironia Lina Wertmuller, nella prefazione del libro - rimasta fortunatamente indietro, dove l’avanzare della cosiddetta civiltà, che altrove ha provocato grandi disastri, non ha ancora cancellato in maniera irreparabile quel mondo antico di straordinaria e segreta bellezza, rappresentato dai nostri paesi”.
Ma dove andate ragazzi? C’è tanto da fare qui.





Un cavo d’acciaio teso nel vuoto tra  Pietrapertosa e Castelmezzano.
Indossi l’imbragatura, ti agganciano, ti chiedono le generalità e il peso.
Reciti le tue ultime volontà e via, in volo tra le Dolomiti Lucane…..

P.S. Questo è il mio primo video-post!





A bocca aperta con il naso all’insù, seguivo ammirato le acrobazie aree di Ely.Mifavolare
Insieme a Caterina e Francesca, forma il Gruppo "Mi Fa Volare".
Sono artiste vere.
Come tutti quelli che stanno partecipando al Lucania Buskers Festival.
satorGente semplice, genuina, che vive in giro per il mondo, dorme dove capita, mangia quando capita.
Si esibiscono nelle piazze per puro amore della loro arte. Semplicemente per far divertire, o per stupire il loro pubblico.
Alla fine dicono "per questo spettacolo non abbiamo preso soldi. Se volete lasciare un offerta ci fate contenti".
E iniziano a girare tra la folla con il cappello che si riempie di monetine (non sempre, a dire il vero).
Ely e le sue compagne; i musicisti calabresi del "Sax Quartet Sator"; gli acrobati-clown del gruppo francesce "La Berlue"; il "Jeco" friulano, che si attacca alle persone che incontra per strada; il gruppo Keniota "Super Mambo".Laberlue
Ognuno di loro sa fare qualcosa!

Non è poco, in un’epoca in cui - per avere successo, andare in televisione, essere venerati dal pubblico e guadagnare pure un sacco di soldi - non è richiesta alcuna abilità.
Guardavo questi artisti e mi passavano davati agli occhi i vari tronisti, letterine, amici degli amici. Jeco
E pure Fabrizio Corona.
Mi è venuto in mente che tra qualche giorno sarà in Basilicata.
Stavolta non da imputato, ma da ospite.
Sembra incredibile, ma qualcuno lo ha invitato.
Se posso dare un consiglio, andate a
vedere i buskers.
Fino al 12 agosto sono in Basilicata.
Costano molto meno e valgono molto, molto di più.

P.S. Qualche sera fa avevo incontrato uno dei più grandi clown italiani viventi: Carlo Colombaioni. colombaioniLo ha invitato a Potenza l’Officina del Circo di Avigliano.
Appesantito dai suoi 74 anni, da un ictus che lo ha semiparalizzato e da una caviglia slogata il giorno prima, non si è neanche sognato di rinunciare al suo spettacolo.
Ha portato in scena la vera passione.
"Io morirò qui - mi ha detto alla fine dello spettacolo - il teatro sarà il mio cimitero".


Ma che aspettate a batterci le mani, a metter le bandiere sul balcone?
Sono arrivati i re dei ciarlatani, i veri guitti sopra il carrozzone.
Venite tutti in piazza fra due ore, vi riempirete gli occhi di parole
la gola di sospiri per amore e il cuor farà tremila capriole.

 

 ["Comica Finale", Dario Fo - 1958]

 





LSlogo

Ogni giorno mi stupisco per le potenzialità offerte dalla rete e soprattutto dal web 2.0.

L’ho detto più volte: mi sento come un bambino alla scoperta del mondo.
L’ultima scoperta la devo a Giuseppe che ha realizzato - secondo me - una bella iniziativa: il Lucania.Social.

Si tratta di un "aggregatore", o filtro, o sito (per quelli ignoranti come me) che dir si voglia, dal quale è possibile tenere sotto controllo tutti i blog lucani (quelli iscritti) e quelli che in qualche modo hanno a che fare con la Basilicata.
Interessante anche la raccolta di
notizie che riguardano la regione.
Ma ormai l’iniziativa è partita e - questo l’ho capito pure io - potrà avere altri sviluppi, con l’intervento di
tutti gli utilizzatori.
Grazie Giuseppe per questo regalo e grazie anche a Giovanni, Sergio e agli altri amici blogger che ho conosciuto negli ultimi tempi, che si stanno impegnando per riempire di contenuti la sterile statistica, che descrive la Basilicata come la regione italiana più ricca di computer.
Secondo me, il superamento del digital divide parte proprio da qui: le infrastrutture sono importantissime, ma prima bisogna far capire a tutti che la rete offre grandi opportunità.
Altrimenti, saranno sempre pochi i cittadini interessati ad entrarci.





Ieri ho incontrato il premio Nobel per la pace Betty Williams.
Bella persona.
Era a Matera per verificare lo stato di avanzamento del suo progetto: costruire una città dei bambini e della pace in Basilicata.INTERVISTA BETTY 04
L’idea la lanciò tre anni fa, nei giorni in cui il Governo Berlusconi approvò il decreto che prevedeva la costruzione del deposito nazionale delle scorie nucleari a Scanzano Jonico.
Dopo quindici giorni di manifestazioni, blocchi stradali e ferroviari, il Governo ritirò il decreto, salvando da morte sicura un territorio che si regge sull’agricoltura e sul turismo.
Per evitare che a qualcuno tornasse in mente un’idea tanto scellerata, la Williams piantò in quell’area un albero di ulivo e disse: "qui faremo la città dei bambini e della pace".
Sono passati tre anni e poco o niente è stato fatto, nonostante la Premio Nobel sia tornata in Basilicata altre tre volte.
Ma l’area è ancora incolta, abbandonata. Le amministrazioni locali hanno fatto ben poco.
L’unico presidio è rappresentato dai volontari dell’associazione Scanziamo le Scorie.
E questa vivace signora irlandese continua a dire: "signori, io la città dei bambini la voglio fare. Ne ho già parlato in tutto il mondo. Porterò qui anche le altre donne Premio Nobel per la Pace. Porterò anche il Dalai Lama".
Ma si sa, la politica ha i suoi tempi.
In fondo, sono passati solo tre anni.
E poi, la politica mica può andare dietro a tutti i Nobel per la Pace.
Il nuovo Sindaco di Matera Sen. Emilio Nicola Buccico, infatti, ieri aveva cose più importanti da fare.
Così, dopo un breve saluto, ha salutato la signora Williams dicendo: "non credevo che fare il sindaco fosse così impegnativo. Da stamattina, questo è già il terzo incontro al quale sono costretto a partecipare".
Si, ha detto proprio "costretto".
La Betty ha ascoltato la traduzione dell’interprete e ha sorriso.
Lui ha aggiunto: "costretto in senso buono, ovviamente".
Ovviamente.





Mi piace la birra e ancor di più i prodotti tipici lucani, quindi propongo questo succulento contest.

 

 

 

Il Contest de La Compagnia del Cavatappi. Non ci offrono banalissimi Palmari, Ipod o Cellulari dell’ultima generazione ma 3 cartoni da 24 bottiglie di Birra Menabrea: 24 bottiglie di Bionda, 24 di Ambrata e 24 di Strong, 
Il contest si rivolge ai primi 90 blogger che scriveranno un post riguardo quest’iniziativa e l’inkando con il termine Prodotti Tipici l’URL http://www.lacompagniadelcavatappi.it/catalog/index.php.
Altri dettagli sul funzionamento del contest li trovate qui.