23
giu
Documento approvato all’unanimità dall’assemblea nazionale dei Comitati di redazione delle testate Rai.
"Siamo tutti Tg1, siamo tutti, noi giornalisti della Rai, contro le scelte editoriali di chi occulta le notizie e rende agli italiani un pessimo servizio pubblico radiotelevisivo.
L’assemblea nazionale dei Comitati di Redazione chiede alla Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai di convocare il neo direttore del Tg1, Augusto Minzolini. Comprenda, Minzolini, qual è il compito del direttore di una testata del Servizio Pubblico, tenuta a raccontare e rappresentare - con tutti i punti di vista - i fatti che hanno rilevanza nella vita del Paese.
Un impegno che mai può venir meno. Mai può ci si può permettere di tacere notizie o impedire una loro corretta e completa lettura.
Lo stesso vale anche per il Tg2 - responsabile di analoghe omissioni - per ogni testata nazionale Rai, radiofonica o televisiva, e per tutte le redazioni regionali.
Vale per tutti i giornalisti del servizio pubblico, anche per quelli che - come probabilmente sta accadendo ad Augusto Minzolini - ancora non si sono resi conto del ruolo che ricoprono e dell’impegno che devono assumere di fronte a chi paga il canone.
Si legano i temi delle notizie omesse in questi giorni dal direttore del Tg1 a quelli del Ddl Alfano sulle intercettazioni che, dopo il voto di fiducia raccolto alla Camera, si appresta ad approdare in Senato.
L’Assemblea dei Cdr Rai da mandato all’Esecutivo Usigrai di attuare tutte le forme di mobilitazione necessarie".
5
mag
Ho trovato questa notizia in rete e la riporto, così com’è, sapendo che ormai certe cose non fanno un grande effetto.
A me che faccio il giornalista, però, il rapporto annuale di Freedom House sulla libertà di stampa qualche preoccupazione la suscita.
Il nostro Paese, secondo lo studio dell’organizzazione non profit statunitense, è scivolato nella fascia degli Stati "Partly Free", per questi motivi:
Italy slipped back into the Partly Free range thanks to the increased use of courts and libel laws to limit free speech, heightened physical and extralegal intimidation by both organized crime and far-right groups, and concerns over media ownership and influence. The return of media magnate Silvio Berlusconi to the premiership reawakened fears about the concentration of state-owned and private outlets under a single leader.
Ovvero: L’Italia è scivolata nell’area dei Parzialmente Liberi grazie all’uso accresciuto delle corti di giustiza e di leggi contro la diffamazione per limitare la libera espressione, all’aumentata intimidazione di tipo fisico ed extralegale da parte della criminalità organizzata e di gruppi di estrema destra e a preoccupazioni relative alla proprietà dei media. Il ritorno del magnate dei media Silvio Berlusconi al governo ha risvegliato timori sulla concentrazione dei mezzi privati e posseduti dallo stato sotto il controllo di un unico leader.
La traduzione è di Sandro Brusco che sul blog Noise From America ha analizzato l’intero rapporto (spiegando con chiarezza anche il metodo seguito nella ricerca) e sviluppato una interessante discussione nei commenti.
Quella che segue è la mappa della libertà di stampa del 2009. In Europa, peggio di noi c’è solo la Turchia.
27
giu
Fa un certo effetto entrare in contatto con tante persone alle quali è negato un diritto elementare come la libertà di parola.
Certe cose noi le diamo sempre per scontate.
Qui al Citizen Media Summit - organizzato da Global Voices (qui la versione italiana) - si parla di tortura e carcere come se si commentasse la semifinale degli Europei.
Se volete seguire in diretta l’iniziativa, c’è una diretta streaming, oppure il live blogging di Diego (grazie al quale sto capendo di cosa si parla).
Più tardi provo a riordinare le idee sue questa esperienza, finora molto bella. E siamo solo al primo giorno.
E su Flickr c’è la prova della nostra presenza a Budapest. Sullo sfondo, intenti a seguire il dibattito. Qui si lavora!
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Translation by Babelfish (excuse me sorry for mistakes)
It makes a sure effect to meet many people to which an elementary right, like the word freedom, is denied. For Italians such item are discounted.
At the Citizen Media Summit - organized by Global Voices - they speak about torture and jail as we can speak about European Soccer Championship.
You can follow summit by web streaming, or by Diego’s live blogging (that helps me to understand what speakers are talking about).
Later I’ll try to reorder my thoughts on this experience, up to now very interesting one.
And it’s only to the first day.
8
giu
Il nostro Presidente del Consiglio oggi ha ricordato a tutti qual è la nuova emergenza nazionale: la pubblicazione delle intercettazioni.
I mafiosi vengono scarcerati dopo una condanna?
I processi cadono in prescrizione?
Ancora non sono stati svelati i tanti misteri italiani?
Ecco finalmente la causa: la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche da parte dei giornalisti.
Cinque anni di carcere. Questa è la giusta punizione per chi si ostina a voler "propalare" notizie assolutamente irrilevanti.
Tipo il colloquio tra un dirigente della Rai e un Presidente del Consiglio; oppure le telefonate tra un dirigente sportivo che cerca di truccare le partite dello sport più amato dagli italiani; o ancora le amichevoli chiacchierate tra leader politici che si spartiscono poltrone e incarichi di potere.
Che diamine, basta con questa violazione della privacy!
Fatevi i fatti vostri!