Il comunicato della Federazione Nazionale della Stampa Italiana sullo sciopero dei giornalisti del 9 luglio (con una stringata rassegna stampa internazionale sulla protesta contro la "legge bavaglio"):

La straordinaria adesione, ben oltre il 90 per cento, allo sciopero indetto dalla Fnsi ha dimostrato che c’è un problema enorme posto dal ddl, fatto di censura preventiva attraverso carcere per i giornalisti e pesanti multe per gli editori, che va ben oltre qualsiasi considerazione di natura corporativa. Pochissimi giornali erano in edicola ieri ma tutti, nei loro commenti sulle motivazioni dello sciopero, hanno ammesso che il testo di legge Alfano è sbagliato.

Le ragioni del no al ddl risultano, dunque, unificanti per la professione giornalistica e assai allarmanti per i cittadini, che hanno mostrato sensibilità e indignazione nelle tante manifestazioni fin qui svolte in tutta Italia e all’estero. Tutto ciò sia nei comportamenti collettivi di ieri davanti alle edicole, quasi vuote dei giornali, sia davanti ai silenzio delle tv, radio e per la prima volta della rete web.

Una giornata straordinaria di protesta che per il sindacato dei giornalisti significa lo sciopero più partecipato degli ultimi quindici anni. Basti pensare ai tanti giornali che, in occasione di altri scioperi non hanno mai perso l’occasione di porsi contro il sindacato ed andare in edicola. Pure l’adesione di tutta l’emittenza radiotelevisiva, anche di quella dove era più complicato organizzare la pratica dello sciopero, è stata eccezionale. L’adesione inoltre dei new media, il mancato aggiornamento dei siti, e la partecipazione corale dei colleghi dei periodici (che non potevano impedire l’uscita delle riviste in un solo giorno) sono stati la testimonianza di una rigorosa protesta civile e morale.

Non è sfuggita la novità della giornata di ieri agli osservatori di tutto il mondo, che hanno considerato il silenzio di ieri una delle principali notizie dell’informazione mondiale: innumerevoli gli approfondimenti chiesti direttamente alla Fnsi da primarie testate della Francia, della Germania, del Canada, dell’Argentina, degli Usa, della Colombia, della Corea del Sud, dell’Australia, del Venezuela, della Gran Bretagna, del Belgio. Totale la solidarietà della Federazione mondiale (Ifj) e di quella europea dei giornalisti (Efj).

Ora il Governo e il Parlamento italiani non possono sottrarsi, dunque, all’ascolto delle ragioni della protesta e di tanta attenzione internazionale, senza esporre il Paese ad altre brutte figure. I cittadini italiani intanto, anche chi non è solito informarsi con i giornali ma solo con la tv, con la giornata del silenzio di ieri sicuramente oggi ne sanno di più su un ddl del Governo che vuole circoscrivere e limitare il loro diritto a sapere e a conoscere fatti importanti per la vita individuale e comunitaria connessi alle inchieste giudiziarie.

La Fnsi dopo lo sciopero resta impegnata nella sua iniziativa incessante per fare arretrare la legge del silenzio di Stato e del bavaglio, pronta a ricorrere alla Corte europea di Strasburgo per i diritti dell’uomo se la legge dovesse essere approvata così com’è. E da oggi anche tutti coloro che hanno eccepito sul metodo della protesta potranno con il sindacato dei giornalisti irrobustire, di proposta e di iniziativa, la protesta che deve continuare e deve proseguire, non mancando ogni giorno di far conoscere e comprendere problemi e dubbi su questa legge.

La Fnsi è già in campo per nuove iniziative clamorose, se necessarie, possibilmente con gli editori che hanno condiviso le ragioni della protesta.

E questo che segue è il giornalismo che ci piace…. è la stampa bellezza!

 





"Di che mi dovrei vergognare?
Anzi in quelle
intercettazioni, sì mi ci riconosco".
(
intervista al Corriere della Sera dell’1.7.2008)


Il Consiglio di Amministrazione della Rai ha respinto la richiesta di licenziamento di Agostino Sacca’ - Direttore di Rai Fiction - avanzata dal Direttore Generale, Claudio Cappon, per motivi disciplinari.
Ai dipendenti Rai non resta che adeguarsi alle decisioni dei dirigenti e Carlo Verna - segretario dell’Usigrai - avanza una proposta:


"E adesso ci sia un indulto disciplinare in Rai. Dopo l’esito del caso Saccà (…) formalizzeremo, provocatoriamente, la richiesta la prossima settimana in Paritetica, la riunione periodica tra azienda e sindacato.

(…) Uguaglianza e uniformità di trattamento impongono quantomeno una sanatoria per chi ha compiuto piccole trasgressioni, o magari è sotto procedimento disciplinare per aver esercitato diritti d’opinione (è il caso, per esempio, di
Loris Mazzetti) che l’azienda non vuole riconoscere".

P.S. Qualcuno è in grado di spiegare la spiegazione fornita dal "comunista gentiluomo", Sandro Curzi, per la sua astensione?

 

 





S. = Saccà
P. = Presidente

 

P: con la Elena Russo non c’era più niente da fare? Non c’è modo…?
S: no .. c’è un progetto interessante .. adesso io la chiamo ..
P: gli puoi fare una chiamata? La Elena Russo; e poi la Evelina Manna. Non centro niente io, è una cosa … diciamo … di…
S: chi mi dà il numero?
P: Evelina Manna … io non c’è l’ho …
S: chiamo ..
P: no, guarda su Internet ..
S: vabbè, la trovo, non è un problema … me la trovo io ..
P: ti spiego che cos’è questa qui ..
S: ma no, Presidente non mi deve spiegare niente ..
P: no, te lo spiego: io stò cercando di avere …
S: Presedente, lei è la persona più civile, più corretta..
P: allora … è questione di .. (parola incomprensibile, le voci si accavallano) ….
S: ma questo nome è un problema mio …
P: io stò cercando … di aver la maggioranza in Senato …
S: capito tutto …
P: eh .. questa Evelina Manna può essere .. perchè mi è stata richiesta da qualcuno … con cui sto trattando …

(da L’Espresso)

Magnaccia e mignotte, accordi incrociati tra aziende concorrenti, dirigenti-zerbino del premier di turno.
Come se nulla fosse accaduto.
Nonostante tutto, le uniche emergenze sulle quali si concentra la politica sono le intercettazioni e la legge blocca-processi.
Nessuno che si preoccupi della qualità del servizio radiotelevisivo pubblico.
Quello che segue è il comunicato stampa di Carlo verna, segretario nazionale dell’Usigrai (il sindacato dei giornalisti Rai).
Lo pubblico, così, tanto per ricordare che ci sono anche giornalisti che hanno a cuore l’autonomia e la qualità dell’informazione.

 

"L’imbarazzante caso Sacca’ conferma quello che da sempre sosteniamo: senza un’indipendenza vera dai partiti la Rai muore.
Un fiume di intercettazioni telefoniche, dal tono piu’ che eloquente, non e’ bastato a consentire una valutazione serena e tempestiva sulla permanenza del dirigente.
La logica politica, che imponeva di “sedare e sopire”, ha prevalso su quella industriale.
Il Servizio Pubblico non reggerebbe altri tre anni di governo aziendale nominato con i criteri spartitori della Gasparri.
Il nuovo Cda non può continuare ad essere un “parlamentino”.
La politica, anziche’ litigare sul Presidente della Vigilanza, ragioni costruttivamente sulle regole per dare autonomia all’azienda.
Qualunque accordo sui nomi dei prossimi amministratori sarebbe una sconfitta per la Rai, per i suoi lavoratori, per gli abbonati e per il Paese".

 

P.S. Altro che Mastella, il Governo Prodi potrebbe essere caduto grazie all’intervento della signorina Manna. Hai capito?





Qualche riflessione conclusiva sulla bella esperienza di Budapest.
Probabilmente tra qualche anno sarà pronto anche il video che Diego e io abbiamo girato prima, durante e dopo (accompagnati in giro per la città da un tassista naziskin) il Citizen Media Summit, organizzato da Global Voices.
Sono tornato a casa contento di aver conosciuto tanta bella gente, tanti blogger che hanno trovato il modo per rendere il blog uno strumento utile, facendolo diventare un mezzo di informazione dove la libertà di informazione è negata.
Poi, tornando in Italia, ho scoperto che un un giornalista siciliano, Carlo Ruta - che non usava il blog (oggi oscurato) come mezzo di informazione, ma lo aveva fatto diventare comunque uno strumento utile - è stato condannato per il reato di "stampa clandestina".
Ho sempre pensato che i blog utilizzati come un giornale dovessero essere regolamentati esattamente come i giornali.
Ma in questo caso, non si trattava di un giornale, non c’era la cronaca periodica di qualche avvenimento. C’erano invece molti documenti interessanti sulla mafia e soprattutto sull’assassinio di Giovanni Spampinato - cronista de L’Ora e de L’Unità - ucciso nel 1972.
E’ possibile sostenere la causa di Carlo Ruta con una petizione promossa da Giornalismi.info.
Poi ho scoperto pure che il Governo italiano non vuole più discutere in Parlamento la legge, con la quale vorrebbe mandare in galera i giornalisti che pubblicano le intercettazioni.
Altro che disegno di legge, meglio un decreto.
Il decreto legge ha effetto immediato e - visto che sui giornali potrebbe finire anche qualche altra intercettazione dei colloqui telefonici tra Berlusconi e i dirigenti Rai - è meglio far presto.
Allora ho ripensato ad Alaa, giovane blogger egiziano, arrestato per aver manifestato in favore dei magistrati.
Ho pensato alle parole di Luis Carlos che ha spiegato come Chavez stia cercando di cambiare la costituzione del Venzuela aggirando le regole, poggiandosi sulla forza elettorale acquisita grazie alla massiccia presenza su tutte le reti televisive.
Oppure ai giovani blogger cinesi, iraniani, siriani, che ogni giorno cercano di aggirare la censura che - dopo aver imbavagliato la stampa - blocca (o tenta di bloccare) anche la rete.
Ma in Italia c’è la democrazia, è tutta un’altra storia, vero?

Non aggiungo altro, se non questi due video, nei quali siamo intervistati da Eleonora, traduttrice della versione italiana di Global Voices che forse, nei prossimi anni, potrebbe diventare anche da noi un’importante strumento di comunicazione e di controinformazione.
Da tener presente che l’intervista l’abbiamo "concessa" alla fine del meeting ed eravamo molto stanchi e senza fondotinta!

Alfredo  

Diego

 

Sul sito di Radio Radicale c’è anche l’ottimo reportage di Sara Tescione.

Ogni tanto anche una buona notizia.
Bentornata Ingrid!

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Translation by Babelfish (excuse me sorry for mistakes)

Some conclusive considerations about the beautiful experience in Budapest.
Maybe within the next few years the movie that
Diego and I filmed - before, during and after (getting around the city by a naziskin taxi-driver) the Citizen Media Summit, organized from Global Voices - will be ready.
I came back home glad to met much interesting people, many blogger which have found the way to make blog an useful instrument, making it to become means of information, in that countries where information freedom is denied.
Then, coming back in Italy, I discovered that a sicilian journalist,
Carlo Ruta - who didn’t use blog (today darkened) like means of information, but he made it a useful instrument - was condemned for “clandestine press “ crime.
I always thought that blog used as a newspaper had to be restricted exactly like newspapers.
But Ruta’s blog wasn’t a newspaper. It was, instead, a collection of many interesting documents about Mafia and about the murder of
Giovanni Spampinato - reporter for L’Ora and L’Unità - killed in 1972.
It’s possible to support the cause of Carlo Ruta with a
petition, by Giornalismi.info.
Then I have discovered also that Italian Government doesn’t want to discuss in Parliament the law with which they want to arrest journalists who publish phone interceptions.
Not by a bill,
best a decree.
Law decree has immediate effect and - since on other call interceptions between Berlusconi and Rai management could be published by newspaper  - it is better to make soon.
Then I thought to
Alaa - young Egyptian blogger - arrested in order to have manifested in favour of magistrates.
I thought to the words of
Luis Carlos - from Venezuela - who explained as Chavez "wanted to change the constitution outside the rules but with elections", thanks to a massive presence on all net televisions.
Or Chinese, Iranian, Syrian young bloggers who every day try to elude censorship that before stopped press and now blocks (it tries to block) also internet.
But in Italy there is the democracy, is all an other history, true?

I don’t add to other, but only these two movies, in which we are interviewed from Eleonora, translator of the Italian version of Global Voices that perhaps, in the next few years, could become also in Italy an important information and communication instrument.
Attention please: we "granted” interview at the end of the meeting, when we were a lot tired and without make-up!

Complete reportage from Citizen Media Summit 2008 is on Radio Radicale siteweb. By Sara Tescione.





Il nostro Presidente del Consiglio oggi ha ricordato a tutti qual è la nuova emergenza nazionale: la pubblicazione delle intercettazioni.
I mafiosi vengono scarcerati dopo una condanna?
I processi cadono in prescrizione?
Ancora non sono stati svelati i tanti misteri italiani?
Ecco finalmente la causa: la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche da parte dei giornalisti.
Cinque anni di carcere. Questa è la giusta punizione per chi si ostina a voler "propalare" notizie assolutamente irrilevanti.
Tipo il colloquio tra un dirigente della Rai e un Presidente del Consiglio; oppure le telefonate tra un dirigente sportivo che cerca di truccare le partite dello sport più amato dagli italiani; o ancora le amichevoli chiacchierate tra leader politici che si spartiscono poltrone e incarichi di potere.
Che diamine, basta con questa violazione della privacy!
Fatevi i fatti vostri!