Oggi i dirigenti dello stabilimento Fiat di Melfi erano stati convocati in Prefettura a Potenza, dal sottosegretario alla salute Giampaolo Patta.
L’illuso voleva che firmassero - insieme a sindacati, confindustria e enti locali - un protocollo d’intesa per prevenire gli infortuni sul lavoro.
Ma gli uomini della Fiat sono passati in Prefettura a salutare - tanto per non sembrare sgarbati - e poi hanno detto che a quel tavolo non si sarebbero seduti.
Come mai?
Perchè le decisioni su materie tanto delicate - hanno spiegato - le prendono i dirigenti della casa-madre, quelli che stanno a Torino.
In fondo, ieri pomeriggio, è morto solo un operaio in casa loro.
Dopo questo fastidio, non potevano certo scomodarsi per andare a Potenza a parlare di sicurezza sul lavoro.
Però hanno precisato che a loro, la sicurezza sul lavoro, sta molto a cuore.

E scusate se questo sarcasmo non cambierà nulla, ma non posso fare altro.





Ieri sono stato ospite del mitico Zoro nel programma di N3tv "Fallo da dietro".
Visto che di calcio ne capisco poco, abbiamo fatto finta di dire cose serie a proposito di informazione e giornalismo (giudicate voi se ci siamo riusciti) e il discorso è finito sull’argomento dei precedenti post.
Se vi va di perdere qualche minuto siamo qui sotto (io sono dal minuto 4:20 in poi).





Astronik mi propone di aprire una discussione sull’informazione regionale.
Raccolgo la proposta riportando alcune riflessioni già fatte, commentando su alcuni blog che hanno affrontato il tema.

tgrMi fa piacere aprire questo confronto con voi, perchè spesso a chi fa il nostro mestiere manca un riscontro da parte degli utenti, come agli utenti manca la conoscenza di alcuni aspetti che si celano "dietro la notizia".
Uno dei motivi per cui ho aperto questo blog è stata proprio la voglia di confrontarmi. Allora iniziamo.

Il Tgr della Basilicata viene accusato da più parti di non essersi occupato in maniera corretta dei principali casi di cronaca degli ultimi anni.

Io stesso ho condotto un edizione del Tg, nella quale abbiamo avuto ospite in studio - da Matera - la signora Olimpia Orioli.
L’ho intervistata io e le ho fatto dire la sua verità sulla morte misteriosa dei Fidanzatini di Policoro.
Qualcuno può affermare che non ci siamo mai occupati della scompara di Elisa Claps?
Su toghe lucane abbiamo omesso qualcosa?
Sfido chiunque a venire in redazione per fare una ricerca sui servizi trasmessi dal nostro telegiornale. Magari ce li rivediamo insieme e poi ne discutiamo, ma solo dopo aver visto cosa è andato in onda.
Non voglio difendere a spada tratta l’intera redazione, come non accetto che venga screditata un’intera redazione.

Mi capita spesso di discutere con qualcuno su servizi che il nostro Tg non avrebbe trasmesso.
Poi alla fine si scopre che il servizio è andato in onda e che il cittadino non lo ha semplicemente visto.
Un giornale esce una volta al giorno e si può tenere tra le mani anche per mezza giornata, alla ricerca della notizia che interessa.
Un telegiornale (il nostro) va in onda tre volte al giorno (più due Gr) e le notizie vengono ripartite tra le diverse edizioni, anche su più giornate diverse.
Mi piacerebbe che la valutazione del lavoro del Tg della Basilicata venisse valutato complessivamente.

L’altra sera, mentre stava per iniziare la manifestazione di Libera, ho ricevuto diverse telefonate. Mi chiedevano come mai il Tg non avesse dato notizia della manifestazione. Ho risposto semplicemente che la notizia era stata data nel Tg delle 23 della sera prima e nel Gr delle 7.20 della mattina stessa. "Ah non l’ho visto" mi hanno risposto.

Un altro mi ha detto con tono concitato e inquisitorio: "il teatro è pieno perchè non c’è il Tg della Basilicata?".
In realtà, a seguire l’evento, c’era una nostra troupe e un vicecaporedattore.

Io sono pronto ad accettare tutte le critiche e - come sa bene chi mi legge - molteAlfreBlog le pubblico anche sul mio blog.
Quello che non accetto è il giudizio precostituito.
Per molto mesi abbiamo ricevuto attacchi violentissimi da un sindaco di un Comune lucano, che si lamentava perchè secondo lui noi si parlava mai di quel Comune. Il caporedattore lo ha invitato in sede e gli ha mostrato l’elenco di tutti i servizi trasmessi sul suo Comune.
Alla fine ha chiesto scusa.

Molti mi chiedono perchè me la prendo tanto.
Io vi ringrazio per le belle parole che spendete nei miei confronti, ma me la prendo perchè molte critiche sono infondate.
Me la prendo perchè - anche se ci sono tante pecche - molti di noi danno il massimo per offrire un prodotto di qualità ai nostri datori di lavoro che - non lo dimentico mai - sono i cittadini e non i potenti.
Non è per tutti così? Ma vi assicuro che è così per molte delle persone che lavorano al Tgr Basilicata.

Ci sono tanti motivi per criticarci, non ne inventate altri per favore!

Dimenticavo: la discussione è aperta anche da Artarie, Astronik e Diario estemporaneo.





Giovanni ragiona sui recenti fatti di cronaca e sui rischi di atteggiamenti xenofobi e razzistici che potrebbero diffondersi (o si stanno già diffondendo) nel nostro Paese.
Leonardo, ci ricorda alcuni recenti crimini, sottolineando che i responsabili (o presunti tali) sono tutti italiani.
Ivan invece ricorda che un mese fa un italiano condannato per stupro, ottenne le attenuanti per "le particolari impronte culturali ed etniche”. Era di origini sarde.

Ieri riflettevo con Mariangela su quello che sta succedendo in bambina straziiquesti giorni e mi è venuto in mente uno spettacolo, messo in scena qualche tempo fa da L’Albero di Minerva.
Uno spettacolo molto bello che raccontava una storia molto triste: quella dei copii strazii.
I copii strazii sono i ragazzi di strada di Bucarest.
Quelli che - dopo la fine della dittatura di Ceausescu, nel 1989 - sono stati abbandonati dalle tante famiglie rumene ridotte in miseria.

Bambini - tra i 4 e i 20 anni - che hanno trovato rifugio nelle fogne di Bucarest, facendole diventare la loro casa.
Furti, droga, prostituzione, malattie veneree, aids: questa è l’infanzia che hanno conosciuto.
Oggi, chi di loro è riuscito a sopravvivere, forse è tra i criminali che infestano le nostre città.

In questi giorni, i telegiornali e i giornali si sono occupati abbondantemente della atroce fine di Giovanna Reggiani e della presenza dei romeni e dei rom (non sono la stessa cosa) in Italia.bambino strazii
La solita abbuffata mediatica, scatenata dall’emozione del momento e che, molto probabilmente, si andrà esaurendo nei prossimi giorni.
E poi, le strumentalizzazioni di una politica, ormai ridotta a rissa continua.
Si guarda tutto dalla superficie, senza mai mettere la testa sotto il pelo dell’acqua.
Lo fa la politica, lo fa la stampa, lo fanno i cittadini.

bambino sorriso"Un bambino che è coperto soltanto dall’immondizia che gli hanno buttato addosso gli altri.
Un bambino che ha dimenticato anche come si piange, risparmiando le lacrime per quando ha sete.
Un bambino dimenticato dalla sorte e dai suoi simili.
Simili che gli hanno dato il vestito che a loro non piaceva più e gli spiccioli che occupavano troppo spazio in tasca, senza dargli il giorno di domani".

Questa l’ha scritta Alina. Una ragazza romena.

P.S. Oggi un amico è diventato più saggio, più maturo (un modo carino per dire "più vecchio"). Tanti auguri a colui che mi sta facendo scoprire i tanti misteri della rete! Buon compleanno Giuseppe.






logo barCamp MateraCon Diego non ci vedevamo da una ventina d’anni.
Non sapevo che fosse diventato una "blogstar", anche perchè non sapevo neanche cosa fosse una "blogstar".
Me lo hanno detto alcuni amici comuni e non è stato difficile rintracciarlo via web.
Così ci siamo incontrati a Matera (al Bar Camp, un evento che ha segnato l’inizio della mia "carriera" da blogger), dove l’ho anche intervistato.intervista a zoro
Da allora sono entrato nel tunnel della blogosfera e ho iniziato a seguire le sue esilaranti performance.
E’ riuscito anche a farmi divertire con il Grande Fratello, ma da quando si è buttato in politica - secondo me - ha raggiunto il massimo.
Tutto è iniziato da quella telefonata di Veltroni.
Poi un emozionante tuffo nel passato (di Diego e mio), per raccontare il tormentato percorso, dal Pci al Pd.
Si avvicinano le primarie e Zoro presenta i candidati.
Il 14 ottobre anche Diego decide di andare a votare, documentando alla grande, il grande giorno in cui è stata scritta una grande pagina della democrazia italiana.
Diego racconta tutto - anche gli aspetti meno nobili - senza nascondere niente, perchè se si è veramente democratici bisogna raccontare la verità, anche se non è sempre bella.
L’ultimo video lo metto qui sotto, in attesa della seconda puntata.
Bravo sto’ ragazzo, promette bene.

Grazie per le foto a Webgol e Yoriah.





Dal Tgr Rai Basilicata del 29.09.2007 edizione delle 19.35


birmania1"Mentre sugli schermi televisivi scorrono le immagini drammatiche della repressione del popolo birmano, in tutto il mondo si mobilita il popolo della rete.
Anche molti blog lucani hanno aderito alle diverse iniziative di solidarietà con la popolazione del Myanmar.
Tutti hanno messo sulle loro pagine qualcosa di rosso, il colore delle vesti indossate dai monaci buddisti che in questi giorni si stanno opponendo, con la nonviolenza, alle armi dell’esercito governativo.
Non e’ casuale la mobilitazione dei blogger, visto che proprio grazie a internet in questi giorni e’ stato possibile conoscere i drammatici avvenimenti della Birmania, dove la repressione sta colpendo anche i giornalisti.
E proprio per questo il governo birmano ha deciso di sospendere gli accessi al web, attraverso i quali era stato possibile aggirare la censura.
Ma la mobilitazione dei blogger italiani e lucani potrebbe servire a sollecitare l’intervento della comunità internazionale, per fermare la violenza nei confronti del popolo birmano".

Aggiungo i link dei blogger lucani che hanno aderito (quelli che conosco):

Antonio Cafarella
Antonio Cimadomo
Artarie
Astronik
Bradanica
Cagi
Catepol
Clarita
Cqradio
Distratta di professione
Estragon
Fronte dello sdegno
Giuseppe Vinciguerra
Il Tratto
Leo
Luachan
Musicamanovella
Nicola Monteleone
Pignola
Radiopalomar
Redhome77
Sergio Ragone


Fatemi sapere se ce ne sono altri

 





incuboHo sognato che ero in ferie e che ricevevo una telefonata.
"Alfredo ti devo dare una notizia: è stata chiusa la camera operatoria dell’ospedale di Melfi. Per un problema amministrativo, non è stato sostituito il personale andato in pensione. Ora medici e infermieri sono tutti in malattia e un paziente sta per essere trasferito in ambulanza a Venosa".
Dopo aver giurato di non rivelare la fonte - sempre in sogno - telefono in redazione per comunicare lo scoop, offrendo anche la mia disponibilità a interrompere le ferie, per seguire la vicenda.
Mi giro sull’altro fianco e il sogno prosegue in redazione.
Siamo in riunione e chiedo: "ma poi lo abbiamo fatto il servizio sull’ospedale di Melfi"?
Mi spiegano che un collega si era occupato della vicenda e aveva telefonato al direttore generale della Asl, che non aveva voluto rilasciare dichiarazioni. Poi al direttore sanitario che aveva confermato il trasferimento del paziente a Venosa, ma spiegando che il chirurgo opera un po’ qui e un po’ lì.
Dopo questa approfondita verifica, si era deciso di non fare il servizio.
Mi sono svegliato in preda all’angoscia, ma sollevato dal fatto che si era trattato solo di un sogno.
Meno male che l’informazione - nella realtà - è una cosa seria!





Non credevo di dedicare due post al V-Day e a Beppe Grillo, ma ormai il dibattito è aperto e mi ci ficco.
Si discute principalmente di due aspetti: da una parte quello più strettamente politico (qualunquista-non qualunquista); dall’altra quello legato al ruolo dei blog (e dei blogger) nella politica.

Sul primo tema trovo molto convincenti le argomentazioni  Suzukimaruti, anche se continuo a dire che la Politica (quella vera) non può ignorare il bisogno di rinnovamento che esprimono le persone che hanno partecipato al V-Day.

Sui rapporti tra blogosfera e politica, condivido gli interventi di Mantellini e di Zoro, mio Maestro di blog (eh si, la sto vivendo un po’ come una disciplina orientale).
Il blog è solo uno strumento, un mezzo di comunicazione non un partito.
Pensare di rappresentare "i blogger" è come pensare di rappresentare "chi viaggia in metropolitana", o gli "utenti del telefono".
Grillo è uno dei tanti che usa il blog per comunicare, ma che non credo possa rappresentare la rete. Io almeno non mi sento rappresentato da lui.

Aggiungo solo una considerazione su un aspetto molto inquietante del fenomeno-Grillo: l’esaltazione e la forte carica ideologica (di quale ideologia, poi, non si è capito).
Ieri girovagavo su YouTube e ho incrociato un video che mi ha colpito per il titolo: Walter Veltroni aderisce al V-Day.
A parte l’infondatezza della notizia, la cosa che mi ha sconvolto di più sono stati commenti al video.
Ne riporto qualcuno, ma ci sarebbe l’imbarazzo della scelta:

leekelso 
 
Water Veltroni è il più grande rappresentante della rumenta che ci ritroviamo come "politici", venderebbe sua madre a satana se questo gli portasse ad avere anche solo 1 voto in più!

 

polidoroweb 
 
CaroVeltroni,
ANCHE TU DEVI ANDARE A CASINA, quindi prepara le valigie e vaffanculo

lbigazzi82 

 
 
si è vero ragazzi…Veltroni che falso.E poi basta!1non dobbiamo essere succubi noi dei politici,visto che li paghiamo…devono essere loro di noi!!!!; e poi politici che votano politici!!???solo noi possiamo farlo…Basta!!!!andate tutti a fanculooooooooooooo!!!!!!!!!

Ovviamente tutti sono liberi di pensare ciò che vogliono di Veltroni e non ho nessun interesse a difenderlo.
Ma crediamo veramente che questi slogan porteranno nella politica del nostro Paese una ventata di novità?
A cosa serve questa voglia di distruggere tutto?
E poi, non si può nemmeno azzardare una critica al Guru, senza rischiare il linciaggio?
Mi ricorda qualcosa di brutto tutto cio’.





Raramente parlo di politica su queste pagine, però questa storia ho voglia di raccontarla.

eurogeneration
Ho approfittato dell’invito di Sergio a partecipare a Blogpolitik per fare tre giorni di vacanza a Metaponto.
In questi tre giorni ho seguito da vicino la festa della Sinistra Giovanile della Basilicata: Eurogeneration.
E’ stata una bella esperienza, perché ho visto un volto diverso della politica.
Ho visto quattrocento ragazze e ragazzi (i "giovani sinistri", li ho chiamati così per scherzare) che per tre giorni si sono interrogati sul senso della partecipazione, sul senso della politica, sul loro futuro.
Hanno cercato di chiarire i loro dubbi su un domani sempre più incerto, senza pregiudizi, senza ideologia.
Si sono confrontati con il loro coetanei arrivati da Israele, dalla Germania, dall’Uganda.
Hanno ascoltato con attenzione e curiosità le parole del Ministro Giuliano Amato che - con chiarezza e semplicità - ha spiegato loro quali doti deve avere un buon dirigente politico.
Ma a questi giovani, di sicuro, nessuno ha dovuto insegnare che la politica è soprattutto "passione". Loro ne hanno tanta.cuore copia_logo
Una passione che - se troverà spazio nel nuovo Partito Democratico - forse servirà a riportare la politica vicina alle persone.
Ovviamente, in questi tre giorni la stampa non si è vista (io non conto, ero in ferie).
I giornalisti sono arrivati solo per raccontare la candidatura di Piero Lacorazza alla guida del Pd della Basilicata.
E’ un peccato, perché scoprire che in questo Paese c’è ancora qualcuno (dei giovani!) che crede alla politica come strumento di crescita collettiva, credo sia una notizia.





E’ morto Franco Carlini. Lo conoscevo solo di nome, ma non avevo mai letto niente di suo.
Il triste evento mi ha portato sulle pagine del suo blog e ho trovato diverse riflessioni sul giornalismo, come questa.
Leggendo i commenti al suo post e anche i commenti lasciati al mio post precedente, mi sembra di assistere a uno scontro tra blogger e giornalisti che - a mio avviso - non ha ragione di esistere.alpi-hrovatin
Come giornalista, non credo di poter essere accusato di corporativismo, visto che ho più volte parlato di abolizione dell’Ordine dei Giornalisti. Come ho più volte parlato della necessità di ripensare la professione giornalistica, in funzione dei new media e - soprattutto - della nascita dei blog.
Ma se è giusto che i giornalisti si confrontino con questo fenomeno - che inevitabilmente sposta le frontiere dell’informazione - allo stesso tempo è giusto che i "blogger di professione" (non so se la definizione è corretta, ma ci siamo capiti) si confrontino con il giornalismo, analizzandolo nel suo complesso.
cirielloE’ facile dire "i giornalisti non sono liberi, non raccontano la verità e pensano solo a influenzare il nostro modo di pensare".
Non voglio scomodare la memoria di chi ha perso la vita per raccontare la verità, ma mi limito a ricordare il lavoro di tanti giornalisti che - anche in Italia - realizzano inchieste che raccontano i mali del nonstro Paese, senza timori, senza preoccuparsi di scomodare il potente di turno.cutuli
Non basta avere la libertà di scrivere ciò che si vuole, per essere gio
rnalisti. E’ un mestiere come un altro e - come ogni mestiere - richiede delle nozioni tecniche, tanta passione e un po’ di talento personale.
Io uso il computer da quando avevo dieci anni (qualcuno ricorda il Commodore Vic 20?), ma non mi considero un informatico.
Proviamo a discutere senza dogmatismo.
Il tema è troppo importante per essere ridotto all’ennesimo "scontro di civiltà".