25
nov
Astronik mi propone di aprire una discussione sull’informazione regionale.
Raccolgo la proposta riportando alcune riflessioni già fatte, commentando su alcuni blog che hanno affrontato il tema.
Mi fa piacere aprire questo confronto con voi, perchè spesso a chi fa il nostro mestiere manca un riscontro da parte degli utenti, come agli utenti manca la conoscenza di alcuni aspetti che si celano "dietro la notizia".
Uno dei motivi per cui ho aperto questo blog è stata proprio la voglia di confrontarmi. Allora iniziamo.
Il Tgr della Basilicata viene accusato da più parti di non essersi occupato in maniera corretta dei principali casi di cronaca degli ultimi anni.
Io stesso ho condotto un edizione del Tg, nella quale abbiamo avuto ospite in studio - da Matera - la signora Olimpia Orioli.
L’ho intervistata io e le ho fatto dire la sua verità sulla morte misteriosa dei Fidanzatini di Policoro.
Qualcuno può affermare che non ci siamo mai occupati della scompara di Elisa Claps?
Su toghe lucane abbiamo omesso qualcosa?
Sfido chiunque a venire in redazione per fare una ricerca sui servizi trasmessi dal nostro telegiornale. Magari ce li rivediamo insieme e poi ne discutiamo, ma solo dopo aver visto cosa è andato in onda.
Non voglio difendere a spada tratta l’intera redazione, come non accetto che venga screditata un’intera redazione.
Mi capita spesso di discutere con qualcuno su servizi che il nostro Tg non avrebbe trasmesso.
Poi alla fine si scopre che il servizio è andato in onda e che il cittadino non lo ha semplicemente visto.
Un giornale esce una volta al giorno e si può tenere tra le mani anche per mezza giornata, alla ricerca della notizia che interessa.
Un telegiornale (il nostro) va in onda tre volte al giorno (più due Gr) e le notizie vengono ripartite tra le diverse edizioni, anche su più giornate diverse.
Mi piacerebbe che la valutazione del lavoro del Tg della Basilicata venisse valutato complessivamente.
L’altra sera, mentre stava per iniziare la manifestazione di Libera, ho ricevuto diverse telefonate. Mi chiedevano come mai il Tg non avesse dato notizia della manifestazione. Ho risposto semplicemente che la notizia era stata data nel Tg delle 23 della sera prima e nel Gr delle 7.20 della mattina stessa. "Ah non l’ho visto" mi hanno risposto.
Un altro mi ha detto con tono concitato e inquisitorio: "il teatro è pieno perchè non c’è il Tg della Basilicata?".
In realtà, a seguire l’evento, c’era una nostra troupe e un vicecaporedattore.
Io sono pronto ad accettare tutte le critiche e - come sa bene chi mi legge - molte
le pubblico anche sul mio blog.
Quello che non accetto è il giudizio precostituito.
Per molto mesi abbiamo ricevuto attacchi violentissimi da un sindaco di un Comune lucano, che si lamentava perchè secondo lui noi si parlava mai di quel Comune. Il caporedattore lo ha invitato in sede e gli ha mostrato l’elenco di tutti i servizi trasmessi sul suo Comune.
Alla fine ha chiesto scusa.
Molti mi chiedono perchè me la prendo tanto.
Io vi ringrazio per le belle parole che spendete nei miei confronti, ma me la prendo perchè molte critiche sono infondate.
Me la prendo perchè - anche se ci sono tante pecche - molti di noi danno il massimo per offrire un prodotto di qualità ai nostri datori di lavoro che - non lo dimentico mai - sono i cittadini e non i potenti.
Non è per tutti così? Ma vi assicuro che è così per molte delle persone che lavorano al Tgr Basilicata.
Ci sono tanti motivi per criticarci, non ne inventate altri per favore!
Dimenticavo: la discussione è aperta anche da Artarie, Astronik e Diario estemporaneo.
23
nov
Non capisco più questo Paese.
Ma è possibile che per affrontare qualsiasi discussione, su qualsiasi argomento, sia necessario insultare e offendere qualcuno?
Qualche giorno fa, il maestro di giornalismo Filippo Facci ci spiegava che la Rai era una "cloaca da ripulire".
Stasera è arrivato in Basilicata un altro grande giornalista, Carlo Vulpio, a spiegarci chi sono i giornalisti della Rai di Basilicata e Calabria.
Come? Non sapete chi è Carlo Vulpio? Ad Altamura lo conoscono benissimo, perchè lì faceva il vigile urbano.
Ora scrive sul Corriere della Sera e ha partecipato a un convegno sulla legalità, con Marco Travaglio (giornalista che stimo) e altra gente che ha parlato dell’inchiesta "toghe lucane", della scomparsa di Elisa Claps, del giallo dei "Fidanzatini di Policoro".
Insomma di tutti gli avvenimenti che - secondo il "Teorema Santoro" - dimostrano inequivocabilmente che la Basilicata è una regione mafiosa.
Io ci vivo da quattordici anni e giuro che non me ne sono mai accorto. Ma il problema non è questo.
Il buon Vulpio - forse cercando di emulare Facci - ha iniziato ad aizzare la folla famelica contro i giornalisti della Rai.
"E’ un’informazione omissiva - cito a memoria, ma il senso è questo - la rai di calabria e basilicata, sono strutture assistenziali, che non hanno nulla a che fare con l’informazione e dove sono stati messi amici, parenti e sottoposti".
Oltre ad offendere i tanti giornalisti che svolgono il proprio lavoro onestamente e correttamente, Vulpio perde l’occasione di mostrare il suo coraggio di "giornalista d’assalto".
Se è così ben informato sui giornalisti raccomandati della Rai, lui che è così coraggioso, perchè non fa i nomi?
Perchè anche lui ricorre all’insulto piuttosto che ai "fatti", tanto invocati da Travaglio?
I fatti ci dicono che mentre i vertici di Rai e Mediaset si mettevano d’accordo per pilotare le notizie, c’erano tanti giornalisti della Rai che venivano messi al bando.
Un po’ di rispetto, per favore.
6
nov
A proposito di giornalisti e di giornalismo, questa sera parteciperò alla mia prima un-conferenza alla un-Academy fondata dal Magnifico Rettore Giuseppe Granieri.
Il tema è molto stimolante: la sfida del giornalismo nell’era dei network.
Il relatore è Massimo Razzi (vicedirettore di Repubblica.it), che ha anticipato i temi che saranno affrontati stasera.
Piccolo particolare: questa strana accademia si trova in Second Life.
6
nov
Proprio così, Enzo Biagi - un vecchio rancoroso - faceva un "uso criminoso della tv pubblica".
Così fu cacciato dalla Rai.
Senza troppa retorica, oggi lo voglio ricordare per un episodio.
Due anni fa fu invitato da Celentano nel suo programma, insieme a Luttazzi e Santoro.
Lui declinò l’invito, scrivendo a Celentano:
"Lei deve comprendere che io non posso ritornare alla rete ammiraglia della Rai fino a quando ci saranno le persone che hanno chiuso il programma e impedito alla mia redazione di lavorare".
Per fortuna ha fatto in tempo a tornare.
1
nov
Ho deciso che - a scopo terapeutico - racconterò su queste pagine come si lavora nella redazione di un telegiornale.
Oggi vi racconterò come si fa a nascondere l’errore di un giornalista cialtrone, che per semplicità chiameremo Zucchina.
Perché l’esperimento riesca, è necessaria la presenza di altre due persone: il conduttore (che per semplicità chiameremo Drake) e un caposervizio (che per semplicità chiameremo Capo).
Zucchina scrive un pezzo, travisando completamente la notizia. Registra l’audio e lascia il servizio al montatore, per completare il lavoro.
Drake sta ricontrollando i testi che dovrà leggere nel telegiornale e si accorge che nel pezzo di Zucchina c’è un errore grossolano, praticamente una notizia completamente sbagliata.
Visto che ormai Zucchina è a casa, Drake cerca di rimediare all’errore mettendo la notizia corretta nel lancio del servizio (il “lancio” è quel testo letto in studio dal conduttore del telegiornale, per introdurre il servizio che segue).
Drake avvisa il Capo, spiegando la situazione e dicendo che la notizia – quella vera – l’ha messa almeno nel lancio.
Il Capo legge il lancio e poi legge il testo del servizio.
Nota che le cose non quadrano, “ci sono due notizie diverse” (e certo, te l’aveva già detto Drake!).
Ci pensa un attimo e poi la decisione: “è meglio che sul lancio ti tieni più sul generico, sennò contraddici quello che c’è nel servizio. Sai, dobbiamo salvaguardare il giornale”.
Drake prova a obiettare: “veramente noi dovremmo salvaguardare i telespettatori, dovremmo dare le notizie vere, non le cazzate che ha scritto Zucchina”.
Ma il Capo è inflessibile: “stavolta non siamo d’accordo, fai come ti dico”.
Agli ordini!
Naturalmente, ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale.
31
ott
Vorrei scrivere tante cose, dire la mia su diverse questioni.
Ma non ne ho voglia, non riesco a trovare la lucidità per esprimermi.
Sono troppo arrabbiato, deluso, demotivato.
Voglio solo segnalare un po’ di cose, lette sul web, che mi hanno colpito.
Della serie: meno male che almeno in rete si trova qualche giornalista serio.
Mario Tedeschini Lalli offre molti spunti di riflessione sui cambiamenti della professione giornalistica con l’avvento del new media;
Pino Scaccia, ci aggiorna sulla situazione in Birmania, per nulla risolta;
Giorgio racconta la sua esperienza dopo un mese di "vita da blogger". Abbiamo aperto un blog per gli stessi motivi a oggi mi ritrovo molto in quello che dice, nonostante io sia in rete da ben tre mesi (forse devo preoccuparmi).
Della serie: esperimenti interessanti.
Giuseppe ha aperto un’Accademia in Second Life. Non ho ancora partecipato a una delle conferenze, ma mi incuriosisce molto. Martedì prossimo seguirò quella di Massimo Ratti, vicedirettore di Repubblica.it, sulle "sfide del giornalismo nell’era dei network".
Della serie: sorridere in rete.
Una "misteriosa impiegata" racconta con grande ironia come passano le ore nel "circo" di un ufficio pubblico;
Stefigno descrive in maniera simpatica lo "spirito sociale" di Twitter.
Della serie: quanto mi annoio.
Monica, interviene nell’interessantissimo (se non si capisse, lo dico con ironia) dibattito aperto nella blogosfera, a proposito di classifiche e pagerank. Condivido in pieno quello che dice.
Forse anche per questo mi sta passando la voglia di scrivere.
28
set
Dal Tgr Rai Basilicata del 29.09.2007 edizione delle 19.35
"Mentre sugli schermi televisivi scorrono le immagini drammatiche della repressione del popolo birmano, in tutto il mondo si mobilita il popolo della rete.
Anche molti blog lucani hanno aderito alle diverse iniziative di solidarietà con la popolazione del Myanmar.
Tutti hanno messo sulle loro pagine qualcosa di rosso, il colore delle vesti indossate dai monaci buddisti che in questi giorni si stanno opponendo, con la nonviolenza, alle armi dell’esercito governativo.
Non e’ casuale la mobilitazione dei blogger, visto che proprio grazie a internet in questi giorni e’ stato possibile conoscere i drammatici avvenimenti della Birmania, dove la repressione sta colpendo anche i giornalisti.
E proprio per questo il governo birmano ha deciso di sospendere gli accessi al web, attraverso i quali era stato possibile aggirare la censura.
Ma la mobilitazione dei blogger italiani e lucani potrebbe servire a sollecitare l’intervento della comunità internazionale, per fermare la violenza nei confronti del popolo birmano".
Aggiungo i link dei blogger lucani che hanno aderito (quelli che conosco):
Antonio Cafarella
Antonio Cimadomo
Artarie
Astronik
Bradanica
Cagi
Catepol
Clarita
Cqradio
Distratta di professione
Estragon
Fronte dello sdegno
Giuseppe Vinciguerra
Il Tratto
Leo
Luachan
Musicamanovella
Nicola Monteleone
Pignola
Radiopalomar
Redhome77
Sergio Ragone
Fatemi sapere se ce ne sono altri
13
set
Ho sognato che ero in ferie e che ricevevo una telefonata.
"Alfredo ti devo dare una notizia: è stata chiusa la camera operatoria dell’ospedale di Melfi. Per un problema amministrativo, non è stato sostituito il personale andato in pensione. Ora medici e infermieri sono tutti in malattia e un paziente sta per essere trasferito in ambulanza a Venosa".
Dopo aver giurato di non rivelare la fonte - sempre in sogno - telefono in redazione per comunicare lo scoop, offrendo anche la mia disponibilità a interrompere le ferie, per seguire la vicenda.
Mi giro sull’altro fianco e il sogno prosegue in redazione.
Siamo in riunione e chiedo: "ma poi lo abbiamo fatto il servizio sull’ospedale di Melfi"?
Mi spiegano che un collega si era occupato della vicenda e aveva telefonato al direttore generale della Asl, che non aveva voluto rilasciare dichiarazioni. Poi al direttore sanitario che aveva confermato il trasferimento del paziente a Venosa, ma spiegando che il chirurgo opera un po’ qui e un po’ lì.
Dopo questa approfondita verifica, si era deciso di non fare il servizio.
Mi sono svegliato in preda all’angoscia, ma sollevato dal fatto che si era trattato solo di un sogno.
Meno male che l’informazione - nella realtà - è una cosa seria!
5
set
Raramente parlo di politica su queste pagine, però questa storia ho voglia di raccontarla.

Ho approfittato dell’invito di Sergio a partecipare a Blogpolitik per fare tre giorni di vacanza a Metaponto.
In questi tre giorni ho seguito da vicino la festa della Sinistra Giovanile della Basilicata: Eurogeneration.
E’ stata una bella esperienza, perché ho visto un volto diverso della politica.
Ho visto quattrocento ragazze e ragazzi (i "giovani sinistri", li ho chiamati così per scherzare) che per tre giorni si sono interrogati sul senso della partecipazione, sul senso della politica, sul loro futuro.
Hanno cercato di chiarire i loro dubbi su un domani sempre più incerto, senza pregiudizi, senza ideologia.
Si sono confrontati con il loro coetanei arrivati da Israele, dalla Germania, dall’Uganda.
Hanno ascoltato con attenzione e curiosità le parole del Ministro Giuliano Amato che - con chiarezza e semplicità - ha spiegato loro quali doti deve avere un buon dirigente politico.
Ma a questi giovani, di sicuro, nessuno ha dovuto insegnare che la politica è soprattutto "passione". Loro ne hanno tanta.
Una passione che - se troverà spazio nel nuovo Partito Democratico - forse servirà a riportare la politica vicina alle persone.
Ovviamente, in questi tre giorni la stampa non si è vista (io non conto, ero in ferie).
I giornalisti sono arrivati solo per raccontare la candidatura di Piero Lacorazza alla guida del Pd della Basilicata.
E’ un peccato, perché scoprire che in questo Paese c’è ancora qualcuno (dei giovani!) che crede alla politica come strumento di crescita collettiva, credo sia una notizia.
31
ago
E’ morto Franco Carlini. Lo conoscevo solo di nome, ma non avevo mai letto niente di suo.
Il triste evento mi ha portato sulle pagine del suo blog e ho trovato diverse riflessioni sul giornalismo, come questa.
Leggendo i commenti al suo post e anche i commenti lasciati al mio post precedente, mi sembra di assistere a uno scontro tra blogger e giornalisti che - a mio avviso - non ha ragione di esistere.
Come giornalista, non credo di poter essere accusato di corporativismo, visto che ho più volte parlato di abolizione dell’Ordine dei Giornalisti. Come ho più volte parlato della necessità di ripensare la professione giornalistica, in funzione dei new media e - soprattutto - della nascita dei blog.
Ma se è giusto che i giornalisti si confrontino con questo fenomeno - che inevitabilmente sposta le frontiere dell’informazione - allo stesso tempo è giusto che i "blogger di professione" (non so se la definizione è corretta, ma ci siamo capiti) si confrontino con il giornalismo, analizzandolo nel suo complesso.
E’ facile dire "i giornalisti non sono liberi, non raccontano la verità e pensano solo a influenzare il nostro modo di pensare".
Non voglio scomodare la memoria di chi ha perso la vita per raccontare la verità, ma mi limito a ricordare il lavoro di tanti giornalisti che - anche in Italia - realizzano inchieste che raccontano i mali del nonstro Paese, senza timori, senza preoccuparsi di scomodare il potente di turno.
Non basta avere la libertà di scrivere ciò che si vuole, per essere giornalisti. E’ un mestiere come un altro e - come ogni mestiere - richiede delle nozioni tecniche, tanta passione e un po’ di talento personale.
Io uso il computer da quando avevo dieci anni (qualcuno ricorda il Commodore Vic 20?), ma non mi considero un informatico.
Proviamo a discutere senza dogmatismo.
Il tema è troppo importante per essere ridotto all’ennesimo "scontro di civiltà".
Io stesso ho condotto un edizione del Tg, nella quale abbiamo avuto ospite in studio - da Matera - la signora Olimpia Orioli.
L’ho intervistata io e le ho fatto dire la sua verità sulla morte misteriosa dei Fidanzatini di Policoro.
Qualcuno può affermare che non ci siamo mai occupati della scompara di Elisa Claps?
Su toghe lucane abbiamo omesso qualcosa?
Sfido chiunque a venire in redazione per fare una ricerca sui servizi trasmessi dal nostro telegiornale. Magari ce li rivediamo insieme e poi ne discutiamo, ma solo dopo aver visto cosa è andato in onda.
Non voglio difendere a spada tratta l’intera redazione, come non accetto che venga screditata un’intera redazione.
Mi capita spesso di discutere con qualcuno su servizi che il nostro Tg non avrebbe trasmesso.
Poi alla fine si scopre che il servizio è andato in onda e che il cittadino non lo ha semplicemente visto.
Un giornale esce una volta al giorno e si può tenere tra le mani anche per mezza giornata, alla ricerca della notizia che interessa.
Un telegiornale (il nostro) va in onda tre volte al giorno (più due Gr) e le notizie vengono ripartite tra le diverse edizioni, anche su più giornate diverse.
Mi piacerebbe che la valutazione del lavoro del Tg della Basilicata venisse valutato complessivamente.
L’altra sera, mentre stava per iniziare la manifestazione di Libera, ho ricevuto diverse telefonate. Mi chiedevano come mai il Tg non avesse dato notizia della manifestazione. Ho risposto semplicemente che la notizia era stata data nel Tg delle 23 della sera prima e nel Gr delle 7.20 della mattina stessa. "Ah non l’ho visto" mi hanno risposto.
Un altro mi ha detto con tono concitato e inquisitorio: "il teatro è pieno perchè non c’è il Tg della Basilicata?".
In realtà, a seguire l’evento, c’era una nostra troupe e un vicecaporedattore.
Io sono pronto ad accettare tutte le critiche e - come sa bene chi mi legge - molte
Quello che non accetto è il giudizio precostituito.
Per molto mesi abbiamo ricevuto attacchi violentissimi da un sindaco di un Comune lucano, che si lamentava perchè secondo lui noi si parlava mai di quel Comune. Il caporedattore lo ha invitato in sede e gli ha mostrato l’elenco di tutti i servizi trasmessi sul suo Comune.
Alla fine ha chiesto scusa.
Molti mi chiedono perchè me la prendo tanto.
Io vi ringrazio per le belle parole che spendete nei miei confronti, ma me la prendo perchè molte critiche sono infondate.
Me la prendo perchè - anche se ci sono tante pecche - molti di noi danno il massimo per offrire un prodotto di qualità ai nostri datori di lavoro che - non lo dimentico mai - sono i cittadini e non i potenti.
Non è per tutti così? Ma vi assicuro che è così per molte delle persone che lavorano al Tgr Basilicata.
Ci sono tanti motivi per criticarci, non ne inventate altri per favore!
Dimenticavo: la discussione è aperta anche da Artarie, Astronik e Diario estemporaneo.