Da bambino in casa ascoltavo spesso questa canzone, ovviamente senza capirne il senso.
Ma mi attirava questa voce profonda, decisa, fiera.
Poi mio padre mi spiegò che parlava di un operaio che si vergognava di dire al figlio che era stato licenziato, perchè aveva scioperato.
Soltanto alla fine del racconto si convince e dice alla moglie di richiamare il bambino:

"O cara moglie io prima ho sbagliato,
di’ a mio figlio che venga a sentire
che ha da capire che cosa vuol dire
lottare per la libertà".

Oggi quella voce profonda, decisa e fiera - quella di Ivan Della Mea - si è spenta.
E forse si è spenta per sempre anche quella politica che era animata da valori, ideali di giustizia, libertà.
Da persone che arrivavano a rischiare il posto di lavoro, o la vita, perché tutti avessero pari diritti, pari opportunità.
Probabilmente la mia è solo retorica.
Ma ogni tanto preferisco ricordare a me stesso che ci potrebbe ancora essere una speranza.

 

 





 

Era sola con il suo dolore.
Il dolore per aver perso il bambino che aveva desiderato.
Il dolore per aver scelto di non portare a termine la gravidanza, perchè un certificato le aveva detto che il suo piccolo sarebbe nato con gravi malformazioni psichiche.
Forse stava pensando che ci avrebbe riprovato, perchè lei e il suo compagno hanno tanto amore da donare a un figlio.
All’improvviso arrivano degli uomini in divisa che iniziano a interrogarla.
Poi interrogano la donna che è nel letto accanto al suo.
Altri agenti stanno interrogando i medici.
Sequestrano la cartella clinica. Portano via anche il feto.

Non è un romanzo di Kafka. E’ tutto vero.
E’ successo nella Clinica Ostetrica del Nuovo Policlinico di Napoli.
Gli agenti sono arrivati perchè hanno ricevuto una telefonata anonima: "stanno commettendo un infanticidio. Fate presto".
Era tutto in regola. Tutto si era svolto rispettando la legge.

 

Leggendo queste notizie sono rimasto profondamente indignato e disgustato.
Quella persona che ha chiamato la polizia quale Paese immagina per noi?
In che modo pensa si debba regolare la nostra società se non con le leggi dello Stato?
E’ stato un gesto d’amore infliggere a quella donna una violenza tanto grande, in un momento già così drammatico?
 





Sempre a proposito di incidenti mortali sul lavoro, propongo anche qui la vignetta pubblicata da Giulio Laurenzi sul Quotidiano della Basilicata.

morti bianche





Se io faccio una giornata di sciopero la pago con il mio stipendio (come lavoratore).
Se un camionista fa una giornata di sciopero la pago con il mio stipendio (come consumatore).

C’è qualcosa che non quadra.
 





Alessandro è un ragazzo di 24 anni, laureato, ma senza un lavoro stabile.
Ha aperto un blog per raccontare la sua vita da precario e per condividere le sue esperienze con chi si trova nella stessa condizione.
Tra gli altri, all’appello di Alessandro ha risposto Erica, una ragazza di 27 anni che racconta le umiliazioni subite.
Sul blog di Alessandro la trovate integrale, qui sotto ve la sintetizzo un po’.

schiavi2"Ciao Alessandro, ti scrivo perche’ anch’io mi sento parte di questa vita traballante e ho sentito in prima persona che ad un certo punto l’Italia quasi mi crollava addosso.
Ho vissuto in tanti paesi europei, studiato e lavorato, e adesso lavoro a Cork, in Irlanda. (…)

Ho lavorato in provincia di Ravenna come animatrice per tre mesi, 10 ore al giorno. Sono caduta nelle mani di un’agenzia fantasma chiamata I.P. e non ho visto un centesimo del mio stipendio. (…)

Stavo avendo un esaurimento nervoso da stress e nervoso. Alla fine, con 1000 euro in banca, sono partita per la Spagna…
Dopo un po’ di mesi in cui mando curriculum a destra e a manca, mi arriva una proposta di lavoro (…) mia madre mi ci ha buttata dentro, era troppo felice che mi avessero risposto e cosi, per fare contenta lei, ho accettato di tornare di nuovo in Italia e fare il colloquio a Genova per lavorare come Tour Escort, responsabile escursioni.
Tutte le spese per i colloqui fittizi sono state a mio carico, ho dovuto pagare da me anche il corso BST (primo soccorso) e divisa, costi che mi furono detratti dal mio primo gia’ misero stipendio.
Contratto stipulato: 11 ore al giorno, contratto di 5 mesi, 900 euro netti al mese. (…)

Durante quei 3 mesi ho vissuto tutti i peggiori soprusi che si possano subire nel peggior ambiente di lavoro. (…)

Mi ricordo che un giorno ero dilaniata, dormivo da non so quante settimane max 4 ore a notte, eravamo tornati dai fiordi, eravamo in Spagna.
Ero morta. Mi era venuto il ciclo e stavo per svenire in ufficio dalla fatica e dalla stanchezza.
P. mi dice "devi andare a fare l’escursione in bicicletta, il giro di Barcellona, perche’ ci manca una guida tedesca, cosi puoi tradurre tu per tutti i gruppi, ci saranno italiani, francesi e tedeschi".
Io gli dico "per favore, risparmiami questa cosa. Sto male, ho le mie cose ed e’ troppo pesante, sto svenendo. Per piacere, dammi un’altra escursione".
Lui mi dice "o ci vai tu, o ci va Martina", la mia dolcissima e adorata compagna di stanza, che era ammalata con l’otite a letto.
Gli dico "Lo sai che Martina e’ ammalata".
Lui "o tu o Martina".
Ci sono dovuta andare io. Ci sono andata con la diplomazia, poi ho fattoschiavi1 sciopero. (…)
Gli ho telefonato, perche’ lui è l’incarnazione del diavolo e non mi andava di guardare quello schifo d’uomo negli occhi, e poi con le arpie dell’ufficio, avevo paura che mi avrebbero mangiata, cosi l’ho chiamato dalla mia cabina. (…)
Ho affrontato l’orco. Gli ho detto che io del suo potere me ne strafregavo, ero stanca e dovevo dormire. Il giorno dopo ho preso lettino, asciugamano e sono andata a dormire il giorno intero sotto il sole sul ponte, da sola e in mezzo all’oceano".







Ultimi aggiornamenti sulla manifestazione "Lucania for Birmania".
Il programma è tutto confermato.

Ore 18.30
Museo Nazionale Archeologico "Dinu Adamesteanu"

Incontro con la cultura birmana e la filosofia buddhista.
Con Marcello Tagliente (direttore del Museo), Maddalena Mirabelli (Istituto Buddista Italiano "Soka Gakkai").
Coordina: Rosa Piro (Università della Basilicata - Associazione Lucania.Social) che ha curato la selezione dei testi letterari.
Letture a cura degli attori dell’Associazione L’Albero di Minerva.

Ore 21.00
Largo Pignatari

Concerto di:
Musicamanovella,
La ScEntifica,
Bandog,
Pietro Basentini,
Ambasciatori Lucani,
Tarantolati di Tricarico.

L’appuntamento - per chi volesse dare una mano nell’organizzazione - è alle ore 16 in Largo Pignatari (qualcuno andrà anche domani mattina a seguire il montaggio del palco, ma non è necessaria la presenza di tutti).

Le previsioni del tempo della nostra Clarita sono buone. La temuta pioggia non ci sarà, ma l’esperta consiglia di coprirsi bene.

Ora, su suggerimento di Giuseppe, qualche consiglio pratico per chi decidesse di venire da fuori Potenza.

Dove si svolge la manifestazione


Visualizzazione ingrandita della mappa

Il luogo è contrassegnato dalle bandierine azzurre, ma sulla mappa trovate anche altre indicazioni tipo:

Dove si può mangiare bene
    RISTORANTE DUE TORRI

    Via Due Torri 6-8
    Tel.0971/411651
    Prezzo indicativo: 25 euro

    RISTORANTE LA TETTOIA
    Via Due Torri
    Tel. 0971/24123
    Prezzo indicativo: 28 euro
(ce ne sono tanti altri buoni ma questi sono dalle parti di Largo Pignatari)

Dove si può dormire
    GRANDE ALBERGO   (quattro stelle)
    Corso XVIII Agosto, 46
    Tel.: (+39) 0971 410220
    Prezzo camera singola: € 70,00 (prima colazione inclusa)

    HOTEL PRETORIA   (tre stelle)
    Via XX Settembre, 4
    Tel.: (+39) 0971 37100
    Prezzo camera singola: € 60,00 (prima colazione inclusa)

Credo sia tutto.

Aggiungo solo che è stato bello organizzare questa iniziativa, grazie al bel lavoro di squadra.
Come al solito, quando si fa qualcosa è facile esporsi alle critiche di chi ama stare in finestra a guardare.
A queste persone dico: se non volete stare con noi, seguiteci nella diretta streaming allestita da Monica (sta lavorando da tre giorni per trovare uno straccio di rete adsl in piazza). Forse vi renderete conto di aver sbagliato valutazione.
A tutti gli altri dico: ci vediamo in piazza.
In bocca al lupo a noi!

E qui c’è il video preparato da Giusabo per la manifestazione.





DauriaNei mesi scorsi in Italia si era aperto un dibattito su un tema oggi giustamente oscurato dalle grandi questioni come "il lato B delle Miss", o la storia di Burlando che prende l’autostrada contromano.
Mi riferisco al riconoscimento dei diritti civili delle coppie di fatto.
Prima li hanno chiamati "Pacs", poi hanno preferito "Dico", infine li hanno rimossi dall’agenda politica.
Così ci troviamo di fronte all’atrocità di una donna, madre di tre figli, costretta a sancire il suo amore sposando un uomo in coma.
Francesca lo ha fatto per poter ottenere - e per dare ai suoi figli - quello che spetterebbe a una qualsiasi moglie.
Magari anche per avere il diritto di salire sul palco delle autorità quando sfilerà la salma del suo compagno, avvolto in una bella bandiera tricolore.
La bandiera di un Paese democratico, che si batte per affermare la pace nel mondo - come stava facendo Lorenzo D’Auria in Afghanistan - la bandiera di un Paese civile.
Proprio civile.