Fa un certo effetto entrare in contatto con tante persone alle quali è negato un diritto elementare come la libertà di parola.
Certe cose noi le diamo sempre per scontate.
Qui al Citizen Media Summit - organizzato da Global Voices (qui la versione italiana) - si parla di tortura e carcere come se si commentasse la semifinale degli Europei.
Se volete seguire in diretta l’iniziativa, c’è una diretta streaming, oppure il live blogging di Diego (grazie al quale sto capendo di cosa si parla).
Più tardi provo a riordinare le idee sue questa esperienza, finora molto bella. E siamo solo al primo giorno.

E su Flickr c’è la prova della nostra presenza a Budapest. Sullo sfondo, intenti a seguire il dibattito. Qui si lavora!

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Translation by Babelfish (excuse me sorry for mistakes)

It makes a sure effect to meet many people to which an elementary right, like the word freedom, is denied. For Italians such item are discounted.
At the
Citizen Media Summit - organized by Global Voices - they speak about torture and jail as we can speak about European Soccer Championship.
You can follow summit by web streaming, or by Diego’s live blogging (that helps me to understand what speakers are talking about).
Later I’ll try to reorder my thoughts on this experience, up to now very interesting one.
And it’s only to the first day.





Quello dell’emergenza, ultimamente, è un concetto ampiamente diffuso dai mezzi di informazione.
L’emergenza rifiuti, l’emergenza sicurezza, l’emergenza rom.
C’è un’emergenza per tutto. Anche se in realtà ci sono dati oggettivi che smentiscono la gravità di certi fenomeni.
"Ma l’emergenza - obietta qualcuno - non si valuta sulla base dei dati, ma sulla percezione che i cittadini hanno di quel fenomeno".
Allora, visto che a formare la "percezione" contribuiscono i mezzi di informazione (è chiaro che se ogni giorno spari un titolo su un fatto che non esiste, alla fine la gente comincia a percepirlo), mi sento di sostenere l’appello rivolto ai giornalisti da altri giornalisti.
Riguarda, in particolare, il modo in cui i media stanno trattando le notizie che riguardano gli immmigrati e soprattutto i rom.
Ma può essere estesa a molti altri temi trattati dai giornali e telegiornali.
Le parole sono importanti. Se usate male possono scatenare razzismo e intolleranza.
E mi sembra che dal rapporto sui diritti umani di Amnesty International l’Italia non esce molto bene.

 

Grazie a Gilioli per la segnalazione. La foto dei bambini rom è di Giosabba.