Da bambino in casa ascoltavo spesso questa canzone, ovviamente senza capirne il senso.
Ma mi attirava questa voce profonda, decisa, fiera.
Poi mio padre mi spiegò che parlava di un operaio che si vergognava di dire al figlio che era stato licenziato, perchè aveva scioperato.
Soltanto alla fine del racconto si convince e dice alla moglie di richiamare il bambino:

"O cara moglie io prima ho sbagliato,
di’ a mio figlio che venga a sentire
che ha da capire che cosa vuol dire
lottare per la libertà".

Oggi quella voce profonda, decisa e fiera - quella di Ivan Della Mea - si è spenta.
E forse si è spenta per sempre anche quella politica che era animata da valori, ideali di giustizia, libertà.
Da persone che arrivavano a rischiare il posto di lavoro, o la vita, perché tutti avessero pari diritti, pari opportunità.
Probabilmente la mia è solo retorica.
Ma ogni tanto preferisco ricordare a me stesso che ci potrebbe ancora essere una speranza.

 

 





Diego - nell’ormai mitica ultima puntata (per ora) di Tolleranza Zoro - sostiene che io sono comunista.
E’ vero, lo ammetto, in passato lo sono stato.
E non me ne vergogno, perchè non ho mai fatto cose del tipo mangiare bambini, invadere l’Ungheria, prendere a picconate in testa i Trotzkisti.
Ora comunista non lo sono più - o almeno non voto un partito che si chiama comunista - però…

Farsa o tragedia?
…non sono comunista, però non posso accettare la posizione assunta dall’unico partito di centrosinistra che siede in Parlamento sul caso di Eluana Englaro.
Un tema - quello dell’eutanasia - che in tutti i Paesi europei (che non vanno presi a modello solo per fare le telefonate all’avversario quando si perdono le elezioni) segna il confine tra destra e sinistra, tra riformisti e conservatori.
Un tema di quelli che fanno l’identità di un partito. Ma il Pd ha scelto l’astensione.
Non dico altro. Posso solo calarmi nella tragedia descritta dal bellissimo post di Matteo.
Peccato che non siamo a teatro.

 

Le mondine
…non sono comunista, però mi vengono le lacrime agli occhi e la pelle d’oca se mi trovo di fronte qualcuno che crede ancora che la politica sia uno strumento di partecipazione, utile a far vivere meglio tutti. Qualcuno che per difendere quella bella idea di politica ha sofferto, ha pagato un prezzo altissimo.
Così, di ritorno dalla bella gita a Gressoney, ci siamo fermati a Torino perchè Valeria ci aveva suggerito (praticamente costretto) di andare a vedere il concerto delle Mondine di Novi, "Di madre in figlia" (in scena, con loro anche la fisarmonica di Alberto).
Approfittando dell’ospitalità della "Casa del Popolo Suzukimaruti", ci siamo ritrovati in Piazza San Carlo a cantare "Bella Ciao", con quelle signore che hanno passato i migliori anni della loro vita con i piedi nell’acqua (nella fanga), sfruttate e sottopagate.
Confesso che con il compagno Enrico abbiamo anche alzato il pugno chiuso.
 

Sircana e Aborigena
…non sono comunista, però in fondo sono un romantico e quando ho letto che il buon vecchio Sircana ha una spiccata vena poetica, mi sono domandato se tra le sue odi ci sia anche qualche verso dedicato alla sua vecchia fiamma, Aborigena.

Segni del destino
…non sono comunista, però le tentazioni sono forti. L’altro giorno eravamo in giro per Roma in cerca di una casa nuova.
Siamo entrati in un vecchio appartamento sulla Trionfale, tutto da ristrutturare.
Entro in camera da letto e - dietro l’armadio - trovo una foto gigante con cornice di legno.
Palmiro mi guarda e dice: prendila!