Sarà per lo spirito agonistico del momento, forse per la voglia di non perdere una sfida.
Sta di fatto che la redazione di Raisport - anzi Giampiero De Luise - ha ricominciato timidamente a scrivere sul blog della Rai, dedicato all’Olimpiade di Pechino.
Mi piace credere che i responsabili del blog abbiano valutato a mente fredda la bufera che si è abbattuta su di loro e le critiche - quelle costruttive - nei confronti di un esperimento che onestamente non era partito proprio bene.
Sono contento che questo esperimento vada avanti e mi auguro che si prendano in considerazione anche le riflessioni circolate in questi giorni nei blog che si sono occupati della vicenda (Massimo Mantellini, Dario Salvelli, Auro, Marta, Cristiano, Marina, Stefano, Generazione Blog, Vincenzo, Sghedo).
Ci sono parecchi spunti interessanti e ragionamenti - dalla "parte sana" della blogosfera - che puntano a costruire invece di distruggere.
I giornalisti (una generalizzazione che ha lo stesso valore di "blogosfera") forse capiscono poco dei meccanismi della rete e l’esperimento olimpico della Rai lo ha dimostrato.
I blogger forse conoscono meno alcuni meccanismi dell’informazione.
Probabilmente, mettendo insieme le diverse competenze diventeremo tutti un po’ più bravi.
E magari i blog si trasformeranno in utili mezzi di informazione.

P.S. Mi sono permesso di riunire i link dei blog che hanno affrontato l’argomento, visto che nel servizio di tracciamento delle discussioni di BlogBabel - tanto rimpianto quando BB aveva chiuso - non c’è traccia di questa discussione.
Sicuramente dipende dal fatto che gli autori non hanno messo i feeds, i tags, gli scripts, i widgets, i pings, i freaks, i Chips e tutti gli altri accessori che non possono mancare in un blog di qualità.





Torno a scrivere dopo una breve pausa estiva e lo faccio perchè l’Olimpiade di Pechino ha messo in evidenza ancora una volta come uno strumento libero, democratico e partecipativo - come è il blog - possa essere usato in maniera illiberale, antidemocratica e volgare.
Mi riferisco a quanto sta accadendo sul blog che la Rai ha aperto, per stabilire un rapporto tra i giornalisti inviati ai Giochi e gli utenti.
Al primo post, tra i tanti complimenti per l’iniziativa, sono comparsi i primi insulti nei confronti della Rai e dei giornalisti che stanno seguendo l’Olimpiade.
E il testo del primo post era semplicemente: "Presto i commenti dei nostri inviati a Beijing2008".
Nel secondo post, Giampiero De Luise - inviato della Rai a Pechino, incaricato di curare il blog - risponde alle critiche e fornisce spiegazioni alle richieste di chiarimento dei lettori più educati.
Ma inesorabili arrivano altri commenti violenti, insulti, ingiurie che costringono De Luise - nel terzo e ultimo post - a chiudere le comunicazioni, dopo aver cancellato i commenti più volgari.
Tanto per non sembrare aziendalista - e chi mi segue sa bene che non lo sono - premetto che secondo me la Rai poteva anche investire un po’ di più sul blog olimpico, visto che ha messo una sola persona a gestirlo.
Premetto anche che De Luise forse poteva andare avanti, cancellando i commenti ingiuriosi e continuando a tenere aperto un canale con i telespettatori più civili, anche quelli critici (come del resto ha fatto nel secondo post).
Ciò detto, mi sembra assurdo che gli utenti della rete, così forieri di modernità e innovazione, non abbiano apprezzato lo sforzo della Rai - un’azienda che sta attraversando un momento poco felice - di aprire un canale informativo attraverso un blog, per coprire un evento così importante cone l’Olimpiade (coperto, tra l’altro, anche con una rete televisiva analogica, una sul digitale terrestre, una sul satellite e otto canali streamig in internet).
Credo che l’innovazione non vada d’accordo con il pregiudizio e l’ideologia e invece, troppo spesso, mi trovo a leggere nei blog parole intrise di pregiudizio e di ideologia, a partire da quello che guida le migliori classifiche italiane e insulta i giornalisti nelle piazze.
Credo che le novità vadano valutate positivamente, a prescindere.
Poi si può criticare e - nel caso di un servizio pubblico - è un diritto criticare.
Ma credo che, con la chiusura del blog olimpico della Rai, si sia persa una bella occasione per far capire alla Rai che il blog può essere uno strumento utile a migliorare l’informazione, a stabilire un rapporto diretto e uno scambio con chi, di solito, è solo utente passivo dell’informazione.
Questo, almeno, è il motivo per cui io - da giornalista della Rai - ho deciso di aprire un blog.
Forse lo stesso motivo per cui lo hanno fatto altri colleghi come Sandro Ruotolo, Pino Scaccia e Pino Bruno e per cui lo ha fatto il direttore del Tg1, Gianni Riotta.
Spero che - dopo questa brutta esperienza - i dirigenti di Viale Mazzini e i direttori di testata abbiano ancora voglia di investire uomini e mezzi per informare attraverso i blog.