Quando ho aperto questo blog, mi ero ripromesso di non parlare di politica.
Credo che la politica la debbano fare i professionisti della politica. Io faccio un altro mestiere.
Ma alla vigilia delle ultime elezioni ho deciso di dichiarare il mio voto (o il mio "non voto"), perchè ho creduto profondamente nella possibilità di cambiare.
Ho trascorso gli ultimi giorni di campagna elettorale a Roma e - insieme a Diego - ho rivissuto i giorni della passione politica, quella che avevamo dentro vent’anni fa (anche qualcuno di più) e che - se stimolata nel modo giusto - è sempre pronta a saltare fuori.
Quella passione mi aveva spinto a cercare di convincere tutti gli indecisi, gli amici che volevano votare "la vera sinistra", quelli che non volevano votare. Sul blog, in chat fino alle due di notte, al telefono, al bar.
Ero anche fiducioso, ma è andata male e mi dispiace per le persone, gli amici, i conoscenti, che ho assillato in questi giorni.
Non faccio analisi del voto, perchè non vedo a chi possa interessare la mia analisi del voto.
Condivido completamente quella di Enrico (compreso il seguito), quella di Diego sul blog de La 7 (che parla del drammatico problema del rinnovamento della classe dirigente) e aggiungo solo poche righe che ho scritto tra i commenti del post di Monica (che condivido).
Veltroni va ringraziato per avere finalmente spostato l’Italia verso il bipolarismo.
Non è scomparsa la sinistra. Sono scomparsi i partiti massimalisti e minoritari di una sinistra che è rimasta indietro di trent’anni.
La sinistra c’è. E’ nel Pd e deve fare in modo che questo nuovo partito diventi il riferimento per chi - nel nostro Paese - crede ancora nella nella giustizia sociale, nel rispetto dei diritti, nella solidarietà.
La sinistra c’è e deve fare in modo che nel Pd ci sia sempre meno spazio per gente come la Binetti.
Forse un errore di Veltroni è stato questo: provare a far convivere nel Pd anime troppo diverse, fino a essere accusato di «ma-anchismo».
Può essere vero, ma è anche vero che si partiva da una convivenza ancora più allargata e abbiamo visto a cosa ha portato.
Per ora più di questo non si poteva fare.
Aspettiamo la prossima e ricostruiamo l’alternativa, partendo da tre certezze: i sindaci di Pignola, Pietrapertosa e Castelluccio Superiore, sono del Pd!
Vi pare poco?
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