Oggi l’Italia sta vivendo uno dei momenti più bui per la libertà di stampa e quindi anche per la democrazia.
Con il voto di fiducia del Senato sul disegno di legge sulle intercettazioni e sulla cronaca giudiziaria, il bavaglio all’informazione si avvia a diventare legge.
Con la nuova norma i cittadini non potranno più essere informati su ciò che accade nel Paese: niente più notizie su scandali, violazioni, abusi, stragi, truffe. La scure del silenzio di Stato cala sull’Italia.
I giornalisti della Rai avevano chiesto con forza al Senato di fermarsi, di non approvare una legge liberticida. Così non è stato.
L’Usigrai denuncia questo attacco al diritto-dovere dei giornalisti a informare, e al diritto dei cittadini a essere informati.
Siamo e saremo con la Federazione Nazionale della Stampa per ogni iniziativa di lotta, di testimonianza della verità dei fatti.
Ora il nostro appello è rivolto alla Camera e ai deputati: ripensateci!
Si sa che la realtà percepita è diversa dalla realtà reale.
Ma ormai, lo sanno tutti: quella che conta è la realtà percepita.
Avevo percepito che la classifica del campionato di calcio di serie A fosse diversa da quella pubblicata da tutti i mezzi di informazione.
Oggi arriva la conferma dall’Adiconsum, che rende nota la classifica, "depurata" dagli errori arbitrali.
Così cambiano le prime posizioni:
1a Roma 87
2a Juventus 86
3a Inter 76
4o Milan 72
5a Fiorentina 62
La sera del 14 aprile scorso - al Killer Beer con Diego, Antonella, Marta, Arturo e Alessandro - ho cercato di dimostrare che il Pd aveva vinto le elezioni (la scena è stata immortalata nelle foto scattate da Marta).
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Vuoi vedere che anche la mia percezione dei risultati elettorali alla fine si rivelerà esatta?
Ebbene si, Veltroni è il Presidente del Consiglio percepito!
La sua prima apparizione il "daje" l’ha fatta nell’ultimo video di Diego, poi è diventato il tormenone del Materacamp.
L’ideologo del "dajismo", Antonio Sofi ha iniziato a definirne i contorni e la prospettiva ideale.
Da quel momento è stato un crescendo inarrestabile: su Facebook è partita la Fondazione Daje, poi c’è stato il primo incontro pubblico e infine la consacrazione su La Repubblica, con l’articolo di domenica scorsa, a pagina 11.
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E’ un gioco goliardico, o una cosa seria? Il dubbio ronza in testa a più di qualcuno. Chissà.
Ma intanto, l’articolo di Repubblica non è sfuggito all’apparato di un Partito Democratico, che ancora non sembra aver capito perchè ha perso le elezioni e - tantomeno - come vincere le prossime.
Mi ha sorpreso la reazione di Gianni Cuperlo, che era stato pure indicato da Diego - nella sua ospitata a Matrix - tra i giovani dirigenti che potrebbero guidare il partito verso nuovi successi.
In un passaggio del post scritto oggi - al secondo capoverso - il buon Gianni (che fu anche il mio ultimo segretario nazionale della Fgci) liquida con una battuta quello che Repubblica chiama "fenomeno".
Non capisco, francamente, perchè un giovane dirigente di partito non senta il bisogno di ragionare un po’ su questa voglia di partecipazione delle persone. Che è diversa dalla protesta "vaffanculista" alla Grillo, che non pensa di risolvere i suoi problemi in maniera con spranghe e bastoni, che non si rifugia nel comodo astensionismo.
No, il "popolo" della Fondazione Daje - in gran parte - ha votato Veltroni e continua ad aspettarsi da questo Partito Democratico un po’ di risposte chiare. Vorrebbe dei dirigenti che - quelle poche volte che si trovano in strada, tra la gente - si fermassero ad ascoltarla, invece di andare a cercare i fotografi e le telecamere, come ha fatto Rutelli in visita nel mercato di via Orvieto a Roma (lo ha documentato Diego in un video presentato in anteprima nella Daje Night).
Invece niente. Arrivano gli sberleffi, al massimo una pacca sulla spalla ("Zoro - alias Diego Bianchi - l’autore di un blog strepitoso e di una serie di filmati assai divertenti sul Pd").
Come a dire: si è un bravo ragazzo, ma lui gioca. Noi facciamo politica.
E poco importa se anche uno come Mattia (altro ex fgci, che invece di farsi trovare un lavoro dal partito ha preferito andare avanti con le sue forze) scrive nei commenti di Cuperlo: "per quanto riguarda la critica di Diego, era chiaro che le tue fossero solo delle battute, ma andando oltre alle battute puoi raccontarci qui sul blog cosa intendi fare per superare questa situazione? Diego qualcosa sta smuovendo, io sono scettico, ma almeno qualcosa fa. Tu cosa pensi di fare"?
Ecco, bella domanda. Voi che fate la politica sul serio, cosa pensate di fare?
"Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossìa,
però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi:
vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso".
F. Guccini - L’Avvelenata
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