E’ successo tutto molto in fretta.
Sapevo che sarebbe arrivato questo momento, ma non avevo certezze sui tempi.
Avevo presentato la domanda di traferimento a Roma due anni fa, in un momento difficile e drammatico della mia vita, in un momento in cui sentivo il bisogno di tornare a casa, tra i miei affetti.
Sentivo il bisogno di crescere professionalmente, perchè purtroppo non mi accontento mai, soprattutto di me stesso.
Dopo due anni si è presentata la possibilità di cambiare. Cambiare lavoro, cambiare vita, per l’ennesima volta.
La Rai ha accolto la mia domanda di trasferimento: vado a lavorare al Tgr Lazio.
Non saprei da dove iniziare con i ringraziamenti. Tanti amici, colleghi, volti e anime di questa terra che mi ha accolto 15 anni fa, che è diventata anche la mia terra.
Ho scoperto una regione bellissima, affascinante, nella quale l’intensità dei rapporti umani mi ha colpito fin dal primo momento.
Fino all’età di 24 anni, infatti, avevo vissuto in una metropoli, nella quale al massimo ti scambi un saluto con il vicino di casa.
E’ stato meraviglioso ritrovarmi in una dimensione completamente diversa, più a misura di essere umano.
E questi rapporti oggi me li porto tutti dentro. Gli amici continuerò a vederli; chi mi segue su Facebook e sul blog continuerà a dialogare con me (perdonandomi per i ritardi di alcune risposte); tutti gli altri, tutti i lucani (beh, quasi tutti) continuerò a sentirli accanto a me, anche in questa nuova avventura professionale.
Ringrazio il mio caporedattore, Renato Cantore, che mi ha concesso grandi opportunità e me ne ha negate altre.
La stima non è diminuita e spero di non averlo deluso. Come spero di non aver deluso i lucani che mi hanno seguito fino ad oggi.
Ringrazio i colleghi della redazione del Tgr Basilicata che hanno sopportato i miei sbalzi d’umore, la mia insoddisfazione, il mio bisogno di andare oltre, che spesso mi ha reso insopportabile.
 

Quello che hanno rappresentato per me questi quindici anni di vita lucana, lo racconto nell’articolo pubblicato dal "Quotidiano della Basilicata", con una bellissima nota del Direttore, Paride Leporace, che parla fin troppo bene di me.
Lo pubblico di seguito (il mio articolo non quello di Paride, che mi imbarazzo).

E’ da un mese che penso a cosa avrei scritto nel momento in cui mi avrebbero comunicato il mio trasferimento a Roma.
Quel giorno è arrivato e ancora non ho trovato  le parole giuste, perché non è possibile trovare le parole per descrivere quindici anni così intensi, così stimolanti.
Arrivai in Basilicata per una scommessa, per un progetto culturale che ancora oggi continua a dare i suoi frutti.
Poi ho ritrovato il mio lavoro, il giornalista. Quello che ho sempre sognato, fin da bambino, quello che facevo a Roma, prima di decidere questa migrazione "al contrario".
Ho provato più volte a lasciarlo, ma mi ha sempre richiamato: le collaborazioni con i giornali locali (con il Quotidiano c’è mancato poco e mi dispiace); con Teleregione, l’ultima tv privata di Potenza; gli uffici stampa; l’apertura di un quotidiano regionale in internet; la Rai, quando avevo deciso per l’ennesima volta di cambiare mestiere.
Sono cresciuto ancora in questa regione. Credo di aver dato tanto e sicuramente ho preso tanto dalla Basilicata.
Non solo professionalmente. Tanti amici, tanto affetto, tanta stima che oggi mi rende più dolorosa questa partenza. Non distacco o abbandono, ma semplicemente partenza, perché la Basilicata me la porterò sempre dentro.
La Rai mi ha permesso di conoscere a fondo questa regione che per me, prima del 1993, era praticamente sconosciuta. Le uniche conoscenze erano quelle della geografia studiata alle scuole medie.
Una scoperta bellissima per chi, come me, ama la natura, il verde, le persone vere che ti aprono casa e ti fanno sentire uno di loro, anche se sei sempre "il romano".
Ho iniziato da Melfi, dove ho vissuto per dieci anni, poi Potenza, infine il bellissimo "eremo" nei boschi di Pignola. E poi la scoperta di tanti paesini dei quali non potevo non innamorarmi, io nato e cresciuto tra i palazzi di otto piani, le macchine, l’asfalto.
Un territorio di un fascino straordinario, che ho provato a raccontare in questi anni, cercando di non nascondere mai l’amore per questa terra.
Perché è vero che un giornalista deve sempre osservare la realtà con il giusto distacco, ma senza il cuore questo mestiere non si può fare.
Me ne sono reso conto a Scanzano, nel 2003 – durante la protesta contro il deposito di scorie nucleari – quando ho cercato di raccontare l’orgoglio, la determinazione, la civiltà dei lucani. Credo che se non avessi condiviso quelle emozioni, senza aver pianto di gioia con loro nel momento della vittoria, non sarei stato utile a quella causa. Perché per me il giornalismo deve essere utile alle persone.
Avrei mille storie da raccontare, tanti aneddoti, episodi, persone, che in questi anni hanno contribuito a creare un legame sempre più forte con questa regione.
Ora parto per una nuova avventura professionale, che ho desiderato in un momento particolare della mia vita. Torno nella mia città, dalla mia famiglia, con una nuova sfida lavorativa.
Ringrazio i colleghi e il Direttore del Quotidiano per l’affetto e per avermi offerto la possibilità di salutare tutti i lucani che mi vogliono bene. Un sentimento ricambiato, che continuerò a coltivare anche a distanza, sul mio blog, su Facebook e tornando molto spesso da queste parti.
Non vi libererete facilmente di me.
Alfredo Di Giovampaolo

 





Ho ricevuto un messaggio nella posta di Facebook da parte di un ragazzo lucano - che ora vive a Milano - che, tra le altre cose, mi segnalava un fatto sconcertante.

Oggi mi sono recato al Policlinico di Milano in Via Sforza 35 per donare il sangue.
Sono andato via dal Poli con un grande disappunto senza aver potuto donare il sangue!
Perchè, mi chiedi?
Perchè sono omosessuale!
Non mi hanno neanche prelevato il sangue per vedere se era infetto, ma mi hanno detto "siccome tu sei Omosessuale non puoi donare il sangue, perchè sei considerato una categoria a rischio".
Io ero esterefatto perchè davvero non ero al corrente di questa forma di discriminazione legalizzata.
Io non potrò MAI donare il sangue! Ciò è di una violenza inaudita.
E che ne è allora dell’omosessuale e di chi invece ha rapporti omosessuali?
Che ne è dell’uomo sposato che non dichiara di avere rapporti omosessuali (se ce li ha) e dona il sangue?
Come decide il medico scientificamente se uno è omosessuale o no?

Luca (lo chiamerò così per tutelare la sua privacy) mi chiedeva se potevo occuparmi della vicenda come giornalista.
La storia mi ha lasciato piuttosto incredulo e ho provato a documentarmi in rete, scoprendo che il Policlinico di Milano ha già avuto l’onore delle cronache nazionali (fin dal 2005) per questi casi di discriminazione nei confronti dei gay.
L’ex Ministro della Salute, Umberto Veronesi, aveva modificato la legge, sostituendo la frase "categorie a rischio" con "comportamenti a rischio" (che vuol dire avere rapporti non protetti - anche eterosessuali - con persone diverse).
Ma la direzione del Policlinico ha sempre continuato a giocare sull’ambiguità delle formule, impedendo di fatto agli omosessuali (quelli che dichiarano il loro orientamento sessuale) di donare il sangue.
Anche se i dati epidemiologici (Fonte Ministero della Salute) dicono che

nel 1997 la percentuale dei casi di Aids era infatti costituita per il 58,1% da tossicodipendenti e per il 20,7% da contatti eterosessuali e per il 15% omo/bisessuali;
nel 2007 i casi tra i tossicodipendenti sono diminuiti al 27,4% mentre i contatti eterosessuali sono passati al 43,7% e quelli omo/bisessuali al 22%.

Della vicenda non potrò occuparmi nel Tg della Basilicata, perchè il fatto si è svolto a Milano.
Ma prendendo spunto da questa storia - raccontata da un lucano - mi piacerebbe raccontare il disagio che vivono quotidianamente i giovani omosessuali della Basilicata.
Apparentemente non esistono, non se ne parla neanche, è una presenza invisibile.
Se qualcuno si rende conto di esserlo preferisce scappare, emigrare.
Ho provato a cercare qualche riferimento di associazioni, o gruppi, o locali della regione, ma non ho trovato nulla e neanche l’Arcigay ha una sede lucana.
Credo che la stessa situazione sia analoga a quella di altre regioni meridionali, ma per il momento mi interessa la Basilicata.
Sono già in contatto con altri ragazzi - oltre a Luca - disposti a parlare della loro condizione al microfono (con la garanzia dell’anonimato e senza il rischio di essere riconosciuti).
Se ci fosse qualcuno disposto a fare altrettanto - o se conoscete qualcuno che vive una particolare situazione di disagio, discriminato per la sua omosessualità - basta segnalarmelo lasciando un commento anonimo qui.
Provvederò io a ricontattare l’interessato tramite l’indirizzo mail (che deve essere inserito obbligatoriamente quando si commenta, ma che non viene pubblicato).





Non mi ha mai convinto troppo l’idea di una informazione "user generated content", cioè prodotta direttamente degli utenti.
E’ vero - come sostiene Granieri - che "oggi tutti abbiamo, nei nostri sistemi operativi, l’occorrente per registrare e montare video".
Sebbene creda anche io che il sistema dell’informazione oggi non possa prescindere dall’impiego di mezzi tecnici più agili e più economici, sono convinto che siano ancora i contenuti a fare la differenza.
Non è un caso che, finora, tutti gli esperimenti di web tv visti in Italia non siano stati in grado di dare scossoni significativi a un panorama informativo piuttosto stagnante.
Poco più di sei mesi fa, Al Gore portò nel nostro Paese la sua Current Tv, annunciando che il 30 per cento della programmazione sarebbe stato assicurato dai video prodotti dagli utenti.
Allora espressi le mie perplessità e oggi, anche chi in quel progetto ha creduto con grande entusiasmo, investendo molte energie, sostiene che "sono bastati pochi anni per capire che gli utenti nella maggior parte dei casi hanno poco da dire. La blogosfera italiana ne è un esempio lampante. A parte pochi rari casi, è un rincorrersi a vicenda".
Se fatica Current, che punta a una informazione generalista, figuriamoci quanto possa arrancare YouDem - la nuova Tv del Pd - che dagli utenti si aspetta contenuti limitati alla sola sfera politica.
Mario Tedeschini Lalli dice "il mio interesse è per la sopravvivenza del giornalismo (non necessariamente dei “giornalisti”) nel nuovo universo mediale".
Condivido in pieno e - come il professor Epifani - credo che oggi ci si debba interrogare su "come si evolve la professione del giornalista con lo sviluppo dei media sociali"?
Chi mi legge sa che questo interrogativo è alla base della mia decisione di aprire un blog.
Finora ho detto la mia su questi argomenti, oggi voglio lanciare una sfida e una proposta che - per il momento - riguarda solo chi vive in Basilicata, ma che può diventare un esperimento pilota anche per altre regioni.
La Tgr, la Testata Giornalistica Regionale della Rai, ha già avviato in alcune sedi - e lo farà in tutte a partire dal 19 gennaio 2009 - una nuova striscia informativa del mattino (dalle 7.30 alle 8.00).
"Buongiorno Regione" - questo il titolo della rubrica - si svilupperà sul modello del rotocalco informativo, con un conduttore in studio, edizioni flash del tg, collegamenti in diretta e qualche contributo registrato.
Tra questi ultimi, ho proposto che "Buongiorno Regione" della Basilicata possa contenere uno spazio informativo, realizzato prendendo spunto da tutto ciò che in rete (video, blog, denunce, segnalazioni di luoghi di particolare interesse, curiosità dai vari paesi, ecc.) abbia attinenza con la vita e le cronache regionali.
Non mi interessa prendere qualunque cosa che odori di lucano e mandarla in onda, ma piuttosto vorrei creare un rapporto di collaborazione tra redazione e cittadini/utenti.
Le notizie raccolte in rete saranno valutate, approfondite e verificate con metodo giornalistco, che non vuol dire censura, ma semplicemente fare il nostro lavoro.
La proposta è stata accolta dal Caporedattore, Renato Cantore, che mi ha anche autorizzato a rilanciarla in rete.
Mi convince l’idea di una informazione basata sulla collaborazione, lo scambio di inotizie, tra giornalisti e cittadini, ognuno con un ruolo ben preciso.
La palla passa alla "blogosfera" lucana. Se ci siete battete un colpo. E spargete la voce.

 

 

 





Venti giorni fa, nel Tg della Basilicata abbiamo dato notizia dell’arresto di un professore dell’ateneo lucano, per molestie sessuali nei confronti delle proprie studentesse, in cambio di buoni voti agli esami.
La notizia, ovviamente, è stata ripresa dall’Ansa, da tutti i quotidiani locali e anche da Tele Norba.
Nessuna traccia sulla stampa nazionale.
Oggi - dopo venti giorni, al limitar del mese di luglio - La Repubblica si accorge del fattaccio e lo pubblica, con tanto di foto del Prof che palpa la sua allieva.
Si scatena il putiferio: la nostra redazione viene tempestata di telefonate dalle testate nazionali della Rai.
Su quella che - solo dopo venti giorni - è diventata una notizia, si buttano a pesce anche il Tg5 delle 20, Sky Tg 24 (con tanto di inviato a Matera) e - neanche a dirlo - Studio Aperto.
Evidentemente, ogni notizia ha la sua stagione: tette e culi vanno forte solo in piena estate.
Non un giorno prima, non un giorno dopo.





Da tre giorni sto cercando di buttare giù due righe sul MateraCamp, ma i tanti post, i commenti, le foto messe in rete dai tanti partecipanti mi hanno impedito di farlo.
Sto facendo una full-immersion di emozioni. Quelle che abbiamo vissuto in quei due-tre giorni trascorsi a Matera.
Non mi metto a linkare tutti perchè non ce la faccio fisicamente, ma sono convinto che il MateraCamp è andato così bene perchè ha partecipato tanta bella gente.
Tutti stanno parlando di queste giornate in termini esaltanti e non dico altro. Solo due cose.

La prima: un ringraziamento a Clarita che si è trovata improvvisamente a gestire l’organizzazione una manifestazione complicatissima. Lo ha fatto in maniera impeccabile e sempre con il sorriso sulle labbra, anche se non è stata in Fgci.
E’ stata bravissima e con lei hanno dato il massimo anche il suo Gianfranco, la mitica Catepol con husband altrettanto mitico, Donato e gli altri blogger lucani che hanno lavorato per ospitare nel migliore dei modi i campers.
Si poteva fare di più? Meglio? Sicuramente si, ma per come sono andate le cose, tutti hanno dato il massimo.

La seconda: in questo MateraCamp ha prevalso l’aspetto "social", anche se nel dibattito non sono mancati interventi interessanti e appassionati, come quelli di Antonella e Marco, di Elena/Velas, di Alessio (anche se credo sarà migliore ciò che "presenterà" Magda tra un paio di mesi!).
Non voglio fare analisi sociologiche sul fenomeno (non ho neanche la lucidità necessaria per farlo), ma solamente sottolineare che molti dei partecipanti avevano voglia di conoscere, incontrare, re-incontrare, ascoltare, raccontare, ridere, rilassarsi.
Il contesto era quello ideale e ne abbiamo approfittato.
Con Mariangela siamo arrivati a Matera dopo un periodo difficile e abbiamo trovato persone bellissime: quelli che conoscevamo già, gli amici e quelli che abbiamo sentito subito vicini, con i quali abbiamo condiviso momenti intensi, anche di intenso cazzeggio, ma intensi.
Amici? Una definizione impegnativa dopo un solo incontro, ma io ho il brutto difetto di fidarmi delle mie emozioni e delle mie sensazioni. Diego è sicuramente un amico, lo era già prima.
Sono sicuro che Enrico, Diana, Stefano, la Signora Franca, la star Laura (non blogstar, solo star) e Antonio, lo diventeranno presto.

Ah dimenticavo una cosa importantissima: daje!!!!

Le foto sono di Giovy, Googlisti e Epifani (se non sbaglio)

[Aggiornamento] Ieri ho scritto di getto le mie impressioni a caldo (a caldo? dopo tre giorni!).
Oggi voglio aggiungere un saluto alle persone che ho incontrato a Matera e che mi ha fatto piacere rivedere.
Non è una classifica in ordine di importanza, ma rispetta solo l’ordine dettato dalla mia memoria.
Inizio da Susan, anche se non se lo meriterebbe per quello che vota.
Poi Giuseppe, che non conoscevo - né personalmente, né professionalmente - e che è stato una bella scoperta, sotto tutti i punti di vista.
Maxime, che avevo conosciuto a Roma, come il clan campano Manfrys-Lord Zarcon-Kiro.
Gigi e Donato, co-protagonisti della prima puntata del defunto web-to-web.
Le "virago" Marileda e Paola e poi i blogger lucani che - oltre a partecipare - hanno offerto il loro calore agli ospiti: Mirella (che è pure romanista, anche se deve essere rieducata sul rispetto della figura del Capitano), Carlo (che non ci ha fatto trovare l’agognato espressino al bar di DataContact, ma si è impegnato al massimo per soddisfare il nostro palato), Stefania (che ancora non si decide ad aprire un blog), Gioffry e i "potentini" Maria, Vito e Lorenza.
I due mini-blogger Riccardo e il mitico Sebi (che è pure amico mio!)
E ancora, Francesco della Compagnia del Cavatappi che ci ha sfamato, con un buffet meraviglioso e che - secondo me - resta uno dei più interessanti esempi di come, anche in Basilicata, si possa fare impresa sfruttando la rete. Mi piacerebbe che diventassero un modello per molti giovani lucani.
L’ultimo saluto a Giovy, che ci ha fatto la foto più poetica. Questa.

Tutti avranno pensato che si trattasse delle mani dei Silvia e Pietro, prossimi sposi .
In realta siamo noi.
Non avrei mai creduto di fare un post del genere.
Ma alla fine ho ceduto alla tentazione, perchè mi faceva veramente piacere salutare tutti e sicuramente qualcuno l’ho dimenticato.
Farò delle aggiunte day by day.





Arriveranno da tutta Italia e si riverseranno nei vicoli dei Sassi, gli antichi e suggestivi rioni materani.
Si riconosceranno immediatamente perché pronunceranno parole tipo: Twitter, plug-in, page rank e altri incomprensibili termini.
Tra loro si rivolgeranno domande come: "hai aggiornato la release di Word Press?", oppure "hai scaricato le foto su Flickr?".
I blogger sono persone strane, è vero. Ma non sono pericolose e possono anche risultare simpatiche.
Il 3 maggio si incontreranno a Matera - dalle 10 alle 18 alle Monacelle – e discuteranno di tecnologie, internet, innovazione, di vecchi e nuovi modi di comunicare, lavorare, fare affari, divertirsi.
Ne discuteranno tra loro e con tutti i cittadini che vorranno partecipare al secondo BarCamp di Matera, la prima città del mezzogiorno d’Italia a ospitare una manifestazione del genere.
Il BarCamp è una "non-conferenza", nel senso che il tema del dibattito non è imposto da chi organizza ma è deciso da chi partecipa.
Si prende un post-it, ci si scrive sopra il titolo e l’ora in cui si intende fare l’intervento e si incolla in bacheca.
Il dibattito su ogni singolo tema dura pochi minuti, poi chi è interessato ad approfondire si sposta in un’altra sala.
 
Tenere un BarCamp in una città del sud, vuol dire anche riflettere sulle opportunità di sviluppo offerte dalla rete, da internet. Vuol dire raccontare ai giovani materni, lucani, italiani, che si può anche lavorare sfruttando le potenzialità della rete.
Ma nel barCamp a raccontare sono le esperienze di chi ce l’ha fatta.
 
Il concetto di "rete" ha anche ispirato gli organizzatori della manifestazione che hanno cercato di coinvolgere tutti i soggetti presenti sul territorio, perché se si lavora insieme si lavora meglio.
Così è arrivata la disponibilità del complesso "Le Monacelle", che ospita la manifestazione; ci saranno i ragazzi dell’Istituto Alberghiero di Matera che gestiranno il buffet offerto agli ospiti da un gruppo di giovani imprenditori di Lauria, "La compagnia del Cavatappi" (vendono prodotti tipici lucani va internet), da "Tesori di Lucania" e dall’Associazione per la valorizzazione del pane di Matera; le guide della Cooperativa Artezeta accompagneranno gli ospiti alla scoperta delle bellezze storiche e artistiche della città; Videouno curerà la diretta dell’evento che sarà trasmessa dal MioTg; poi l’acqua Gaudianello, l’Apt di Basilicata, le associazioni Blues On, Amici del Turista e Egghia, Exent, Trend Expo.

Qui finisce il comunicato stampa, ma se volete saperne di più leggete qui, se ancora vi dovete prenotare andate sul wiki.
Se ancora non siete soddisfatti, rivolgetevi a Clara che si è dovuta sobbarcare da sola l’organizzazione dell’intera manifestazione, in maniera impeccabile (con il supporto del suo tesoro e di Catepol & husband), fino a fornire ai partecipanti le previsioni del tempo su Matera!
In chiusura, per chi non lo sapesse, aggiungere che nel primo MateraCamp (avevo saputo della sua esistenza da Diego) è iniziata la mia avventura da blogger.
Se questo è il risultato, pensateci bene prima di venire!

La mia prima partecipazione a un BarCamp - in veste di cronista - l’ha immortalata Stefano Epifani.




Impegni di famiglia mi impediscono di continuare a lavorare per il MateraCamp, in programma il prossimo 3 maggio.
Mi dispiace molto, ma sono sicuro che l’agguerrito staff  organizzativo farà del suo meglio, per garantirvi un ottimo soggiorno in una città unica al mondo (non a caso è patrimonio dell’Unesco).
Continuate ad iscrivervi sul Wiki ufficiale e ricordatevi di prenotare un posto letto, altrimenti rischiate di dormire nella Gravina.
Spero di essere con voi almeno in quei giorni.

 

Di sicuro non riuscirò ad essere al TwitterCamp, organizzato dall’attivissimo Gigi il quale - a parte il colore del pigiama che dovranno indossare i partecipanti quando andranno al letto - mi sembra che abbia già previsto tutto ciò che serve a rendere perfetta una manifestazione.
Si svolgerà il 18 aprile a Venezia e - anche in questo caso - sarà una bella occasione per vedere tanta gente simpatica e una città splendida (non a caso è patrimonio dell’Unesco).
Poi, se non ci sono io, è un altro buon motivo per andarci!





Torno a scrivere dopo una breve pausa di riflessione.
Mi stavo un po’ stancando di certe polemiche, di discussioni sterili, di aggressioni verbali che, sinceramente, fatico già a sopportare nella real life.
Ma proprio mentre stavo per uccidere questo blog, c’è stato un evento inatteso: la chiusura di Blog Babel.
Per chi non lo sapesse, si tratta (trattava?) di un servizio utilizzato da moltissime persone per conoscere gli argomenti di discussione affrontati nella blogosfera.
Una piccolissima parte di utenti, invece, seguiva la classifica dei blog italiani, stilata in base ad un misterioso algoritmo (più segreto della formula della Coca Cola).
Dopo aver appreso la notizia, ho tentato il suicidio un paio di volte, ma poi ho pensato che forse - senza classifiche - la blogosfera inizierà a trasformarsi.
Ho visto blog che voi umani non potreste nemmeno immaginare; ho immaginato un esercito di blogger impegnati a migliorare le condizioni di vita dell’umanità; ho sognato di dirigere un giornale che utilizzasse le potenzialità della carta stampata, della radio e della televisione, informando in maniera più completa e libera di quanto non facciano la carta stampata, la radio e la televisione.
Si-può-fare!!! 

E mi piacerebbe cominciare a farlo al prossimo BarCamp di Matera, previsto per il 3 maggio.
Mi piacerebbe che in quell’occasione si mettessero in cantiere un po’ di progetti innovativi, nel campo della comunicazione, dell’informazione, dell’educazione, dell’arte, di tutti i settori - insomma - in cui i blog possano portare una ventata di novità.
Io - per quanto mi compete - ci sto ragionando da un po’ e cercherò di portare il mio contributo al dibattito.
Ma adesso è ancora presto per discutere di contenuti, ora c’è un’altra priorità: prenotare l’albergo.
L’agguerrito team che sta organizzando la manifestazione (Monica, Giovanni, Clara e il sottoscritto) ieri ha effettuato un sopralluogo nella splendida Città dei Sassi e - come era prevedibile - ha potuto riscontrare che per il ponte del Primo Maggio i posti letto sono quasi tutti occupati.
Qualcosa è rimasto, ma è urgentissimo prenotare per non rischiare di dormire nella grotta in cui Pier Paolo Pasolini ha girato la scena della natività del "Vangelo secondo Matteo".
Cosa c’è da fare allora?
Tutte le informazioni si trovano sul blog ufficiale o sul wiki, nel quale è possibile registrarsi e partecipare attivamente all’organizzazione del BarCamp.
Stiamo cercando di offrire ai partecipanti quanto di meglio offre il territorio, in termini di ospitalità, gastronomia, bellezze naturali e artistiche.
Senza contare che ci saremo anche noi!

 

 





Dopo l’editto bulgaro, arriva l’editto lucano.
L’autore è il signor Maurizio Bolognetti, segretario dei radicali della Basilicata.
Per esercitare il suo diritto alla censura preventiva, mi scrive una mail, chiedendo se il Tg della Basilicata ha intenzione di seguire l’iniziativa sulla legge 194 dell’onorevole Alfredo Mantovano, in programma per oggi a Potenza.
Questo lo scambio di mail tra lui e il sottoscritto:

Da: Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani
Inviato: venerdì 15 febbraio 2008 14.40

Alfrè, ma stasera lo fate uno spot al buon mantovano :-)

From: "Di Giovampaolo Alfredo"
To: "Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani"

Ovviamente si!
Io ieri ho provato a passare il tuo comunicato, ma credevo che fosse una cosa nuova.
Non possiamo riparlare di una denuncia di un anno fa.
Onestamente, dire che dopo un anno la giustizia italiana non si è ancora fatta sentire non è proprio una notizia.
Se c’è qualche iniziativa nuova, a costo di farmi fustigare con il cilicio di ***** (copro il nome per evitare di litigare con un collega, ndr.), ne parlerò nel Tg.
Almeno fino a domani, perché poi vado a Roma per due settimane.
Fammi sapere
;-)

Da: Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani
A: Di Giovampaolo Alfredo

La notizia caro alfredo è il reiterato boicottaggio della 194 in Basilicata.
O no?…

From: "Di Giovampaolo Alfredo"
To: "Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani"

La notizia è un fatto nuovo.
La violazione della 194 non è una notizia.
Se tu organizzi un comizio in piazza sulla violazione della 194 diventa una notizia!
OK?

A questo scambio epistolare segue una telefonata dell’autorevole esponente politico, che inizia a insultarmi ("tu sei peggio di tutti gli altri, perchè vuoi fare l’anticonformista ma poi ti comporti come loro") e a spiegarmi in maniera non proprio gentile che noi non sappiamo fare i giornalisti e che anche quando ci siamo occupati dell’inaugurazione dell’anno giudiziario non abbiamo dato la notizia più importante.
"La notizia - mi ha spiegato Bolognetti - era che Bolognetti (si si, parlava proprio in terza persona, ndr) ha chiesto che si faccia luce sulle vicende giudiziarie della Basilicata".

Qualche giorno fa, sul blog di Pietro si parlava di rapporti tra politica e informazione.
Ho scritto di non aver mai ricevuto pressioni in vita mia.
Ecco ora le ho ricevute. E pure gli insulti.
Non voglio aggiungere altro perchè non ho tempo da perdere, spero solo che i radicali e il "liberale" Bolognetti non prendano mai il potere in questo Paese.
La libertà di stampa sarebbe veramente in pericolo.





Non ho mai amato particolarmente i radicali, pur condividendo molte loro battaglie sui diritti civili.
Ma voglio segnalare l’iniziativa dei radicali lucani - cioè di Maurizio Bolognetti - che hanno presentato (pluralis maiestatis) una proposta di delibera regionale per rendere più trasparente l’operato dei consiglieri, degli assessori e del Presidente della regione Basilicata.
Secondo me, tutto cio’ che riguarda gli amministratori e gli eletti in ogni istituzione democratica deve essere reso pubblico, intercettazioni comprese (a patto che non riguardino gli aspetti della vita privata, che nulla hanno a che fare con il ruolo pubblico ricoperto).
Quindi, ben venga la proposta di "fare le pulci" agli amministratori regionali.
Se siete lucani potete aderire qui, se non lo siete potete proporlo in altre regioni.

trasparenzaVisto che sul blog di Maurizio non è facile trovare il testo della proposta, lo incollo qui sotto:

Dispositivo per una proposta di Delibera Regionale
Il sito della Regione Basilicata, oltre a tutte le informazioni già previste, dovrà pubblicare:
Composizione del Consiglio Regionale, con quadro settimanale delle presenze e comportamento di voto degli eletti in aula e commissioni
Bilancio del la Regione, comprensivo di tutti gli allegati e, in particolare, l’elenco delle ditte fornitrici e delle consulenze
Archivio delle delibere approvate, suddivise per anno, argomento, presentatore, iter; le delibere devono poter essere rintracciate sia con la ricerca avanzata, sia con la ricerca libera nel testo. Ciascuna delibera deve essere inserita sul sito entro due giorni dalla sua approvazione
Archivio altri atti della Regione approvati o, per interrogazioni e interpellanze, con iter concluso: mozioni, ordini del giorno, presentatore, iter; tutti gli atti devono poter essere rintracciati sia con la ricerca avanzata, sia con la ricerca libera nel testo. Ciascun atto deve essere inserito sul sito entro due giorni dalla sua approvazione
Bandi ed esiti di gara
Elenco delle proprietà immobiliari della Regione e loro destinazione d’uso
Aziende partecipate, con elenco organi sociali e retribuzioni dei facenti parte degli organi medesimi; di ognuno dovranno essere riportati precedenti incarichi istituzionali ricoperti.
Enti regionali e Sub-regionali, con elenco responsabili e loro retribuzioni
Di ciascun eletto al Consiglio Regionale dovranno essere pubblicati i seguenti dati:
- Nome e cognome, luogo e data di nascita
- Il numero di codice fiscale, dato identificativo al fine di disporre di un’anagrafe degli eletti e, di ciascuno, gli incarichi elettivi ricoperti nel tempo
- lo stipendio, i rimborsi, e/o i gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dalla Regione
- Dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari relativi all’anno precedente l’assunzione dell’incarico, degli anni in cui ricopre l’incarico e dell’anno successivo
- Dichiarazione da parte dell’eletto dei finanziamenti ricevuti e/o dei doni, benefici o altro assimilabile
- Registro delle spese, comprensive delle spese per lo staff, spese per l’ufficio, spese per i viaggi sia dell’eletto che dello staff, spese telefoniche e dotazione informatica, spese varie
- Atti presentati con iter fino alla conclusione
- Il quadro delle presenze ai lavori dell’istituzione di cui fa parte e i voti espressi sugli atti adottati dalla stessa
Del Presidente e di ciascuno membro di giunta devono essere pubblicati i seguenti dati:
- Nome e cognome, luogo e data di nascita
- Il numero di codice fiscale, dato identificativo al fine di disporre di un’anagrafe degli eletti e, di ciascuno, gli incarichi elettivi ricoperti nel tempo
- lo stipendio, i rimborsi, e/o i gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dalla Regione
- Dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari relativi all’anno precedente l’assunzione dell’incarico, degli anni in cui ricopre l’incarico e dell’anno successivo
- Dichiarazione da parte del Presidente e di ciascun membro di giunta dei finanziamenti ricevuti e/o dei doni, benefici o altro assimilabile
- Registro delle spese comprensive delle spese per lo staff, spese per gli uffici, spese per i viaggi comprensive di quelle dello staff, spese telefoniche e dotazione informatica, spese varie
tutti i dati di cui sopra debbono essere accessibili e in un formato standard aperto (XML)

Per ora hanno aderito:
www.astronik.ilcannocchiale.it
www.olambientalista.it 
http://beppegrillo.meetup.com/171
www.plazaroja.splinder.com/  
www.radiopalomar.it  
www.vilerola.blogspot.com   
www.iltratto.splinder.com   
http://vivi-potenza.ilcannocchiale.it/   
http://frontedellosdegno.ilcannocchiale.it/ 
http://pietrod.blogspot.com/ 
www.labcommunity.blogspot.com
www.artarie.ilcannocchiale.it
http://diario_estemporaneo.ilcannocchiale.it
www.lucianopetrullo.it