Documento approvato all’unanimità dall’assemblea nazionale dei Comitati di redazione delle testate Rai.
"Siamo tutti Tg1, siamo tutti, noi giornalisti della Rai, contro le scelte editoriali di chi occulta le notizie e rende agli italiani un pessimo servizio pubblico radiotelevisivo.
L’assemblea nazionale dei Comitati di Redazione chiede alla Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai di convocare il neo direttore del Tg1, Augusto Minzolini. Comprenda, Minzolini, qual è il compito del direttore di una testata del Servizio Pubblico, tenuta a raccontare e rappresentare - con tutti i punti di vista - i fatti che hanno rilevanza nella vita del Paese.
Un impegno che mai può venir meno. Mai può ci si può permettere di tacere notizie o impedire una loro corretta e completa lettura.
Lo stesso vale anche per il Tg2 - responsabile di analoghe omissioni - per ogni testata nazionale Rai, radiofonica o televisiva, e per tutte le redazioni regionali.
Vale per tutti i giornalisti del servizio pubblico, anche per quelli che - come probabilmente sta accadendo ad Augusto Minzolini - ancora non si sono resi conto del ruolo che ricoprono e dell’impegno che devono assumere di fronte a chi paga il canone.
Si legano i temi delle notizie omesse in questi giorni dal direttore del Tg1 a quelli del Ddl Alfano sulle intercettazioni che, dopo il voto di fiducia raccolto alla Camera, si appresta ad approdare in Senato.
L’Assemblea dei Cdr Rai da mandato all’Esecutivo Usigrai di attuare tutte le forme di mobilitazione necessarie".
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5 commenti a "Siamo tutti Tg1"
dà con l’accento però, per favore.
@antipop ho copiato e incollato il comunicato dell’Usigrai, senza verificare se ci fossero errori. Comunque, mi hai fatto venire un dubbio e sono andato a verificare.
Sul sito dell’Accademia della Crusca ho trovato questo:
“Do (voce del verbo dare) si scrive senza accento. Sulla grammatica di Dardano e Trifone “do” semplicemente non è contemplato nell’elenco dei monosillabi da accentare per ditinguerli da parole uguali nella pronuncia: “la” (articolo) e “là” (avverbio di luogo); “se” (congiunzione e “sé” (pronome); e così via. Gabrielli (Come parlare e scrivere meglio - Reader’s Digest) dice: “Qualcuno scrive con l’accento “dò” (voce del verbo dare) e “fà” (voce del verbo fare) per distinguerli dalle note musicali do e fa, ma per tale distinzione il segno dell’accento è inutile, come del resto nessuno scriverebbe “ré” e “mì” per evitare la confusione con le note musicali re e mi”.
Credo che la stessa regola possa essere estesa anche al “da”.
Su altri siti di linguistica ho letto che si può scrivere sia “da” che “dà”.
La lingua italiana è bella, ma a volte nasconde delle insidie nelle quali possono cadere anche i giornalisti.
Non era questo il caso, comunque grazie per la segnalazione, che mi ha dato l’opportunità di rinfrescare la memoria.
Scandaloso, c’è da preoccuparsi…..
La stessa regola, proprio per ka motivazione riportata in corsivo, NON può invece essere estesa al “dà”.
“Dà” può essere confuso con la preposizione “da”(che è ben diversa dalla nota musicale) e quindi nel caso del verbo la “a” va accentata sempre.
Come mai si abbandonano i BLOG
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