Documento approvato all’unanimità dall’assemblea nazionale dei Comitati di redazione delle testate Rai.

"Siamo tutti Tg1, siamo tutti, noi giornalisti della Rai, contro le scelte editoriali di chi occulta le notizie e rende agli italiani un pessimo servizio pubblico radiotelevisivo.   
L’assemblea nazionale dei Comitati di Redazione chiede alla Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai di convocare il neo direttore del Tg1, Augusto Minzolini. Comprenda, Minzolini, qual è il compito del direttore di una testata del Servizio Pubblico, tenuta a raccontare e rappresentare - con tutti i punti di vista - i fatti che hanno rilevanza nella vita del Paese.
Un impegno che mai può venir meno. Mai può ci si può permettere di tacere notizie o impedire una loro corretta e completa lettura.
Lo stesso vale anche per il Tg2 - responsabile di analoghe omissioni - per ogni testata nazionale Rai, radiofonica o televisiva, e per tutte le redazioni regionali.
Vale per tutti i giornalisti del servizio pubblico, anche per quelli che - come probabilmente sta accadendo ad Augusto Minzolini - ancora non si sono resi conto del ruolo che ricoprono e dell’impegno che devono assumere di fronte a chi paga il canone.
Si legano i temi delle notizie omesse in questi giorni dal direttore del Tg1 a quelli del Ddl Alfano sulle intercettazioni che, dopo il voto di fiducia raccolto alla Camera, si appresta ad approdare in Senato.
L’Assemblea dei Cdr Rai da mandato all’Esecutivo Usigrai di attuare tutte le forme di mobilitazione necessarie".





Da bambino in casa ascoltavo spesso questa canzone, ovviamente senza capirne il senso.
Ma mi attirava questa voce profonda, decisa, fiera.
Poi mio padre mi spiegò che parlava di un operaio che si vergognava di dire al figlio che era stato licenziato, perchè aveva scioperato.
Soltanto alla fine del racconto si convince e dice alla moglie di richiamare il bambino:

"O cara moglie io prima ho sbagliato,
di’ a mio figlio che venga a sentire
che ha da capire che cosa vuol dire
lottare per la libertà".

Oggi quella voce profonda, decisa e fiera - quella di Ivan Della Mea - si è spenta.
E forse si è spenta per sempre anche quella politica che era animata da valori, ideali di giustizia, libertà.
Da persone che arrivavano a rischiare il posto di lavoro, o la vita, perché tutti avessero pari diritti, pari opportunità.
Probabilmente la mia è solo retorica.
Ma ogni tanto preferisco ricordare a me stesso che ci potrebbe ancora essere una speranza.