Ho trovato questa notizia in rete e la riporto, così com’è, sapendo che ormai certe cose non fanno un grande effetto.
A me che faccio il giornalista, però, il rapporto annuale di Freedom House sulla libertà di stampa qualche preoccupazione la suscita.
Il nostro Paese, secondo lo studio dell’organizzazione non profit statunitense, è scivolato nella fascia degli Stati "Partly Free", per questi motivi:
Italy slipped back into the Partly Free range thanks to the increased use of courts and libel laws to limit free speech, heightened physical and extralegal intimidation by both organized crime and far-right groups, and concerns over media ownership and influence. The return of media magnate Silvio Berlusconi to the premiership reawakened fears about the concentration of state-owned and private outlets under a single leader.
Ovvero: L’Italia è scivolata nell’area dei Parzialmente Liberi grazie all’uso accresciuto delle corti di giustiza e di leggi contro la diffamazione per limitare la libera espressione, all’aumentata intimidazione di tipo fisico ed extralegale da parte della criminalità organizzata e di gruppi di estrema destra e a preoccupazioni relative alla proprietà dei media. Il ritorno del magnate dei media Silvio Berlusconi al governo ha risvegliato timori sulla concentrazione dei mezzi privati e posseduti dallo stato sotto il controllo di un unico leader.
La traduzione è di Sandro Brusco che sul blog Noise From America ha analizzato l’intero rapporto (spiegando con chiarezza anche il metodo seguito nella ricerca) e sviluppato una interessante discussione nei commenti.
Quella che segue è la mappa della libertà di stampa del 2009. In Europa, peggio di noi c’è solo la Turchia.
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3 commenti a "Un po’ meno liberi"
Ciao Alfredo, hai ragione, purtroppo la notizia è meno interessante rispetto a qualche anno fa. Le persone si occupano sempre d’altro, si indignano sempre dimeno e non si offendono, come cittadini, quasi più. Possiamo definire questo stato di cose il brodo di coltura della nostra “democrazia”. E’ proprio questa “democrazia”, in piena metamorfosi, il problema sostanziale della nostra società e con essa, ovviamente, la stampa, l’informazione e la comunicazione debbono piegarsi lentamente fino a toccare con le dita la punta dei piedi. Ti ricordi di Biagi, di Santoro e Luttazzi ? Sembrano passati secoli eppure è stato solo qualche anno fa. La nostra memoria e quella di tutti, è sempre più a breve termine e il ricordo più lontano è anche frastagliato (oggi la questione Vauro è sembrata una bazzecola).
Io ero giovane quando in pieno “regime” democristiano si usava ripetere, più per speranza che per convinzione, “non moriremo democristiani”. Certo le cose cambiano, ma io ho perso anche quella speranza dopo che il vecchio PCI, in poco tempo, ha rimesso su la vecchia DC (vabbè ma questo è un problema mio).
Insomma, quel che voglio dire è che forse Berlusconi è difficile da sconfiggere ma ai giornalisti dovrebbe rimanere almeno il compito di non abbassare la guardia: “pochi” compromessi, da qualsiasi parte arrivino, ma soprattutto rinverdire la nostra memoria, recupearla sempre collegando i fatti attuali con tutti i riferimenti del passato e con le proiezioni sul futuro.
Scusami Alfredo, è il tuo mestiere e tu sai meglio di me come farlo, ma il mio è lo sfogo di chi si sente impotente.
Ciao ciao
Purtroppo non è una novità……
Noi non ci arrendiamo!
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