Sarà per lo spirito agonistico del momento, forse per la voglia di non perdere una sfida.
Sta di fatto che la redazione di Raisport - anzi Giampiero De Luise - ha ricominciato timidamente a scrivere sul blog della Rai, dedicato all’Olimpiade di Pechino.
Mi piace credere che i responsabili del blog abbiano valutato a mente fredda la bufera che si è abbattuta su di loro e le critiche - quelle costruttive - nei confronti di un esperimento che onestamente non era partito proprio bene.
Sono contento che questo esperimento vada avanti e mi auguro che si prendano in considerazione anche le riflessioni circolate in questi giorni nei blog che si sono occupati della vicenda (Massimo Mantellini, Dario Salvelli, Auro, Marta, Cristiano, Marina, Stefano, Generazione Blog, Vincenzo, Sghedo).
Ci sono parecchi spunti interessanti e ragionamenti - dalla "parte sana" della blogosfera - che puntano a costruire invece di distruggere.
I giornalisti (una generalizzazione che ha lo stesso valore di "blogosfera") forse capiscono poco dei meccanismi della rete e l’esperimento olimpico della Rai lo ha dimostrato.
I blogger forse conoscono meno alcuni meccanismi dell’informazione.
Probabilmente, mettendo insieme le diverse competenze diventeremo tutti un po’ più bravi.
E magari i blog si trasformeranno in utili mezzi di informazione.

P.S. Mi sono permesso di riunire i link dei blog che hanno affrontato l’argomento, visto che nel servizio di tracciamento delle discussioni di BlogBabel - tanto rimpianto quando BB aveva chiuso - non c’è traccia di questa discussione.
Sicuramente dipende dal fatto che gli autori non hanno messo i feeds, i tags, gli scripts, i widgets, i pings, i freaks, i Chips e tutti gli altri accessori che non possono mancare in un blog di qualità.
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11 commenti a "Rimonta olimpica?"
ecco bravissimo son cose che una che sta offline da giorni apprezza i post con tutta la serie di link a discussioni interessanti che si sta peredendo…una a caso
una che neanche figura più su blogbabel perchè metteva troppi link
ma tant’è…mettere i link ai post della blogosfera pulita, quella che conversa è veramente un servizio di pubblica utilità (anche perchè veramente del resto dei feed tranne di pochi amici sto per fare mark all read).
Grazie insomma
Non concordo con quanto scritto sopra. Non si tratta di disfattismo o di distruggere, quanto di muovere critiche che si può dire tutto tranne che siano infondate. Premesso comunque che insulti e toni sopra le righe apparsi sul blog RAI sono apparsi decisamente sgraditi anche al sottoscritto, resta che quel suddetto blog contiene il nulla informativo. Nessuna notizia, nessuna indiscrezione, nessun ragionamento… nulla che invogli i frequentatori a commentare i gesti degli atleti. Il tutto in uno spazio che doveva essere curato dagli stessi giornalisti inviati sul posto.
Di fatto è uno dei peggiori utilizzi che si possa fare di un blog, e tanto sarebbe valso non iniziare nemmeno tale esperimento concentrandosi invece su aspetti davvero professionali (o, meglio ancora, prendere quel minimo di confidenza col mezzo “blogosfera” prima di buttarcisi senza nemmeno sapere ciò che si faceva… cosa che di fatto ha alimentato le critiche e gli attacchi furiosi dei frequentatori che in assenza di altro su cui discutere hanno rimediato in tal modo).
Ricordo infine che non si parla di ragazzini, ai quali si può perdonare tutto, ma di giornalisti affermati e della rete (peraltro pubblica) che ha avuto in carico la messa in onda delle olimpiadi stessa.
Gran bella idea questo post, senz’altro domani andrò a sbirciare chi come me ha espresso pareri sull’iniziativa della Rai.
Concordo con quanto sottolineato da Marco/Cav che, a quanto pare, punta il dito non tanto sulle imperfezioni tecniche (come invece ho fatto io) bensì sulla qualità informativa di esso. Insomma… c’è poco da dire. Con le risorse che la Rai ha a disposizione ha fatto davvero un lavoro medio… ehm, pessimo.
Ritengo molto molto triste il fatto che a distanza di 11 giorni dall’inizio dei giochi si parli di atleti solo in un post, e giusto per dire che sarebbe stato ospite di una trasmissione TV. Negli altri post si legge invece il rammarico in risposta a tutte le lamentele degli utenti quando invece, forse, sarebbe stato più sincero e corretto ammettere l’errore.
Ed e’ ancora più buffo il post odierno dove vengono “accusati” gli utenti di aver utilizzato in maniera non corretta il blog. Copio pari pari:
“Il blog non è un forum, dove individuato un ambito di discussione, tutti possono dire tutto, a ruota libera, interagendo tra loro.
Questo spazio avrebbe dovuto accogliere spunti di riflessione (naturalmente sportiva) intorno ai quali sarebbe stato interessante ragionare tutti insieme.
Purtroppo però il blog si è trasformato nell’ “ufficio reclami”, reclami ai quali abbiamo cercato di fornire alcune risposte, dimostrando la volontà di tenere aperto un canale di comunicazione con i nostri visitatori.”
Direi che con questo abbiamo chiuso il cerchio. Davvero molto triste, e lo dico con rammarico perchè non ci voleva moltissimo a fare qualcosa di un pò (mica tanto eh, un pò) più valido.
Tra i tanti commenti evitabili, ce n’è uno in risposta all’ultimo post sul blog di Pechino 2008 che riassume in una frase l’essenza della questione:
“Questo spazio avrebbe dovuto accogliere spunti di riflessione (naturalmente sportiva) intorno ai quali sarebbe stato interessante ragionare tutti insieme.”
Allora perché dall’inizio delle olimpiadi non c’è NEANCHE UN POST che parli di eventi sportivi?
Quel che va maggiormente considerato, secondo me, è che abbiamo una classe giornalistica che è rimasta indietro negli anni al punto tale da non saper usare uno strumento quale un blog (cosa che ormai sa fare anche un ragazzino), il che è preoccupante se si pensa che si parla sempre di professionisti che facendo questo mestiere avrebbero quantomeno l’obbligo di “informare” loro stessi al fine di poter informare gli altri (in caso contrario di che si parla? sempre di informazione?).
Alfredo, scusa l’OT, ma devo scoprirlo dai commenti di altri che hai un blog
? Ciao. MF
erano i chips a mancare, mai mancare di mettere i chips a agosto
ciao
[...] la Rai. Tra i tanti blog che si sono occupati della vicenda - oltre a quelli che ho già citato - oggi ho letto quello di Aghost che dice: "in Rai non hanno ancora ben chiara la distinzione [...]
Beh, non pensavo di diventare tanto famoso per “quello che non ho scritto…”. Non sarebbe questo un ottimo spunto di riflessione? Volevo in primo luogo ringraziare l’ospite che è stato così gentile da prendere le mie difese, dimostrandosi decisamente “controcorrente”. Grazie veramente di cuore, anche perchè nel web sei l’unico.
E allora un argomento di discussione lo lascio proprio in questo spazio: mettiamo il caso che uno di voi si fosse presntato davanti a una platea per parlare di sport e prima ancora di aprire bocca fosse stato subbissato da fischi e insulti. E nonostante l’accoglienza, fosse comunque andato avanti presentandosi e cercando di instaurare lo stesso un rapporto nonostante un clamoroso crescendo di improperi e maledizioni (sì anche quelle, a un padre di famiglia di 40 anni con moglie e figlia piccola…).
Che cosa avreste fatto voi in queste condizioni?
Sareste rimasti imperterriti a parlare sperando che le vostre parole nel fragoroso turpiloquio potessero raggiungere qualche ascoltatore interessato?
Io ho preferito uscire di scena, sottolineando la “surrealità” dell’atmosfera. E di questo ho chiesto anche scusa…
Se qualcuno di voi, dopo aver letto tutti e 1.500 messaggi (senza contare i 640 post che ho cancellato perchè “non pubblicabili”) fosse così gentile da spiegarmi dove ho sbagliato, ve ne sarei molto grato.
Un ultimo elemento per poter valutare al meglio: io non sono stato inviato a Pechino per moderare il blog. Nella scaletta dei miei impegni questa attività era la n.30.
Un saluto a tutti e grazie per l’ospitalità.
Giampiero
Gentile Giampiero,
mi chiedo se stiamo ancora parlando di professionismo o meno. Intendiamoci, una reazione umana è comprensibile e anche convidivisibile, ma al di là di questo vi è un aspetto di professionalità che ciascuno di noi sul suo lavoro dovrebbe avere. Io non critico la sua reazione (anzi, la condivido), ma critico il fatto che non ha fatto nulla per cambiare la situazione.
Rispondere a tono non serve mai a nulla, perché in parte ha ragione lei: un blog non è un forum in quanto tale. Tra tanti commenti illeggibili ce ne è uno che in questi giorni mi ha colpito sul blog di Pechino 2008, ovvero questo: “Queste pagine sono, ovviamente, l’unico mezzo che abbiamo per farvi capire che qualcosa non va e non per parlare di sport; per quello esistono già altri forum e blog certamente più curati e degni. Il blog della RAI è nato senza alcuna pretesa (tralasciando quella assurda di ricevere complimenti) ed invece di essere zeppo di notizie esclusive (siete la rete olimpica ve ne rendete conto) è zeppo del nulla, di quel nulla che voi avete creato non postando… e poi vi lamentate di quello che leggete”.
E’ difficile dare torto a questa persona: di contenuti non ve ne sono proprio. Se ci fa caso, il suo post di oggi ha attirato discussioni oltre che qualche lamentela (che fanno parte del gioco, ahimè), mostrando che gli utenti, se ne avessero avuto l’occasione, si sarebbero anche dedicati ad altro. Purtroppo è giunto un po’ troppo tardi per cambiare la situazione.
Il fatto poi che dica che il blog era solo uno degli ultimi impegni di cui lei si doveva occupare preoccupa molto a proposito dell’intenzione della RAI (o meglio, di qualche suo dipendente/dirigente, dato che parliamo di persone e non di entità superiori non meglio definibili), la quale ha aperto un blog, come mezzo d’informazione, senza nemmeno preoccuparsi di gestirlo a dovere. Un tale pressapochismo, nonché incompensione del media “internettiano”, da parte della rete pubblica ha mostrato il fianco a critiche e attacchi.
Che sia colpa sua, con tutto il rispetto naturalmente, o meno ha poca importanza al fine della discussione (anche se non sarebbe male appurare di chi era la responsabilità ultima… e spero non si arrivi a dire che nessuno era responsabile, altrimenti sarebbe la solita storia “statale”). C’è da prender atto, ancor prima di mettersi sulla difensiva, di uno o più errori che hanno minato (più o meno giusto che sia) l’immagine del lavoro di un’azienda, ovvero la RAI. Il che è un peccato, oltre che un’occasione persa, dato che gli eventi legati a questo blog olimpico hanno anche in alcuni casi tolto la scena ad altri lati positivi dell’operato dei giornalisti RAI. La buona riuscita di un lavoro lo si ottiene sin dalle basi, dai particolari… per quanto insignificanti possano apparire. E un blog, purtroppo, non lo è perché gli utenti di internet sono assai più esigenti di altri.
Preoccupa anche che in RAI (o chi per essa, ovviamente) nel 2008 avanzato si sottovaluti tanto internet come mezzo informativo, ma tant’è. Questo è solo l’ultimo dei problemi.
In chiusura, a livello personale mi spiace sinceramente che lei sia finito in mezzo a quel vortice di insulti e offese, ma secondo me più che rispondervi si doveva fare mente locale, capire cosa non andava e (con massimo professionismo) cambiare il tiro…
Come? http://olympics.blogs.cnn.com/ E’ davvero così irraggiungibile per noi italiani aspirare a qualcosa di simile?
Un saluto cordiale,
Marco
Caro Marco, ha ragione quando afferma che la differenza tra un prodotto e un “buon” prodotto sia proprio nei particolari. Ma l’elemento che in questo caso è sfuggito a molti (a dire il vero non a tutti) è la “mastodonticità” dell’evento, che tra le altre cose (e anche questo non è un particolare trascurabile) si è svolto in Cina.
Il fuso orario di sei ore ha costretto tutti a un impegno “full time”, 24 ore su 24. Perchè se un evento europeo ti permette di tirare il fiato la notte, qui proprio nel momento in cui dovresti dormire sei invece costretto ad affrontare le fasce di maggior ascolto.
Sono anche convinto del fatto che altre tv abbiamo proposto un’offerta migliore, ma anche qui le variabili non sono trascurabili. Avere a disposizione più canali, più personale e più mezzi non è una differenza irrilevante. Anche un’azienda privata o comunque con una “struttura politico-amministrativa” più snella opera comunque in condizioni diverse dalla nostra. Tutti sanno in quali mari naviga l’Azienda e non è pensabile pretendere di mettere sullo stesso piano soggetti che sullo stesso piano non ci possono proprio stare.
Se poi vogliamo fasciarci la testa e discutere di quanto sarebbe “bello il mondo senza problemi” e intavolare il discorso su questioni di principio, tutto è lecito. Ma ripeto, tutto è lecito nei limiti del rispetto e dell’educazione, che nell’approccio con tutto il personale impegnato in questa trasferta è mancato da parte di molti utenti che hanno scritto nel blog.
A pertire dai colleghi giornalisti della carta stampata che hanno dipinto la spedizione Rai come “l’allegra brigata dei vacanzieri”. Ma siete veramenti convinti che il canone RAI possa coprire tutte “le bizzarrie” che i nostri “amici” colleghi raccontano sulla Rai?
Inoltre avete mai pensto a cosa vuol dire per ognuno di noi lontano dalla famiglia per un mese, impegnato a lavorare 12/14 ore al giorno, a volte costretto a saltare dalla copertura mattutina a quella notturna nell’arco di una sola giornata, sentirsi dire “sei un incompetente, uno smidollato, un ladro?
E poi perchè? Perchè è andata in onda la partita di calcio invece della scherma, o la scherma al posto del calcio… ma li avete letti davvero tutti i messaggi del blog? I giornali hanno fatto una selezione “pretestuosa” degli interventi; nessuno dei colleghi si è preso la briga di contare quanti utenti volevano il calcio in tv e quanti invece lo volevano abolire dalle Olimpiadi. Nessuno ha contato quanti volevano le “finestre” nella contemporaneità di due eventi importanti, e quanti ci hanno insultato perchè le abbiamo fatte.
Queste non sono cose da poco e secondo me la professionalità sta proprio dal saper mediare tutta questa valanga di elementi, non dal saper mantenere in modo più o meno corretto un blog.
Poi ribadisco che è comunque lecito non considerare questi problemi e giudicare il prodotto in maniera asettica con una votazione insufficiente. Ma subire insulti non è accettabile; questo prescinde ogni tipo di professionalità.
Essere dei professionisti non vuol dire che tutto il resto del mondo può sputarti addosso senza che tu possa difenderti (questo succeddeva ai tempi della schivitù e gli schiavi non erano certo dei professionisti!).
Ma se a scuola gli insegnanti dei vostri figli oltre a giudicarli con un 4 dicessero anche loro che sono degli imbecilli e dei mascalzoni, voi sareste d’accordo con il loro metodo di giudizio?
Oppure, in una scuola privata, pretendereste che i vostri figli fossero sempre promossi a pieni voti perchè corrispndete all’istituto una retta?
Comunque non voglio annoiarvi oltre, vi esorto solo a “guardare la luna e non a fissare soltanto il dito di chi la indica”.
Ultima annotazione, tanto per “smitizzare” il concetto dell’”erba del vicino è sempre più verde”… parlando con un collega spagnolo, gli ho riassunto la vicenda del blog. Lui mi ha guardato stupito e mi ha risposto: “ma voi pubblicate tutti gli interventi?” Io ho risposto di sì, fatti salvi quelli ingiuriosi e con turpiloquio”. Lui si è messo a ridere e mi ha candidamente confessato che nelle community della sua emittente (TVE) il 90% dei messaggi dei detrattori vengono “cassati”.
Vi saluto e vi ringrazio per l’attenzione.
Scusate, ho dimenticato un altro elemento di riflessione: avete mai visto in Rai un programma che giudica il lavoro dei colleghi della carta stampata? Quello che scrivono, come lo scrivono, dove alloggiano quando sono in trasferta? Avete mai visto programmi Rai nei quali viene chiesto loro di dare conto dei “soldi pubblici” che i loro editori percepiscono dallo Stato? Avete mai fatto un conto di quanti giornalisti Rai scrivono sui quotidiani e di quanti colleghi della carta stampata vengono “invitati” (con tanto di gettone di presenza” ) nelle trasmissioni della tv pubblica? Se noi replicassimo alle “ingiurie” scritte da un collega sul suo giornale verremmo subito accusati di “utilizzo indebito del mezzo pubblico”. Per loro invece è “libero esercizio della critica”. In altre parole equivale a picchiare un uomo con le mani e i piedi legati…
Scusate ancora per l’intrusione…
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