S. = Saccà
P. = Presidente
P: con la Elena Russo non c’era più niente da fare? Non c’è modo…?
S: no .. c’è un progetto interessante .. adesso io la chiamo ..
P: gli puoi fare una chiamata? La Elena Russo; e poi la Evelina Manna. Non centro niente io, è una cosa … diciamo … di…
S: chi mi dà il numero?
P: Evelina Manna … io non c’è l’ho …
S: chiamo ..
P: no, guarda su Internet ..
S: vabbè, la trovo, non è un problema … me la trovo io ..
P: ti spiego che cos’è questa qui ..
S: ma no, Presidente non mi deve spiegare niente ..
P: no, te lo spiego: io stò cercando di avere …
S: Presedente, lei è la persona più civile, più corretta..
P: allora … è questione di .. (parola incomprensibile, le voci si accavallano) ….
S: ma questo nome è un problema mio …
P: io stò cercando … di aver la maggioranza in Senato …
S: capito tutto …
P: eh .. questa Evelina Manna può essere .. perchè mi è stata richiesta da qualcuno … con cui sto trattando …
(da L’Espresso)
Magnaccia e mignotte, accordi incrociati tra aziende concorrenti, dirigenti-zerbino del premier di turno.
Come se nulla fosse accaduto.
Nonostante tutto, le uniche emergenze sulle quali si concentra la politica sono le intercettazioni e la legge blocca-processi.
Nessuno che si preoccupi della qualità del servizio radiotelevisivo pubblico.
Quello che segue è il comunicato stampa di Carlo verna, segretario nazionale dell’Usigrai (il sindacato dei giornalisti Rai).
Lo pubblico, così, tanto per ricordare che ci sono anche giornalisti che hanno a cuore l’autonomia e la qualità dell’informazione.
"L’imbarazzante caso Sacca’ conferma quello che da sempre sosteniamo: senza un’indipendenza vera dai partiti la Rai muore.
Un fiume di intercettazioni telefoniche, dal tono piu’ che eloquente, non e’ bastato a consentire una valutazione serena e tempestiva sulla permanenza del dirigente.
La logica politica, che imponeva di “sedare e sopire”, ha prevalso su quella industriale.
Il Servizio Pubblico non reggerebbe altri tre anni di governo aziendale nominato con i criteri spartitori della Gasparri.
Il nuovo Cda non può continuare ad essere un “parlamentino”.
La politica, anziche’ litigare sul Presidente della Vigilanza, ragioni costruttivamente sulle regole per dare autonomia all’azienda.
Qualunque accordo sui nomi dei prossimi amministratori sarebbe una sconfitta per la Rai, per i suoi lavoratori, per gli abbonati e per il Paese".
P.S. Altro che Mastella, il Governo Prodi potrebbe essere caduto grazie all’intervento della signorina Manna. Hai capito?
Flickr/sirdrake
Facebook/Your Name
Twitter/sirdrake
YouTube/digiovampaolo
Last.fm/sidrake
Del.icio.us/a.digiovampaolo
GMail/Your Name
Technorati/sirdrake
MyBlogLog/sirdrake
Blog/Your Name



18 commenti a "Povera Rai, poveri noi"
e poi dicono che le puttane stanno per strada…
mi rendo conto che il post precedente era ambiguo, non mi riferivo alla Sig.ra Manna, anche se…
@Eta Ma figurati se qualcuno può aver pensato una cosa del genere!
… E lavorarci, in quell’azienda, è sempre più triste…
E proprio non ho capito tutto questo pudore di Veltroni/Finocchiaro a dire una cosa cosi’ semplice e comprensibile da tutti: magnaccia (che infatti Silvio si e’ subito grandemente incazzato appena l’hanno detto).
Domani bandierone PD e piazza Navona.
Omnia munda mundis
…e io che pensavo che la manna scendesse dal cielo…
Un bordello insomma e non in senso figurato….
…bhe’ molto meglio la manna del mastello!!!
VIVA SILVIO VIVA LA MANNA (dal cielo).
In fondo siamo tutti un po’ zoccole…
E pensare che io, leggendo le offerte di lavoro, mi sento sempre inadegata…. Pensare a chi è ministro e a come lo è diventato dovrebbe darmi coraggio..!!
Domanda seria: qualcuno dei commentatori pensava davvero che queste cose non succedessero???
Se tutti fossimo intercettati, avete idea di quante telefonate dle genere potremmo sentire..
Nella scuola (”Mio figlio dovrebbe fare l’esame di maturità”,) negli ospedali (”quel mio parente potrebbe rimanere due giorni in più anche se servono letti”?), nel calcio (.”salve sono Luciano Moggi quel giocatore va venduto a quella cifra e quella partita la vince la Juve”) nelle caserme (”L’amico dell’amico dovrebbe passare a quell’altra sede”)… negli enti pubblici (”quel bando sulla formazione lo facciamo su misura per l’ente di quel mio parente”) o nei tribunali( dove il pm chiama il giudice e si raccomanda”) o quando un giornalista chiama un pm (” se mi dai quella notizia in anteprima ti metto il pezzo in modo che la tua inchiesta sembri una bomba..)
Queste “intercettazioni” (vi sembrano immaginarie?) sono uguali a quella del post, tutte caratterizzata dall’uso del potere in cambio di un interesse personale!!! Il vero reato è qui, non nelle motivazioni da bordello…
Non dico che mi piaccia il comportamento del premier, ma davvero pensavate che Berlusca (proprio lui..) fosse più fesso di tutti questi altri… Incapace di usare il suo potere.. O troppo “morale” per farlo?
O vi forse viene da fare l’ipotesi che Veltroni o D’Alema non facciano cose del genere? Che i Ds non avessero veramente nessuno in Rai a cui fare lo stesso genere di richieste??? vi prego, se lo credete scrivetelo.
Vi prego, non facciamo prenderci dalla solita attrattiva che nasce dallo sfondo sessuale delle vicende! L’uso del potere non ha settori specifici. Un bordello non è peggio di un posto in banca o di un bel voto alla maturità!
P.S. questo post fa riferimento alle intercettazioni già pubblicate dall’Espresso nel dicembre 2007, non riguarda quelle ulteriori di cui si è parlato nei giorni scorsi.. Come mai l’hai pubblicata solo ora? Io pensavo fosse proprio quella nuova!
e il bordello di nome Basilicata?
e i porci e le zoccole targate PD della basilicata?
non a caso il nostro cd si chiama Lucania Bordello…
eta dice che pensava che le puttane fossero solo in strada. evidentemente no, ma lo stesso vale per magnaccia e compagnia cantando.
…
Ma dopotutto lo pensiamo tutti che ultimamente in tv si vedono solo porcherie. e infatti…
@Pino Suriano hai ragione, ormai l’illegalità e il malcostume di procedere a colpi di raccomandazioni hanno pervaso ogni ambito della nostra società.
Ma questo cosa vuol dire?
Che siccome lo fanno tutti è giusto farlo?
Non è “relativismo” questo?
Chi ha responsabilità di governo ha il compito di curare i mali della società e di aiutarla a crescere, ad evolversi.
Scrivi “ma davvero pensavate che Berlusca fosse più fesso di tutti questi altri, incapace di usare il suo potere”.
Il punto è proprio qui: ormai diamo per scontato che un esponente politico abbia come unico compito quello di gestire il potere e - possibilmente - di usarlo per i propri affari. Altrimenti è fesso!
Tu puoi credere questo - e visto che sei un fervente cattolico, la cosa mi lascia un po’ perplesso - ma io non mi rassegno alla completa perdita dell’etica.
E’ indispensabile riportare la “questione morale” nella politica.
Non con i toni di Di Pietro, ma con una battaglia culturale che ci permetta di superare la rassegnazione del “tanto fanno tutti così”.
Non mi sconvolge e non mi appassiona la saga sessuale del premier. E non so neanche se ci siano estremi di reato nei contenuti delle intercettazioni, quello lo valuteranno i magistrati.
Ma come cittadino voglio conoscere la statura morale di chi mi governa e come giornalista voglio essere libero di raccontare ai cittadini quale considerazione ha delle donne - ad esempio - un presidente del consiglio che deve legiferare anche sulle politiche femminili.
Queste cose hanno o no una rilevanza pubblica?
Impedirne la pubblicazione ha o no il sapore della censura?
Le intercettazioni che ho riportato sono quelle del dicembre scorso, perchè non ho ancora a disposizione quelle nuove.
Ma non cambia nulla, lo stile è sempre lo stesso.
Salve Alfredo! Capisco e in parte condivido il fondo della tua obiezione, ma credo che tu abbia inteso male l’impeto del mio commento. Il quale è “culturalmente” cattolico proprio perchè nemico di ogni sorta di moralismo, quello per cui sembra che il male e l’immoralità siano sempre addosso agli altri.
Col mio paragone, perciò, non voglio affermare che Berlusconi deve essere capito “solo perchè lo fanno tutti”, ma che il problema è a monte, in una mentalità culturale (e ormai di “Popolo”) che concepisce il successo come unico fine dell’esistenza e il potere come mezzo sempre lecito per ottenerlo. E’ un’idea che i genitori e i docenti trasferiscono ai nostri ragazzo con tanto di esempio pratico.
Non voglio difendere Berlusconi, ma temo che, come spesso accade, l’identificazione di un problema in chi “sta lontano da noi” o in chi “sta in alto” contribuisca solo a spostarlo dalla nostra coscienza e dal dinamismo sociale ed educativo verso cui dovrebbe essere orientato. Ecco perchè la questione morale è anzitutto un problema educativo, un valore sociale.E’ il cuore della gente che deve cambiare!
Su una cosa, peraltro, non sono d’accordo: noi dobbiamo giudicare la proposta pubblica che uno statista ha sulle donne o su qualsiasi cosa non da quello che esprime in conversazioni private, che tali devono rimanere, ma dalle sue pubbliche espressioni.
Altrimenti, per amor di trasparenza, dovremmo spiare la “concezione sessuale” di tutti i parlamentari, sindaci e consiglieri regionali?
Anche su questo, peraltro, la concezione della donna di Berlusconi non mi sembra diversa da quella del 99,9% di italiani: un oggetto da conquistare e gestire attraverso un potere. PEr il “povero” operaio è qualche euro a una prostituta da strada, per chi è “capo” di un dirigente Rai può essere una parte nel cinema….
Anzi, visto che mi chiami “cattolico”, direi che un’idea diversa e più umana del rapporto uomo-donna è proprio quella che insegna la Chiesa. Quella per cui l’altro essere umano non è e non può essere solo oggetto di piacere e di soddisfazione del proprio desiderio…
E’ un’idea giusta e umana.. La Chiesa ha la pretesa e il coraggio di portarla fino in fondo… Che ci vuoi fare se per questo la chiamano ingerente e intollerante???
[...] che mi dovrei vergognare? Anzi in quelle intercettazioni, sì mi ci riconosco". (intervista al Corriere della Sera [...]
oh my god
wow!.. is very sexy
Lascia un commento