Nei mesi scorsi - in piena campagna elettorale - siamo stati travolti dai titoli (di giornali e tg) sulle tante emergenze nazionali: l’emergenza sicurezza (ancor più grave se i reati erano commessi da stranieri), l’emergenza salari (con le famiglie che non arrivavano a fine mese), l’emergenza infortuni sul lavoro, l’emergenza rifiuti in Campania.
Per giorni e giorni l’informazione italiana ha scelto di occuparsi di un tema - o di un altro - in maniera massiccia, come se ci fosse stato un accordo tra tutte le testate per la scelta degli argomenti.
Già, la scelta.
Ma chi sceglie le notizie in Italia? Chi detta l’agenda ai giornali e ai telegiornali?
Perchè in questi giorni la stampa è concentrata - all’unisono - sul grande tema delle interecettazioni telefoniche?
Come mai oggi alla criminalità, agli stipendi bassi (sempre più bassi a causa del costo del gasolio), agli infortuni sul lavoro e ai rifiuti in Campania si dedica sempre meno spazio?
All’inizio dell’anno Luca De Biase si domandava: “l’informazione che emerge dal medium che stiamo costruendo mettendoci in rete, può arrivare a influire sull’agenda del paese”? 
A me sembra che neanche l’informazione tradizionale sia più in grado di condizionare le scelte della politica, l’agenda del Paese.
Piuttosto è il contrario: l’informazione è al traino della politica e non riesce più - tranne qualche rara eccezione - a spingere la politica a occuparsi dei temi che stanno a cuore ai cittadini.
Ormai è uno stanco rituale: l’emergenza pirati della strada (con la terribile variante dell’emergenza Suv); d’estate c’è l’emergenza caldo e l’emergenza siccità; d’inverno arriva l’emergenza maltempo e - se venerdì prossimo perdiamo anche con la Romania - allora si che ci piomberà addosso la vera l’emergenza Nazionale.
Flickr/sirdrake
Facebook/Your Name
Twitter/sirdrake
YouTube/digiovampaolo
Last.fm/sidrake
Del.icio.us/a.digiovampaolo
GMail/Your Name
Technorati/sirdrake
MyBlogLog/sirdrake
Blog/Your Name



7 commenti a "L’emergenza informazione"
Azzzz! Un caso di telepatia!!!!
Facevo, fra me e me le tue stesse riflessioni.
C’è una occulta regia che decide su cosa ci devono informare…. Inquietante ma è così.
Ma magari ci fosse un occulta regia. Temo piuttosto che sia solo cialtronaggine (senza offesa per i presenti).
A mio modo di vedere il fenomeno presenta due aspetti critici. Se i giornalisti non sono più in grado di cercare le notizie, ma si limitano ad andare appresso al meme del momento succede che chi è più abile comunicativamente (la destra ad esempio in campo politico) riesca a dettare i temi del dibattito.
L’altro aspetto è più generale e riguarda il ruolo del giornalista; nella situazione attuale non è più la figura che ci permette l’accesso alle notizie (che abbiamo accesso ad un’infinità di fonti), ma quello che le filtra per noi e ci segnala quelle interessanti separandole dal rumore e questo è esattamente il contrario di quanto accade oggi: solo rumore e niente di interessante.
ERRATA CORRIGE: manca un’apostrofo tra un e occulta. Ne ho messo uno di troppo qui per compensare.
Carissimo Sir Drake, manco da un po’ di tempo dal tuo spazio in rete (sono stato un po’ occupato). Non sono un esperto della materia, ma mi va di dire la mia (prendila con il beneficio dell’inventario). Esiste un po’ il pericolo che l’informazione venga, in qualche modo, addomesticata, adeguata alle esigenze della politica. Alle volte ho l’impressione che una buona parte dei tuoi colleghi (non te la prendere… non ce l’ho con te
) più che giornalisti, talvolta, mi paiono addetti stampa…
Da buon paranoico-dietrologo, la mia risposta alla domanda sul perché si sia concentrati sul problema intercettazioni è molto semplice: perché, in questo modo, si spera di distrarre le masse dai problemi che in campagna elettorale facevano la differenza.
Non è un attacco a te, ma a taluni esponenti della categoria cui appartieni: Giulietto Chiesa in un video che ho riportato da youtube nel mio ultimo post, riporta una frase di Cesare Romiti (personaggio al di sotto di ogni sospetto), che mi pare sottolinei una delle storture (quando vi sono) dell’informazione nel nostro paese: “I giornalisti, prima di scrivere, dovrebbero tirarsi su i pantaloni”.
Non è il solo problema, ovviamente… ma per questo aspetto mi trovo d’accordo.
Ciao!
La rete non influenza nessuno perché è distribuita, decentrata e frammentata. La rete al massimo può essere resistenziale. La conversazione sul web segue a ruota i media tradizionali di massa. Non mi sembra in grado, al momento, di generare da sola l’agenda bottom up di cui parla De Biase. Questa famosa intelligenza collettiva è ancora latitante. Nel caso specifico, però, il problema è la dignità professionale dei giornalisti. Quella stessa dignità rivendicata nei convegni (anche sindacali) e calpestata nelle redazioni. Diamoci una regolata.
Sono d’accordo con @mattiaq e la sua teoria del meme. E’ solo superficialità e sciatteria. Faccio un esempio: una notizia viene pubblicata dall’Ansa nel pomeriggio e viene completamente ignorata dal caposervizio. Prima del tg si telefona alle redazioni dei quotidiani locali per avere i titoli di apertura, da mettere nella rassegna stampa. A quel punto si scopre che uno dei giornali apre
proprio con quella notizia, ignorata fino a quel momento. La notizia diventa immediatamente importante e degna di aprire il telegiornale, ovviamente senza la possibilità di verificare o di approfondire.
Allora, è vero che la politica - come dice @Nathan - cerca di propinare (o propalare, come dice il premier) le notizie meno fastidiose per coprire quelle più scomode. Ma nella maggior parte dei casi, le notizie scomode vengono ignorate dai giornalisti solo per spirito di emulazione, anche da parte di chi non ha nessuna intenzione di censurare. Poi c’è anche chi le ignora in malafede, intendiamoci.
Beh, poi che Cesare Romiti dia lezioni di giornalismo mi sembra veramente il colmo!
Sulla necessità che i giornalisti riacquistino una dignità, sono perfettamente d’accordo con @radiopalomar.
Disclaimer: quello della notizia ignorata e poi messa in apertura di Tg è solo un esempio teorico. Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale.
La rete è un’oasi felice dove l’informazione è democratica, o pià democratica che altrove, ma certo al di fuori della rete l’emergenza c’è. Speriamo le informazioni in rete aumentino!
X Sir Drake, scusami se aggiungo una cosa un po’ OT, ma colgo anche l’occasione per dirti che abbiamo raccolto il tuo indirizzo in Mappa Democratica, una raccolta di siti web che consideriamo interessati al Partito Democratico. Mappa Democratica è un’iniziativa patrocinata dal Circolo on-line del PD “Barack Obama” ed è aperta a tutta la rete democratica presente nel web. Vieni a farci visita!
http://mappademocratica.net
Lascia un commento