Il nostro Presidente del Consiglio oggi ha ricordato a tutti qual è la nuova emergenza nazionale: la pubblicazione delle intercettazioni.
I mafiosi vengono scarcerati dopo una condanna?
I processi cadono in prescrizione?
Ancora non sono stati svelati i tanti misteri italiani?
Ecco finalmente la causa: la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche da parte dei giornalisti.
Cinque anni di carcere. Questa è la giusta punizione per chi si ostina a voler "propalare" notizie assolutamente irrilevanti.
Tipo il colloquio tra un dirigente della Rai e un Presidente del Consiglio; oppure le telefonate tra un dirigente sportivo che cerca di truccare le partite dello sport più amato dagli italiani; o ancora le amichevoli chiacchierate tra leader politici che si spartiscono poltrone e incarichi di potere.
Che diamine, basta con questa violazione della privacy!
Fatevi i fatti vostri!
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7 commenti a "In prigione, in prigione!"
Non vi è dubbio che certe volte si abusa delle intercettazioni, esse devono essere finalizzate esclusivamente per la ricerca di prove quando si ha sentore di violazioni di leggi o quando servono per produrre prove in qualsiasi procedimento penale.
E’ logico che dei tabulati e delle trascrizioni non si debba far scempio della vita privata degli intercettati, ma Berlusconi non ha a cuore fini nobili, lui vorrebbe eliminare questa pratica per ben altri motivi…. che con la privacy non c’entrano un bel nulla.
Per me è una bella porcata.
Ma a volte si esagera col voyerismo mediatico….
adesso spero solo che silvietto una volta sistemate le ultime cosine che gli mancano (tipo rete4, milan, ecc.) possa dedicarsi un pò all’italia.
La cosa che mi ha colpito di più è stato vedere tutta la platea dei giovani industriali spellarsi le mani dopo questo annuncio, molto più di quelli fatti prima che riguardavano direttamente l’economia. Io sono convinto che alla maggior parte della gente delle intercettazioni non freghi niente; un po’ perché dubito siano stati toccati in prima persona, un po’ perché, privacy a parte, se uno ha poco o niente da nascondere, credo faccia poca differenza. A me sembra che togliere uno strumento così, che è stato anche utilizzato in maniera impropria, ma comunque ha portato risultati anche oltre quei reati per cui rimarrà disponibile, sia un modo come un altro di indebolire pian piano la magistratura.
quoto in pieno il Signor Ponza
Condordo anche io con il @SignorPonza e ricordo solo un episodio:
quando il governo Prodi varò un pacchetto sicurezza sul lavoro, gli industriali protestarono per le sanzioni nei confronti di chi viola la legge, provocando la morte dei lavoratori.
Però si spellano le mani ad applaudire se le sanzioni si applicano nei confronti dei lavoratori, dei magistrati e dei giornalisti.
Chi si fa i fatti suoi campa 100 anni. Mane varrà la pena?
grave problema quello dello intercettazioni, sentito da molti come fatto urgentissimo da risolvere. Interessa ben un migliaio di persone in Italia, che così si sentono più tranquille.
D’altronde se vuole durare a lungo questo governo deve mettere al riparo i suoi personaggi
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