La sua prima apparizione il "daje" l’ha fatta nell’ultimo video di Diego, poi è diventato il tormenone del Materacamp.
L’ideologo del "dajismo", Antonio Sofi ha iniziato a definirne i contorni e la prospettiva ideale.
Da quel momento è stato un crescendo inarrestabile: su Facebook è partita la Fondazione Daje, poi c’è stato il primo incontro pubblico e infine la consacrazione su La Repubblica, con l’articolo di domenica scorsa, a pagina 11.
 

E’ un gioco goliardico, o una cosa seria? Il dubbio ronza in testa a più di qualcuno. Chissà.
Ma intanto, l’articolo di Repubblica non è sfuggito all’apparato di un Partito Democratico, che ancora non sembra aver capito perchè ha perso le elezioni e - tantomeno - come vincere le prossime.
Mi ha sorpreso la reazione di Gianni Cuperlo, che era stato pure indicato da Diego - nella sua ospitata a Matrix - tra i giovani dirigenti che potrebbero guidare il partito verso nuovi successi.
In un passaggio del post scritto oggi - al secondo capoverso - il buon Gianni (che fu anche il mio ultimo segretario nazionale della Fgci) liquida con una battuta quello che Repubblica chiama "fenomeno".
Non capisco, francamente, perchè un giovane dirigente di partito non senta il bisogno di ragionare un po’ su questa voglia di partecipazione delle persone. Che è diversa dalla protesta "vaffanculista" alla Grillo, che non pensa di risolvere i suoi problemi in maniera con spranghe e bastoni, che non si rifugia nel comodo astensionismo.
No, il "popolo" della Fondazione Daje - in gran parte - ha votato Veltroni e continua ad aspettarsi da questo Partito Democratico un po’ di risposte chiare. Vorrebbe  dei dirigenti che - quelle poche volte che si trovano in strada, tra la gente - si fermassero ad ascoltarla, invece di andare a cercare i fotografi e le telecamere, come ha fatto Rutelli in visita nel mercato di via Orvieto a Roma (lo ha documentato Diego in un video presentato in anteprima nella Daje Night).
Invece niente. Arrivano gli sberleffi, al massimo una pacca sulla spalla ("Zoro - alias Diego Bianchi - l’autore di un blog strepitoso e di una serie di filmati assai divertenti sul Pd").
Come a dire: si è un bravo ragazzo, ma lui gioca. Noi facciamo politica.
E poco importa se anche uno come Mattia (altro ex fgci, che invece di farsi trovare un lavoro dal partito ha preferito andare avanti con le sue forze) scrive nei commenti di Cuperlo: "per quanto riguarda la critica di Diego, era chiaro che le tue fossero solo delle battute, ma andando oltre alle battute puoi raccontarci qui sul blog cosa intendi fare per superare questa situazione? Diego qualcosa sta smuovendo, io sono scettico, ma almeno qualcosa fa. Tu cosa pensi di fare"?
Ecco, bella domanda. Voi che fate la politica sul serio, cosa pensate di fare?

"Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossìa,
però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi:
vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso".
F. Guccini - L’Avvelenata