Credo che sia il post più lungo che abbia scritto finora, però il tema non si può liquidare in poche righe.
Riprendo una discussione aperta e interrotta al PiùBlogCamp di Roma, agli inizi di Dicembre.
Per chi non l’avesse seguita, si parlava di rapporto tra blog e giornali, anzi tra blogger e giornalisti.
Il tema era stato proposto da Claudio (se volete, ci sono le slide), che rifletteva sul rapporto tra blog e media tradizionali. E diceva:
- I blog affiancano i media tradizionali. I media tradizionali sfruttano i blog come fonte di notizie.
- I blog creano contenuti, colmando un vuoto nell’informazione. I media tradizionali parlano dei blog solo per fare sensazionalismo.
Contestai a Claudio queste tesi, sostenendo che in realtà – a parte qualche rara eccezione – i giornalisti ignorano completamente cosa sia un blog, il web 2.0, il social network. Altro che copiare!
La brusca interruzione del dibattito - che aveva coinvolto anche Maxime, Jtheo, Kiro e Markingegno – mi fece passare per un giornalista conservatore che si oppone alla modernizzazione introdotta dai blog nel panorama informativo.
In realtà, chi mi conosce sa bene che le novità non mi spaventano.
Nel 1997 ho fondato un giornale telematico (non lo guardate perché sono anni che non lo curo più) scritto esclusivamente per il web, quando al massimo esistevano le copie telematiche dei quotidiani cartacei.
Da qualche mese ho deciso di aprire un blog (grazie Stefano per averlo evidenziato), perché mi sembra
uno strumento utile per un giornalista e perché credo che i giornalisti abbiano il dovere di conoscere, comprendere e saper gestire i nuovi strumenti della comunicazione. Altrimenti rischiano di diventare inutili.
Qui non si tratta di stabilire se informano meglio i blog o i media tradizionali. Si tratta semplicemente di strumenti diversi, come sono diversi i giornali, la radio, la televisione.
La differenza la fa il mezzo (dal punto di vista tecnico) e la fa chi lo usa (dal punto di vista qualitativo).
E chi cerca di affermare la supremazia di un mezzo sull’altro - lo abbiamo visto nei giorni scorsi con il presunto sorpasso, poi smentito, di internet sulla televisione - lo fa solo per interessi economici: chi vuole investire sul web deve convincere tutti che il web è il mezzo più seguito.
Come giornalista, piuttosto, mi pongo un quesito: come posso utilizzare questi nuovi strumenti, per migliorare la qualità dell’informazione?
Qualche giorno fa, Mario Tedeschini Lalli metteva in evidenza come Repubblica.it abbia aggiornato i lettori in tempo reale sull’esito delle elezioni primarie nello stato americano dell’Iowa.
E sullo stesso argomento - leggo su SpinDoc - l’informazione in tempo reale c’è stata anche grazie a Twitter.
Lo stesso mezzo (il web) è stato utilizzato per informare sullo stesso argomento, in maniera diversa, da giornalisti e non-giornalisti, che hanno fornito informazioni diverse, ma non in contrapposizione tra loro.
Allora, senza dilungarmi troppo, voglio dire che giornalisti e blogger (sempre che si voglia riconoscere l’esistenza di questa categoria, ma lo faccio per esigenza di sintesi, sfidando le ire dei mieimaestri), possono svolgere un ruolo importante nel panorama informativo, ognuno con un ruolo diverso.
A condizione che i primi imparino a conoscere i nuovi mezzi che hanno a disposizione. Ma per questo servirà una grande opera di alfabetizzazione, perche’, come dice il giornalista americano Howard Owens (che scopro sempre grazie a Mario Tedeschini Lalli), la maggior parte dei giornalisti evita "di toccare internet, se non per qualche email, una ricerca su Google di tanto in tanto e non sia mai che clicchino su un link a Wikipedia". Dall’altra parte, sarebbe auspicabile la nascita di tanti blog di qualità, ricchi di contenuti, che anche i
giornalisti possano utilizzare come fonte di informazione (sempre citando la fonte, ovviamente).
Non mi voglio arrogare il diritto di dire come deve essere fatto un blog. In questo ha ragione Catepol. Ognuno scrive quello che vuole sul proprio blog.
Però poi dobbiamo renderci conto - buttando l’occhio ogni giorno sui temi trattati nella blogosfera - che si parla quasi sempre di questioni tecniche (e su quelle non metto bocca, perchè ho la mia consulente), oppure di temi ripresi dalla stampa nazionale. Raramente ci sono novità.
Mi piacerebbe - e credo che ci siano le potenzialità per farlo - che dai blog arrivasse, invece, una ventata di innovazione e di creatività, in un sistema dell’informazione oggi troppo ingessato. Se avete voglia, il dibattito è aperto.
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20 commenti a "Blog e old media. E l’innovazione?"
era ora di leggere il post…
il discorso non fa una grinza…
io penso che se ognuno di noi, facendo quello che vuole col suo blog, cominciasse a scrivere approfondimenti e notizie riguardanti anche solo una specifica passione personale…sai quante novità avremmo ogni giorno nella blogosfera?
E non ci sarebbe bisogno di scopiazzare dalla stampa nazionale, anzi la stampa nazionale saprebbe dove andare a raccogliere aggiornamenti di specifici argomenti senza perdersi nel mare magnim di internet…
Utopia…
Ok il blog, ok il citizen journalism, ok tutto, ma… la funzione sociale del giornalista non è surrogabile. Ordine o non ordine.
Credo che con i blog, come con i media tradizionali, conti la credibilità. Io vengo qui e ti leggo perchè mi fido di te (..già, pur conoscendoti), ormai la distinzione chiave non è blog o giornale, è chi dice la verità e chi no..
Vero o non vero tutto è memoria.
Vero. È la reputazione che fa la differenza. Ma la reputazione è il prodotto dell’esperienza personale. Ecco che torniamo alla funzione “notarile” del professionista dell’informazione che seleziona, verifica, ordina i fatti per dare una rappresentazione tendenzialmente completa della realtà. Una rappresentazione parziale, certo, ma pur sempre ancorata a regole “produttive” che sono socialmente riconosciute. I blog, oltre ad essere una vasca di fermentazione dell’opinione pubblica, sono anche possibili fonti di informazione (e di manipolazione), a patto di verificarne l’attendibilità. E chi può farlo se non un giornalista? Il cittadino medio, invece, non possiede gli strumenti della verifica e tende a prendere per oro colato ciò che gli pare verosimile al momento. E questo costituisce un problema di credibilità difficilmente arginabile.
P.S. Grillo che non si fa intervistare è il rifiuto della verifica e, insieme, l’idea che la blogosfera possa prescindere dalla certificazione dell’informazione. Della serie io sono il verbo punto e basta. Le conseguenze nefaste che ne potrebbero derivare sono evidenti.
E’ vero, Alfredo con Graffitinews, fu un antesignano della informazione sul web! Forse fu il primo giornalista lucano a cimentarsi con le nuove frontiere della comunicazione.
E’ evidente che l’informazione tradizionale non sarà mai soppiantata dai blog, anche se gestiti da giornalisti professionisti; si può parlare di integrazione e di interattività in quanto sui blog si può dibattere, discutere e magari pure litigare intorno alle news.
Secondo me l’informazione deve imparare a convivere con il sempre più impetuoso mondo dei blog.
Un ottimo post! Anch’io concordo con l’affermazione di Catepol circa la libertà di scrivere ciò che si vuole sul proprio diario.
Un blog informa i blogger
Riferisce non fatti ma opinioni (o al massimo notizie di corridoio in leggera anteprima)
Non ha un editore né stipendi quindi non ha doveri di nessun tipo
Gli stessi blogger hanno sotto sotto ancora il culto della carta stampata come mezzo di informazione superiore
Per queste ragioni il sorpasso non è ancora possibile e non perché il mezzo non abbia potenzialità grandissime
Blog e stampa sono due mezzi diversi che rispondono ad esigenze diverse, il sorpasso a cui si riferisce Sirdrake non è quello degli uni nei confronti degli altri.
E’ nella dialettica secondo me che si puo’ sviluppare il miglior servizio per il lettore/cittadino. Ma fino ad ora la stampa, o almeno alcuni giornalisti, si sono rifiutati di accettare il confronto, per paura (di perdere prestigio e status sociale) per ignoranza (mancanza di conoscenza) o per chiusura mentale e mancanza di umilta’.
Lode a chi, come Sirdrake non ha ficcato la testa sotto la sabbia e anzi sta sfruttando le possibilita’ a sua disposizione.
Secondo me hai centrato perfettamente il problema: molti giornalisti non sanno o non vogliono conoscere Internet. Lo usano solo per ricerche o per leggere l’ansa. In prima persona è difficile che si buttino (tu e molti altri ovviamente siete un’eccezione!
Ma il problema non è solo dei giornalisti, ma di buona parte della popolazione che non sente ancora il bisogno di Internet e delle facilità che può portare alla vita di tutti i giorni. Ho fatto la tesi su questo e in seduta di laurea, dopo tutta una premessa particolare e nessuno dei professori che c’era capiva un’acca di cosa fosse il digital divide e della storia di Internet.
Io credo che bisogni cominciare dal basso, dall’alfabetizzazione come hai detto tu, solo in questo modo anche i blog potranno rappresentare informazione.
SOstanzialmente sono d’accordo… Anche se non capisco da quali fonti deduci l’incapacità dei giornalisti in rapporto alla rete. Sicuramente la redazione Rai della BAsilicata è abbastanza ricca di “capelli bianchi” che non sanno usare internet ( e mi pare che anche tu lo hai sputtanato qualche settimana fa)… ma dalla Basilicata al mondo ne passa…
E se facessimo decidere alla storia??? I blog continuano a vivere, i giornali e le televisioni pure. Uno dei due vincerà….
Perchè farne un discorso quasi etico???
Qualche risposta…
@Catepol credo che ormai ci sia un po’ di confusione su cosa si un blog, anche nella cosiddetta blogosfera. Io leggo tanti blog diversi, per tante ragioni diverse: per divertirmi, per scoprire curiosità, per capire meglio gli aspetti tecnici della rete, per sapere come stanno i miei amici, per informarmi su temi che non conosco.
E’ ancora un po’ presto, secondo me, considerare il blog come un mezzo di informazione. Occasionalmente può essere considerato una fonte, se pubblica qualcosa di originale e interessante (il concetto di “interesse”, lo intendo come quello di “notiziabilità”).
@Stellavale certo, la credibilità dovrebbe essere il presupposto dell’informazione e di chi fa informazione. Oggi purtroppo non è sempre così.
@Radiopalomar siamo d’accordo. Il ruolo del giornalista lo rivendico. Non per una difesa corporativa, ma perchè il giornalista, come qualsiasi altro professionista, ha le competenze tecniche e deontologiche per trattare la notizia. Io posso capire qualcosa di cinema, ma non mi metto a fare il regista, anche se ho una videocamera e un programma di montaggio. Allo stesso modo, non basta una tastiera e uno spazio per pubblicare per diventare giornalisti. Detto questo, chi fa il nostro mestiere ha il dovere di confrontarsi con questi nuovo mezzi, proprio per non far passare l’idea (oggi molto diffusa) che i giornalisti - nell’era di internet - non servano più a nulla.
Continuo a credere che la stampa svolga (dovrebbe svolgere) una funzione di controllo del potere, che è una garanzia democratica per tutti. (su Grillo siamo d’accordo e ne ho parlato qualche giorno fa).
@Astronik anche a me piace molto l’idea di una blogosfera che funzioni come una piazza virtuale, del blog come luogo di confronto di idee.
@Melandroweb bella anche l’immagine di un luogo in cui conservare la memoria.
@Iena si, le differenze tra blogger e giornalisti sono anche queste.
@Markingegno grazie per i complimenti e queste pagine saranno sempre aperte al confronto, senza pregiudizi.
@Allerim è vero quello che dici rispetto alla diffusione di internet, non è solo un problema dei giornalisti, ma dell’intera società e chi spara cifre improbabili lo fa solo per vendere qualche prodotto. In Italia l’uso delle nuove tecnologie è ancora molto limitato. Che i giornalisti non cerchino di colmare il divario lo ritengo ancor più grave, visto che per mestiere devono comunicare.
@Pinosuriano non lo dico io che i giornalisti conoscono e usano poco la rete, lo dice Howard Owens, a proposito dei giornalisti americani. Possiamo anche illuderci, ma non credo che i giornalisti italiani siano più tecnologici di quelli Americani.
Non ne faccio un discorso etico, ma solo una riflessione sui cambiamenti della mia professione.
Soltanto una precisazione per Allerim: difficile che un giornalista “tradizionale” vada su internet per leggere l’Ansa: il notiziario Ansa diffuso su internet è soltanto una minima parte di quello diffuso agli abbonati (e quasi tutti i giornali, le radio e le tv sono abbonati)
Hai ragione cfdp, mi era sfuggito questo particolare.
La blogosfera è un’appendice del reale. E come tale rientra di diritto nella rappresentazione che ne fa il giornalista.
certamente è anche un fatto di generazione. tranquilli! ne sta arrivando una che non sa ancora che cosa sono i giornali ma sa tutto di navigazione. tra dieci anni magari vi ritroverete a discutere del problema contrario.
Che bello!!!
Bene! Io arrivo sempre in ritardo!
Perdona il fuori tema!
Auguriii!
Un abbraccio,
Rosa
Di blog di qualità ne esistono, eccome.
Certo non coprono ogni tema del panorama dell’informazione, ma molti potrebbero essere presi come riferimento anche per il giornalismo tradizionale.
Alcuni giornali iniziano a sperimentare un’unica redazione (online + carta) il che porta a confrontarsi con l’informazione in Rete, tra cui anche i blog. Altri chiamano blogger a scrivere notizie per il cartaceo.
Ho l’impressione, e mi piacerebbe essere smentito, che troppe volte si guarda la forma della notizia e non la sostanza.
A me questa teoria del confronto con i blog genera qualche perplessità. Se confronto vuol dire citare qualche blog influente in un articolo, beh, non mi pare un grande progresso. Cerchiamo di chiarire questo punto sennò giriamo a vuoto. Per me il blog è, in certe condizioni, una fonte, così come può esserlo un comunicato stampa. E va sottoposto alla medesima procedura di verifica. Il blog non ha più autorevolezza solo perché è un blog.
un blog è più autorevole di un giornale? mah! l’autorevolezza si costruisce a fatica, con gli anni, con dimostrazioni anche di obiettività, onestà intellettuale e non penso proprio che i blogger ne siano i paladini. anzi vedo che ci sono più che altro rivendicazioni di libertà di espressioni soggettivistiche o meglio di impressioni… è questo forse che distingue un blog da un giornale
in sostanza un giornalista può avere un blog e scriverci. uno che ha un blog e ci scrive non è automaticamente un giornalista. diciamo che hanno entrambi un atteggiamento intellettuale nei confronti delle cose, ma io ci vedo molta differenza tra i due anche se i due ruoli possono coesistere nella stessa persona. che poi un blog si diverta a fare il giornalista dilettante sui giornali lo può anche fare, la gavetta l’hanno fatta tutti. o no?
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