Oggi in Italia sono morti quattro operai.
In Piemonte, a Venezia, a Roma e alla Fiat di Melfi, in Basilicata.
Tutti pronti con la nuova ondata di indignazione?
Tranquilli, tanto dura poco.
p.s. Non ho fatto in tempo a postare che i morti sono diventati cinque.
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12 commenti a "LUTTO"
purtroppo sale a 5 la triste conta…
…Lord
Hai ragione …Lord.
Avevo già scritto il p.s. ma poi sono uscito senza inviarlo.
Già sono cinque e uno aveva solo 22 anni.
Alfredo leggere queste cose. mi provoca rabbia. Passati questi giorni prima di riparlarne arriveremo alla prossima “vittima” non è possibile. Ci sono “leggi solo di carta” per chi si “distrugge” si consuma per arrivare a fine mese.. 2 parole orribile , vergognoso…non si può morire lavorando. La “quotidianità” nel presente sembra ripercorrere vecchie pagine di storia che rivivono nelle cronache dei TG, nel silenzio di chi sa; nei volti e nelle storie di quanti ”vivono” come coprotagonisti, protagonisti queste “tristorribili”storie di oggi
Ciacchiericcia
cavoli
scusate chiachiericcia
Terribile, una anche da noi a Venezia.
Oltre l’indignazioen non si fa nulla. Saltano i controlli. I controllori sono in cricca con i controllati.
Le leggi ci sono, nessuno le rispetta e continua a a farla franca.
Siamo alle solite. Ora avremo, probabilmente, parole di indignazione, come hai giustamente sottolineato tu, che dureranno l’arco di qualche ora. Poi, il bollettino di guerra dei morti sul lavoro, continuerà ad aggiornarsi, qualcuno continuerà a denunciare una anomalia abnorme sulla sicurezza e…. non se ne farà nulla. Purtroppo, il passare dalle parole ai fatti, su questo argomento in particolare, è una parete rocciosa di sesto grado da affrontare a mani nude. E non vedo un Manolo, in giro, in grado di superarla!
Nathan 2000
Lo pseudo sarcasmo finto snob che si dimostra di fronte la morte non è meno peggio delle finte indignazioni politico / sindacali di un problema grave.
Meno farfugliamenti e più soluzioni. O se serve lotta, almeno si morirà da uomini liberi…
Caro Davidonzo, il sarcasmo (non capisco dove sia lo snobismo) per me è un modo di lottare.
Visto che sono culturalmente nonviolento e profondamente contario alla lotta armata, credo che ci rimangano solo le parole per denunciare.
Io posso fare la mia parte con il mio lavoro, ma devo dire che mi sorprende scoprire che nella blogosfera questa tragedia sia passata praticamente sotto silenzio.
Ho dato un’occhiata agli argomenti che secondo BlogBabel sono i più gettonati del momento e le morti sul lavoro non ci sono.
Davidonzo, se tu hai soluzioni praticabili siamo qui per ascoltare.
Io è meglio che non parlo sennò… Dico solo che le chiacchiere stanno a zero e che questo rosario di morti ammazzati è figlio della illegalità diffusa e di una strana concezione del calcolo delle probabilità. Ci vorrebbe il silenzio. E invece tutti parlano e s’indignano, parlano e s’indignano. Fino al prossimo morto ammazzato.
@radiopalomar
Secondo me non ci vorrebbe il silenzio. Ci vorrebbe il rispetto delle regole.
Non voglio essere polemico, ma anche i sindacati dovrebbero vigilare di più sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Non dimentichiamo che, in ogni azienda, il responsabile della sicurezza è un lavoratore.
Allora, o si fa finta di non vedere cio’ che non funziona, oppure non si parla per paura di perdere il posto.
In entrambi i casi il sindacato ha il dovere di intervenire!
Non voglio accusare il sindacato delle morti sul lavoro, ci mancherebbe.
Ma partendo dal presupposto che molti imprenditori (non tutti, molti) pensano solo al profitto, ai lavoratori resta solo la speranza di essere difesi dal sindacato.
Sono d’accordo. Però, ci vengano risparmiate certe passerelle al fotofinish…
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