Non mi sembrava carino continuare a scambiarci gli auguri nel post dedicato alle morti sul lavoro.
Così ne pubblico uno apposta, per ringraziare tutti e ricambiare con l’augurio di un buon 2008.
Per il nuovo anno avrei tanti desideri e sogni da realizzare, per me e Mariangela, per la mia famiglia, per i miei amici.
Ce la farò?

Andrà lontano?
Farà fortuna?
Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo?
Noi non lo sappiamo, perché egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno.
Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: buon viaggio!

Gianni Rodari, Il giovane gambero


felicità
Auguri a tutti i miei compagni di viaggio!




Sempre a proposito di incidenti mortali sul lavoro, propongo anche qui la vignetta pubblicata da Giulio Laurenzi sul Quotidiano della Basilicata.

morti bianche





Oggi i dirigenti dello stabilimento Fiat di Melfi erano stati convocati in Prefettura a Potenza, dal sottosegretario alla salute Giampaolo Patta.
L’illuso voleva che firmassero - insieme a sindacati, confindustria e enti locali - un protocollo d’intesa per prevenire gli infortuni sul lavoro.
Ma gli uomini della Fiat sono passati in Prefettura a salutare - tanto per non sembrare sgarbati - e poi hanno detto che a quel tavolo non si sarebbero seduti.
Come mai?
Perchè le decisioni su materie tanto delicate - hanno spiegato - le prendono i dirigenti della casa-madre, quelli che stanno a Torino.
In fondo, ieri pomeriggio, è morto solo un operaio in casa loro.
Dopo questo fastidio, non potevano certo scomodarsi per andare a Potenza a parlare di sicurezza sul lavoro.
Però hanno precisato che a loro, la sicurezza sul lavoro, sta molto a cuore.

E scusate se questo sarcasmo non cambierà nulla, ma non posso fare altro.





Oggi in Italia sono morti quattro operai.
In Piemonte, a Venezia, a Roma e alla Fiat di Melfi, in Basilicata.
Tutti pronti con la nuova ondata di indignazione?
Tranquilli, tanto dura poco.

p.s. Non ho fatto in tempo a postare che i morti sono diventati cinque.





Poche righe per segnalare il blog di una mia amica molto speciale.
Non so se in rete si era mai vista una cosa del genere.
Però mi piace molto.
In bocca al lupo… no… forse era meglio dire altro…





Se io faccio una giornata di sciopero la pago con il mio stipendio (come lavoratore).
Se un camionista fa una giornata di sciopero la pago con il mio stipendio (come consumatore).

C’è qualcosa che non quadra.
 





Per noi - abituati a comprare la carne macellata il giorno prima, la frutta e le verdure appena raccolte, le mozzarelle appena impastate - è abbastanza sconvolgente scoprire che a Roma sono praticamente scomparse le macellerie e le frutterie!

"Escuse moi! Noios volevom savuar l’indiriss de la macellerì…".





Sono ancora a Roma per ragioni poco piacevoli e nel fine settimana ho cercato di tirarmi un po’ su il morale partecipando al "PiùBlogCamp", al Palazzo dei Congressi nell’ambito della fiera della piccola e media editoria "Più Libri Più Liberi".

badgeNon mi dilungo molto anche perchè dovrò fare una faticaccia a inserire un po’ di link, di un po’ di amici vecchi, nuovi e usati (sarebbero quelli che conoscevo solo in rete ma che non avevo mai visto in faccia).
Sono arrivato al Palacongressi venerdì, perchè avevo letto sul programma che c’era un dibattito al quale partecipava Diego. Non che l’argomento mi appassionasse più di tanto - si parlava di blog a ruota libera - ma devo dire che Sofi lo ha condotto meglio di Bruno Vespa (dai scherzo Anto’, lo hai condotto MOLTO meglio di Bruno Vespa) e poi Zoro è sempre un mito (o un genio?).

In ogni caso, l’iniziativa mi ha introdotto nell’atmosfera del mio primo BarCamp da blogger (quello di Matera lo avevo seguito da giornalista).
Sabato c’è stata la cena nella quale sono stato molto poco "social", anche perchè negli ultimi venti anni con Diego ci siamo visti tre o quattro volte e sempre per poche ore, quindi avevamo qualcosa da raccontarci e - soprattutto - lui che è il mio maestro, doveva spiegarmi bene i meccanismi di un BarCamp.
Nonostante tutto, ho conosciuto tre dolci pulzelle che avevo solo incontrato di sfuggita in rete (le avevo solo viste nominare da qualcuno su Twitter): Mae, Svaroschi e Pm10.
Molto simpatiche ma non pensate a male, perchè accanto a me c’era anche Mariangela!
A cena ho conosciuto anche Andrea Beggi (nuovo), Stefigno (usato) e Maxime (usato).
Tra i tavoli si aggiravano tre loschi figuri (cosa ben diversa dalle tre dolci pulzelle) armati di cannoni, uno di videocamera e tanti altri con una miriade di fotocamerine e videotelefonini.
Se avete qualche ora da perdere è tutto su Flickr.
Dopo questa cena, purtroppo c’è stato il forfait di Monica che questa trasferta a Roma l’aveva programmata da un mese. Si è beccata la terribile influenza calabro-lucana, che ha tenuto a casa anche qualcun altro.

La domenica c’è stato blog e giornalistiil BarCamp vero e proprio e l’unico momento in cui il dibattito si è vivacizzato è stato dopo l’intervento di Claudio, a proposito del rapporto tra blog e giornalismo, anzi tra blog e giornalisti.
E’ stato l’unico confronto vero della giornata e la parte conclusiva l’ha messa in rete Manfrys (il mio supporto tecnico online, anche lui amico stra-usato).
Il tema era interessante e Claudio ha proposto spunti interessanti (anche se non li condivido), ma il dibattito è stato troncato sul nascere.
Sull’argomento avrei molte cose da aggiungere, ma magari lo farò domani, appena mi sarò ripreso da questa sbornia di link.
Di queste giornate mi restano tanti amici, oltre a quelli già citati. Tra i nuovi, ricordo: Jtheo, Kiro e
Markingegno  che - se non sbaglio i nomi - hanno continuato a discutere con me di giornalismo anche dopo l’interruzione; Francesca, Stefano Epifani, Fabio, i due Googolisti con i quali non ho scambiato neanche una parola ma solo un paio di sorrisi; Eddypedro e Tom maso.

appuntiTra gli amici usati: ho visto in faccia Dario, che dal suo avatar sembra molto più grande (non dico vecchio per non danneggiarmi troppo) e Luca (conosciuto by Twitter ma con un blog, per me, incomprensibile).
A questo punto ho perso ogni facoltà mentale e chiedo scusa per le dimenticanze.
So che Zoro mi insulterà molto per questo post, ma ora è in Francia e forse avrà di meglio da fare che leggere il mio blog.

Le foto sono di …Lord Zarcon e Manfrys




hugNon sto passando un bel momento.
Spero finisca presto e nel migliore dei modi.
Nel frattempo voglio ricambiare l’abbraccio forte di chi mi sta facendo sentire il suo affetto.
La rete è veramente una bella cosa: ci si conosce per caso e senza neanche guardardarsi in faccia si stabiliscono legami di amicizia, forti come difficilmente se ne riescono a costruire nella vita di tutti i giorni.
Forse perchè in rete ci si sceglie, si seleziona - tra i tanti - chi ha più affinità con il nostro modo di essere.
Ma non voglio lanciarmi in letture sociologiche da quattro soldi.
Voglio solo ringraziare chi mi sta facendo sentire un po’ più forte, in questi giorni difficili.
Un abbraccio forte a Monica, Elena, Giuseppe, Lucia e Caterina.

piublogcampCi sono altri amici che ho incontrato qui tra i fili della ragnatela, molti dei quali non ho ancora conosciuto di persona. Non so se ci saranno tutti, ma spero di conoscerli sabato sera alla cena o domenica mattina al PiùBlogCamp di Roma.
In realtà non sono neanche troppo sicuro di esserci. Farò di tutto.





Alessandro è un ragazzo di 24 anni, laureato, ma senza un lavoro stabile.
Ha aperto un blog per raccontare la sua vita da precario e per condividere le sue esperienze con chi si trova nella stessa condizione.
Tra gli altri, all’appello di Alessandro ha risposto Erica, una ragazza di 27 anni che racconta le umiliazioni subite.
Sul blog di Alessandro la trovate integrale, qui sotto ve la sintetizzo un po’.

schiavi2"Ciao Alessandro, ti scrivo perche’ anch’io mi sento parte di questa vita traballante e ho sentito in prima persona che ad un certo punto l’Italia quasi mi crollava addosso.
Ho vissuto in tanti paesi europei, studiato e lavorato, e adesso lavoro a Cork, in Irlanda. (…)

Ho lavorato in provincia di Ravenna come animatrice per tre mesi, 10 ore al giorno. Sono caduta nelle mani di un’agenzia fantasma chiamata I.P. e non ho visto un centesimo del mio stipendio. (…)

Stavo avendo un esaurimento nervoso da stress e nervoso. Alla fine, con 1000 euro in banca, sono partita per la Spagna…
Dopo un po’ di mesi in cui mando curriculum a destra e a manca, mi arriva una proposta di lavoro (…) mia madre mi ci ha buttata dentro, era troppo felice che mi avessero risposto e cosi, per fare contenta lei, ho accettato di tornare di nuovo in Italia e fare il colloquio a Genova per lavorare come Tour Escort, responsabile escursioni.
Tutte le spese per i colloqui fittizi sono state a mio carico, ho dovuto pagare da me anche il corso BST (primo soccorso) e divisa, costi che mi furono detratti dal mio primo gia’ misero stipendio.
Contratto stipulato: 11 ore al giorno, contratto di 5 mesi, 900 euro netti al mese. (…)

Durante quei 3 mesi ho vissuto tutti i peggiori soprusi che si possano subire nel peggior ambiente di lavoro. (…)

Mi ricordo che un giorno ero dilaniata, dormivo da non so quante settimane max 4 ore a notte, eravamo tornati dai fiordi, eravamo in Spagna.
Ero morta. Mi era venuto il ciclo e stavo per svenire in ufficio dalla fatica e dalla stanchezza.
P. mi dice "devi andare a fare l’escursione in bicicletta, il giro di Barcellona, perche’ ci manca una guida tedesca, cosi puoi tradurre tu per tutti i gruppi, ci saranno italiani, francesi e tedeschi".
Io gli dico "per favore, risparmiami questa cosa. Sto male, ho le mie cose ed e’ troppo pesante, sto svenendo. Per piacere, dammi un’altra escursione".
Lui mi dice "o ci vai tu, o ci va Martina", la mia dolcissima e adorata compagna di stanza, che era ammalata con l’otite a letto.
Gli dico "Lo sai che Martina e’ ammalata".
Lui "o tu o Martina".
Ci sono dovuta andare io. Ci sono andata con la diplomazia, poi ho fattoschiavi1 sciopero. (…)
Gli ho telefonato, perche’ lui è l’incarnazione del diavolo e non mi andava di guardare quello schifo d’uomo negli occhi, e poi con le arpie dell’ufficio, avevo paura che mi avrebbero mangiata, cosi l’ho chiamato dalla mia cabina. (…)
Ho affrontato l’orco. Gli ho detto che io del suo potere me ne strafregavo, ero stanca e dovevo dormire. Il giorno dopo ho preso lettino, asciugamano e sono andata a dormire il giorno intero sotto il sole sul ponte, da sola e in mezzo all’oceano".