Giovanni ragiona sui recenti fatti di cronaca e sui rischi di atteggiamenti xenofobi e razzistici che potrebbero diffondersi (o si stanno già diffondendo) nel nostro Paese.
Leonardo, ci ricorda alcuni recenti crimini, sottolineando che i responsabili (o presunti tali) sono tutti italiani.
Ivan invece ricorda che un mese fa un italiano condannato per stupro, ottenne le attenuanti per "le particolari impronte culturali ed etniche”. Era di origini sarde.

Ieri riflettevo con Mariangela su quello che sta succedendo in bambina straziiquesti giorni e mi è venuto in mente uno spettacolo, messo in scena qualche tempo fa da L’Albero di Minerva.
Uno spettacolo molto bello che raccontava una storia molto triste: quella dei copii strazii.
I copii strazii sono i ragazzi di strada di Bucarest.
Quelli che - dopo la fine della dittatura di Ceausescu, nel 1989 - sono stati abbandonati dalle tante famiglie rumene ridotte in miseria.

Bambini - tra i 4 e i 20 anni - che hanno trovato rifugio nelle fogne di Bucarest, facendole diventare la loro casa.
Furti, droga, prostituzione, malattie veneree, aids: questa è l’infanzia che hanno conosciuto.
Oggi, chi di loro è riuscito a sopravvivere, forse è tra i criminali che infestano le nostre città.

In questi giorni, i telegiornali e i giornali si sono occupati abbondantemente della atroce fine di Giovanna Reggiani e della presenza dei romeni e dei rom (non sono la stessa cosa) in Italia.bambino strazii
La solita abbuffata mediatica, scatenata dall’emozione del momento e che, molto probabilmente, si andrà esaurendo nei prossimi giorni.
E poi, le strumentalizzazioni di una politica, ormai ridotta a rissa continua.
Si guarda tutto dalla superficie, senza mai mettere la testa sotto il pelo dell’acqua.
Lo fa la politica, lo fa la stampa, lo fanno i cittadini.

bambino sorriso"Un bambino che è coperto soltanto dall’immondizia che gli hanno buttato addosso gli altri.
Un bambino che ha dimenticato anche come si piange, risparmiando le lacrime per quando ha sete.
Un bambino dimenticato dalla sorte e dai suoi simili.
Simili che gli hanno dato il vestito che a loro non piaceva più e gli spiccioli che occupavano troppo spazio in tasca, senza dargli il giorno di domani".

Questa l’ha scritta Alina. Una ragazza romena.

P.S. Oggi un amico è diventato più saggio, più maturo (un modo carino per dire "più vecchio"). Tanti auguri a colui che mi sta facendo scoprire i tanti misteri della rete! Buon compleanno Giuseppe.






Ho deciso che - a scopo terapeutico - racconterò su queste pagine come si lavora nella redazione di un telegiornale.

stainoOggi vi racconterò come si fa a nascondere l’errore di un giornalista cialtrone, che per semplicità chiameremo Zucchina.
Perché l’esperimento riesca, è necessaria la presenza di altre due persone: il conduttore (che per semplicità chiameremo Drake) e un caposervizio (che per semplicità chiameremo Capo).

Zucchina scrive un pezzo, travisando completamente la notizia. Registra l’audio e lascia il servizio al montatore, per completare il lavoro.
Drake sta ricontrollando i testi che dovrà leggere nel telegiornale e si accorge che nel pezzo di Zucchina c’è un errore grossolano, praticamente una notizia completamente sbagliata.
Visto che ormai Zucchina è a casa, Drake cerca di rimediare all’errore mettendo la notizia corretta nel lancio del servizio (il “lancio” è quel testo letto in studio dal conduttore del telegiornale, per introdurre il servizio che segue).
Drake avvisa il Capo, spiegando la situazione e dicendo che la notizia – quella vera – l’ha messa almeno nel lancio.
Il Capo legge il lancio e poi legge il testo del servizio.
Nota che le cose non quadrano, “ci sono due notizie diverse” (e certo, te l’aveva già detto Drake!).
Ci pensa un attimo e poi la decisione: “è meglio che sul lancio ti tieni più sul generico, sennò contraddici quello che c’è nel servizio. Sai, dobbiamo salvaguardare il giornale”.
Drake prova a obiettare: “veramente noi dovremmo salvaguardare i telespettatori, dovremmo dare le notizie vere, non le cazzate che ha scritto Zucchina”.
Ma il Capo è inflessibile: “stavolta non siamo d’accordo, fai come ti dico”.
Agli ordini!


Naturalmente, ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale.





Dolcetti

halloween

o Spalletti?

Spalletti