Cosa avete capito?
Questo blog se ne va, ma ne arriva un altro!
Almeno è quello che vorrei fare da un po’ di tempo, anche su sollecitazione di alcuniamiciche mi insultano in continuazione per la qualità (spero solo estetica) di queste pagine.
Cosi’ alla fine ho deciso di cambiare: mi prendo un dominio nuovo e cambio piattaforma.
Ma la scelta del dominio è delicata e - considerando che alfredodigiovampaolo.it sarebbe troppo lungo e che tutti lo scriverebbero con la "n" al posto della "m" - devo trovarne un altro.
Chi mi legge sa quali sono i contenuti del mio blog (dal cazzeggio alle riflessioni sul giornalismo, sui nuovi scenari dell’informazione, sulla politica) e, ormai, conosce anche molto della mia vita.
Quindi vi invito a suggerire il dominio che, secondo voi, potrebbe essere adatto a me.
Oppure esprimete un giudizio su quelli che già mi hanno suggerito.
Per ora ho ricevuto queste proposte, alcune solo per sfottermi (indovinate quali).
Secondo Catepol:
http://www.lovogliamoasanremo.it/ www.sirdrakeforpresident.it
Secondo Anna: www.nonsoviveresenzatech.it www.ilpiubellodeltgr.com
Visto che ormai vado in giro per il web a fare il buffone, vi faccio vedere un’altra intervista alla quale mi sono sottoposto.
E’ stata realizzata l’estate scorsa (si vede dalla tintarella) al Lucania Buskers Festival, nella tappa di Grumento Nova.
Ringrazio Felice Fornabaio che era dietro la videocamera e che me l’ha fatta scoprire in rete.
Alla fine scoprirete un Alfredo inedito!
Ieri sono stato ospite del mitico Zoro nel programma di N3tv "Fallo da dietro".
Visto che di calcio ne capisco poco, abbiamo fatto finta di dire cose serie a proposito di informazione e giornalismo (giudicate voi se ci siamo riusciti) e il discorso è finito sull’argomento dei precedentipost.
Se vi va di perdere qualche minuto siamo qui sotto (io sono dal minuto 4:20 in poi).
Astronik mi propone di aprire una discussione sull’informazione regionale.
Raccolgo la proposta riportando alcune riflessioni già fatte, commentando su alcuni blog che hanno affrontato il tema.
Mi fa piacere aprire questo confronto con voi, perchè spesso a chi fa il nostro mestiere manca un riscontro da parte degli utenti, come agli utenti manca la conoscenza di alcuni aspetti che si celano "dietro la notizia".
Uno dei motivi per cui ho aperto questo blog è stata proprio la voglia di confrontarmi. Allora iniziamo.
Il Tgr della Basilicata viene accusato da più parti di non essersi occupato in maniera corretta dei principali casi di cronaca degli ultimi anni.
Io stesso ho condotto un edizione del Tg, nella quale abbiamo avuto ospite in studio - da Matera - la signora Olimpia Orioli.
L’ho intervistata io e le ho fatto dire la sua verità sulla morte misteriosa dei Fidanzatini di Policoro.
Qualcuno può affermare che non ci siamo mai occupati della scompara di Elisa Claps?
Su toghe lucane abbiamo omesso qualcosa?
Sfido chiunque a venire in redazione per fare una ricerca sui servizi trasmessi dal nostro telegiornale. Magari ce li rivediamo insieme e poi ne discutiamo, ma solo dopo aver visto cosa è andato in onda.
Non voglio difendere a spada tratta l’intera redazione, come non accetto che venga screditata un’intera redazione.
Mi capita spesso di discutere con qualcuno su servizi che il nostro Tg non avrebbe trasmesso.
Poi alla fine si scopre che il servizio è andato in onda e che il cittadino non lo ha semplicemente visto.
Un giornale esce una volta al giorno e si può tenere tra le mani anche per mezza giornata, alla ricerca della notizia che interessa.
Un telegiornale (il nostro) va in onda tre volte al giorno (più due Gr) e le notizie vengono ripartite tra le diverse edizioni, anche su più giornate diverse.
Mi piacerebbe che la valutazione del lavoro del Tg della Basilicata venisse valutato complessivamente.
L’altra sera, mentre stava per iniziare la manifestazione di Libera, ho ricevuto diverse telefonate. Mi chiedevano come mai il Tg non avesse dato notizia della manifestazione. Ho risposto semplicemente che la notizia era stata data nel Tg delle 23 della sera prima e nel Gr delle 7.20 della mattina stessa. "Ah non l’ho visto" mi hanno risposto.
Un altro mi ha detto con tono concitato e inquisitorio: "il teatro è pieno perchè non c’è il Tg della Basilicata?".
In realtà, a seguire l’evento, c’era una nostra troupe e un vicecaporedattore.
Io sono pronto ad accettare tutte le critiche e - come sa bene chi mi legge - moltele pubblico anche sul mio blog.
Quello che non accetto è il giudizio precostituito.
Per molto mesi abbiamo ricevuto attacchi violentissimi da un sindaco di un Comune lucano, che si lamentava perchè secondo lui noi si parlava mai di quel Comune. Il caporedattore lo ha invitato in sede e gli ha mostrato l’elenco di tutti i servizi trasmessi sul suo Comune.
Alla fine ha chiesto scusa.
Molti mi chiedono perchè me la prendo tanto.
Io vi ringrazio per le belle parole che spendete nei miei confronti, ma me la prendo perchè molte critiche sono infondate.
Me la prendo perchè - anche se ci sono tante pecche - molti di noi danno il massimo per offrire un prodotto di qualità ai nostri datori di lavoro che - non lo dimentico mai - sono i cittadini e non i potenti.
Non è per tutti così? Ma vi assicuro che è così per molte delle persone che lavorano al Tgr Basilicata.
Ci sono tanti motivi per criticarci, non ne inventate altri per favore!
Non capisco più questo Paese.
Ma è possibile che per affrontare qualsiasi discussione, su qualsiasi argomento, sia necessario insultare e offendere qualcuno?
Qualche giorno fa, il maestro di giornalismo Filippo Facci ci spiegava che la Rai era una "cloaca da ripulire".
Stasera è arrivato in Basilicata un altro grande giornalista, Carlo Vulpio, a spiegarci chi sono i giornalisti della Rai di Basilicata e Calabria.
Come? Non sapete chi è Carlo Vulpio? Ad Altamura lo conoscono benissimo, perchè lì faceva il vigile urbano.
Ora scrive sul Corriere della Sera e ha partecipato a un convegno sulla legalità, con Marco Travaglio (giornalista che stimo) e altra gente che ha parlato dell’inchiesta "toghe lucane", della scomparsa di Elisa Claps, del giallo dei "Fidanzatini di Policoro".
Insomma di tutti gli avvenimenti che - secondo il "Teorema Santoro" - dimostrano inequivocabilmente che la Basilicata è una regione mafiosa.
Io ci vivo da quattordici anni e giuro che non me ne sono mai accorto. Ma il problema non è questo.
Il buon Vulpio - forse cercando di emulare Facci - ha iniziato ad aizzare la folla famelica contro i giornalisti della Rai.
"E’ un’informazione omissiva - cito a memoria, ma il senso è questo - la rai di calabria e basilicata, sono strutture assistenziali, che non hanno nulla a che fare con l’informazione e dove sono stati messi amici, parenti e sottoposti".
Oltre ad offendere i tanti giornalisti che svolgono il proprio lavoro onestamente e correttamente, Vulpio perde l’occasione di mostrare il suo coraggio di "giornalista d’assalto".
Se è così ben informato sui giornalisti raccomandati della Rai, lui che è così coraggioso, perchè non fa i nomi?
Perchè anche lui ricorre all’insulto piuttosto che ai "fatti", tanto invocati da Travaglio?
I fatti ci dicono che mentre i vertici di Rai e Mediaset si mettevano d’accordo per pilotare le notizie, c’erano tanti giornalisti della Rai che venivano messi al bando.
Un po’ di rispetto, per favore.
Ho cercato di evitarlo in tutti i modi ma, alla fine, i 40 sono arrivati.
Dopo un po’ di vacanza, la giornata del mio compleanno l’avevo destinata al viaggio di rientro.
Ma non avevo considerato che chi di "festa a sorpresa" colpisce, di "festa a sorpresa" perisce!
Così, arrivo a casa di Mariangela e trovo tutti gli amici. Dopo qualche minuto si presentano anche GG, Monica e Maria di Rivombrosa!
Sono proprio felice e giuro che il primo giorno da quarantenne non l’avevo preso molto bene!
Ebbene sì, ho partecipato a un “contest”.
Per chi non lo sapesse (in non lo sapevo fino a qualche mese fa), i contest sono dei concorsi a premi, che vengono lanciati in rete.
Io ho partecipato a quello promosso da Velenero, perché mi sembrava divertente e soprattutto perché non si vince niente, oltre alla stima e l’ammirazione del promotore.
Il contest si chiama “Viola et labora”.
Per partecipare, bisogna inviare una propria foto dalla quale si capisca il proprio mestiere e nella quale ci sia qualcosa di viola.
Le foto saranno pubblicate di volta in volta sul blog di Velenero e valutata da una giuria qualificata.
Non vi chiedo, quindi, di votarmi perché non si può fare.
Piuttosto, vi sfido a partecipare!
Per non togliere la sorpresa, qui pubblico solo una parte della foto con la quale o partecipato. Se la volete vedere per intero guardate qui.
Il bottone qui sotto vi rimanda al regolamento del contest.
A proposito di giornalisti e di giornalismo, questa sera parteciperò alla mia prima un-conferenza alla un-Academy fondata dal Magnifico Rettore Giuseppe Granieri.
Il tema è molto stimolante: la sfida del giornalismo nell’era dei network.
Il relatore è Massimo Razzi (vicedirettore di Repubblica.it), che ha anticipato i temi che saranno affrontati stasera.
Piccolo particolare: questa strana accademia si trova in Second Life.
Proprio così, Enzo Biagi - un vecchio rancoroso - faceva un "uso criminoso della tv pubblica".
Così fu cacciato dalla Rai.
Senza troppa retorica, oggi lo voglio ricordare per un episodio.
Due anni fa fu invitato da Celentano nel suo programma, insieme a Luttazzi e Santoro.
Lui declinò l’invito, scrivendo a Celentano:
"Lei deve comprendere che io non posso ritornare alla rete ammiraglia della Rai fino a quando ci saranno le persone che hanno chiuso il programma e impedito alla mia redazione di lavorare".