DauriaNei mesi scorsi in Italia si era aperto un dibattito su un tema oggi giustamente oscurato dalle grandi questioni come "il lato B delle Miss", o la storia di Burlando che prende l’autostrada contromano.
Mi riferisco al riconoscimento dei diritti civili delle coppie di fatto.
Prima li hanno chiamati "Pacs", poi hanno preferito "Dico", infine li hanno rimossi dall’agenda politica.
Così ci troviamo di fronte all’atrocità di una donna, madre di tre figli, costretta a sancire il suo amore sposando un uomo in coma.
Francesca lo ha fatto per poter ottenere - e per dare ai suoi figli - quello che spetterebbe a una qualsiasi moglie.
Magari anche per avere il diritto di salire sul palco delle autorità quando sfilerà la salma del suo compagno, avvolto in una bella bandiera tricolore.
La bandiera di un Paese democratico, che si batte per affermare la pace nel mondo - come stava facendo Lorenzo D’Auria in Afghanistan - la bandiera di un Paese civile.
Proprio civile.