Se avete dei bambini, o semplicemente avete ancora voglia di giocare con la fantasia, vi suggerisco di andare a vedere la mostra "Mondo Babonzo", allestita nella Città della Scienza di Napoli.
Si tratta di una buffa carrellata di animali immaginari, nati dalla fantasia di Stefano Benni, messi su carta da Altan e realizzati da Pietro Perotti, un ex operaio che ha licenziato la Fiat per diventare un mago della gommapiuma e di altre misteriose sostanze.
In alcune sezioni della mostra, i bambini possono anche giocare e inventare nuovi animali.
I grandi possono provare a immaginare un mondo diverso.

CinfaleproCINFALEPRO

In seguito alla caccia spietata, molti animali selvatici si sono rifugiati in una profonda tana, l’unica dove i cacciatori non riescono a spingersi.
La, nel ristretto e promiscuo spazio, sono nati amori alquanto inconsueti.
Il Cinfalepro è il frutto di uno di questi amori.
Il suo papà era un cinghiale, la sua mamma una lepre e un nonno era fagiano.

TurboranoTURBORANO

Questo uccello - dopo il passaggio di una petroliera, che per fatale combinazione scaricò centomila tonnellate di greggio - si è dovuto adattare al nuovo ambiente.
Non potendo più volare, per via delle ali impastate di petrolio, si è dotato di un metabolismo turbo: ingoia petrolio e lo brucia come un motore.
Come vedete è dotato anche di una marmitta.
Fa i sessanta chilometri all’ora ed è disponibile anche in versione cabriolet e familiare.

Questi sono solo due esempi.
Qui ne trovate altri.
Per vederli tutti andate a Napoli.