Da qualche giorno mi ronzano nelle orecchie alcune dichiarazioni, sentite alla radio o lette sui giornali, a proposito dell’energia nucleare.
Sul nucleare militare, c’è in rete un inquietante post sull’ottimo blog di Pino Scaccia (alla faccia di chi dice che giornalisti e blog non vanno d’accordo).
Sul nucleare civile c’è qualcuno che oggi prova a spingere il nostro Paese verso una strada, che abbiamo lasciato con il referendum del 1987.
Le argomentazioni sono sempre le stesse: c’è la crisi energetica; tra qualche anno il petrolio finirà; le fonti rinnovabili (eolico, fotovoltaico, ecc.) costano troppo.
Non credo di avere un atteggiamento ideologico sull’argomento e sono anche d’accordo con Bersani, quando dice che dobbiamo lavorare nella ricerca, per capire se è possibile ottenere energia nucleare pulita.
Ma oggi la situazione è quella descritta da Prodi. C’è poco da fare.
Le centrali nucleari non sono sicure e - soprattutto - producono scorie radioattive.
Nel 2003 la Basilicata fu individuata - dal Governo guidato da Silvio Berlusconi - come sito in cui realizzare il deposito nazionale delle scorie nucleari.
Quell’idea fu bocciata (e il decreto ritirato), non solo per la protesta popolare - decisa, ma estremamente civile - dei lucani.
A dire che era un progetto folle furono diversi scienziati, tra i quali il premio Nobel per la fisica, Carlo Rubbia.
Da allora, non mi risulta che la ricerca scientifica abbia trovato un modo per produrre energia nucleare senza scorie.
Cioè senza lasciare rifiuti che continuano ad inquinare per secoli, per millenni in alcuni casi.
Allora perchè il problema viene posto solo ed esclusivamente solo in termini economici, ignorando completamente i rischi per la salute delle persone?
Perchè questi signori provano a cancellare una decisione presa dai cittadini nel 1987?
Eppure, da allora la situazione non è cambiata. O qualcuno ha scoperto il metodo per smaltire le scorie senza problemi? Non mi sembra.
E’ possibile che quando ascolto la radio o leggo certe dichiarazioni, mi devo sentire un povero idiota, contrario al progresso?
Soldi, soldi, soldi. Solo di quelli si parla.
Ma conta ancora qualcosa la vita umana?
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27 commenti a "E le scorie?"
La dichiarazione di Prodi è tecnicamente inacettabile solo su un unico punto: il Nucleare non crea in sè un problema di sicurezza. Riavviare le nostre vecchie centrali, forse, sarebbe rischioso, ma la tecnologia attuale consentirebbe di costruire nuove strutture, ben più sicure di quelle disseminate nei paesi dell’Est Europa e di matrice russa.
Rimane il problema delle scorie. Ma se gli altri Paesi europei l’hanno risolto, perché in Italia diventa insolubile?
io mi chiedo perché in Italia su certi argomenti di estrema attualità non si possa avere un dialogo civile tra le diversi parti in causa ma si debba sempre e solo puntare subito sullo scontro…? Che cosa ci guadagniamo alla fin fine?…
Io mi sento molto arretrata e controtendente circa la questione nucleare… sognavo l’era dei pannelli solari: inquinano niente e producono energia. Invece torniamo all’era dell’atomica. Ma non doveva essere superata?!
Perché non danno contributi alle famiglie italiane per costruirsi pannelli solari invece di aprire centrali? Risparmieremmo tutti, avremmo tutti più soldi e un po’ d’aria pulita.
Storia di ordinaria utopia.
Rosa.
Alfredo ha colpito in pieno.
Attorno all’energia ruotano spaventosi interessi economici.
Anche il nucleare che si vuol riproporre è costosissimo e non risolve il problema della sicurezza e delle scorie, C’è sempre qualcuno che le nasconde.
Lo stato invece di incentivare certe forme di energie alternative deve meditare, sono nate lobbies a cui poco importa produrre energia alternativa ma incassare i soldi dei cerificati verdi e le provvidenze, in alcuni casi esagerate, per produrre quantità insignificanti di energia rinnovabile.
Ripensate all’affare eolico smascherato in Basilicata dove si prevedeva di palificare l’intero appennino con benefici tutti da dimostrare…..
Io non voglio alimentare polemiche o scontri, però domando a gfelix: in base a quale dato inconfutabile dici che le centrali moderne sono sicure?
Ti posso fare qualche esempio recente?
1 - Tokaimura, Giappone, 1999. Un incidente in una fabbrica di combustibile nucleare attivò la reazione a catena incontrollata. Tre persone morirono all’istante mentre altre 450 furono esposte alle radiazioni (119 in modo grave).
2 - Finlandia, 5 Ottobre 1999. Centrale Loviisa, perdita di idrogeno.
3 - Francia, 20 Ottobre 1999. Superphenix, un incidente arresta lo scarico di materiale radioattivo.
4 - Giappone, 9 agosto 2004. Nel reattore numero 3 nell’impianto di Mihama, 350 chilometri a ovest di Tokyo, una fuoriuscita di vapore ad alta pressione, con una temperatura superiore ai 200 gradi, è costata la vita a quattro operai. Altri sette operai sono in condizioni molto gravi. Si è trattato del più tragico incidente nella storia dello sfruttamento dell’energia nucleare a fini civili in Giappone.
Qui puoi trovare altri incidenti nucleari.
Rispetto al problema delle scorie, mi potresti spiegare come lo hanno risolto il problema gli altri Paesi?
A me risulta che il problema si ancora irrisolto, come spiega qui il professor Antonio Ruberti.
Ma io sono sempre pronto a cambiare idea, se qualcuno mi convince con qualche dato oggettivo.
Bel post SirDrake… condivido in toto…
I gruppi di potere economici ormai scavalcono spesso anche la Politica (nel termine più alto del termine) e la dirigono (non vi vuole poi molto ci riesce anche Beppe Grillo
)…
Perchè l’economia (anzi l’”economicismo”) non fa un passo indietro?
Perchè non mettiamo al centro di tutto l’uomo, le sue esigenze e il suo diritto a vivere una vita serena, tranquilla, “pulita”?
Per dirla con Giovanni Lindo Ferretti:
“vali molto di più di un aumento economico…”
redhome77
Quando studiavo all’università, un mio insegnante, Carlo Doglioni (tanto par far capire chi fosse - ha messo in FORTE e condivisibile discussione il modelle base della Plate Tectonics, quello delle celle convettive), parlando di fonti di energia alternativa ci faceva riflettere su un aspetto in particolare: la “geotermia”.
Immaginate l’energia a “cielo aperto” che si potrebbe ottenere sfruttando il calore dei vulcani (e in Italia non ce ne sono pochi).
In Filnlandia e Islanda la geotermia è già una realtà (l’Islanda ha attualmente una sovrapproduzione, rispetto al fabbisogno energetico del paese, che “vende” in Gran Bretagna)…
Anche il prof. Carlo ci insinuava nelle capocce il dubbio (legittimo?) dietrologico-complottista degli interessi economici di pochi, ma potenti gruppi, a non spingere la ricerca in questa e altre direzioni più “pulite”.
Bhé, fatta da lui (il prof.) questa riflessione aveva, e ha tutt’ora, il suo fascino. Sigh…
La situazione non solo non è cambiata, dal 1987, ma è peggiorata.
Ci s’ è adagiati e non si è fatto nulla.
Inoltre, nessuno vuole nulla sul proprio territorio, pensa che dalle mie parti hanno rifiutato le pale eoliche per inquinamento visivo.
Però l’energia ci serve, e la compriamo dalla Francia che produce con il nucleare e che, in caso di incidente, farebbe arrivare su di noi una bella caduta di aria radioattiva.
Temo che siamo vicini al punto di non ritorno sulle scelte in materia di energia: almeno teniamo gli occhi aperti …
ho “combattuto” nelle notti di Scanzano… ma il problema è effettivamente irrisolto dal ‘87, fermo restando che le soluzioni tecnologiche, scorie a parte quindi, sono enormemente più sicure rispetto solo a cinque anni fa. Il fabbisogno energetico è in continuo aumento, ma anche in questo caso uno dei guai maggiori è la mancata apertura mentale verso le soluzioni (vorrei dire) più facili… Come in altri ambiti (vedi le donazioni di sangue) ricorriamo ai paesi esteri per i nostri bisogni, non certo perché mancano i potenziali donatori… Da noi ci si era buttati sull’eolico, ma qualcuno si è buttato più a fondo presupponendo che la gente pensasse solo che le eliche facessero bello il panorama. E il solare? Infatti secondo me la soluzione è quella, come dice Rosa + su… Cavolo da noi non manca di certo! E invece in Trentino (daccordo, statuto speciale etc etc) non mancano le sovvenzioni per mettere su piccoli impianti solari e magari rivendere l’energia in più, e la quantità di sole a disposizione ogni giorno è molto minore. Qui invece si corre il rischio che ritorni il pericolo deposito a Scanzano…
dr.kenz
La pagina con gli incidenti a centrali nucleari da te linkata, a livello di vittime e di entità del fenomeno, non lascia spazio a dubbi: gli impianti nucleari non sono meno sicuri di qualsiasi altro impianto industriale nel mondo. Per fare un confronto, basti pensare a quante sono le morti-bianche nella sola Italia. I numeri ti sorprenderanno: 469 vittime di incidenti sul lavoro solo nei primi mesi del 2006 in italia (qui il link). Vengono percepiti come gravi i dati sugli incidenti nucleari perché la parola “nucleare” fa paura, ma non sono affatto più frequenti degli altri incidenti di tipo industriale. Depurando i dati dall’aura di pericolosità, si può parlare di elevatissimi livelli di sicurezza.
Nel servizio firmato da Ugo Spezia e intitolato “Energia: quale futuro” pubblicato sul numero 44
(scusate… ho avuto un problema nel postare)
[...] sul numero 442 del mensile “Le scienze” edizione italiana di Scientific American viene fatta una precisa analisi della situazione energetica italiana a favore del ritorno al nucleare.
Non solo: sempre su “Le scienze” ma sul numero di Aprile 2006 lo scienziato James Lovelock, padre dell’ipotesi Gaia - il pianeta che vive (e perciò da sembre ambientalista), si dichiara a favore dell’energia nucleare, sostenendo tra l’altro che “[...] Sono stato a Sellafield, il può grande centro di recupero e stoccaggio di scorie nucleari del Regno Unito. [...] Ovunque la radiazione era minore di quella misurata per le strade della cittadina in cui vivo, in Cornovaglia, dove la radiazione naturale emessa dal granito è abbastanza forte. Il livello massimo misurato a Sellafield era meno di un terzo della soglia di attenzione definita dall’Unione Europea [...]“.
Gfelix
Nel fargli auguri per l’ottimo blog all’amico Alfredo ne approfitto per entrare nella discussione Nucleare.
Io sono Pasquale e, con molti altri, lavora e sotiene l’occupazione del campo Base di Terzo cavone, il luogo in cui il Governo nel nevembre 2003 voleva ubicare il deposito di scorie nucleari di Terza categoria. sarebbe stato o potrebbe essere il primo al mondo.
Credo che le prese di posizioni sul nucleare sono ormai anacronistiche e fuori luogo, in particolare per una nazione come l’Italia che ha gravi probblemi d’indipendenza energetica.
Ormai tutti sappiamo che cosa produce il Nucleare. Ci sono probblemi di salute e di sicurezza ancora irrisolti, cosi come il modo di messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi di III categoria. Inoltre credo che il deficit energetico non è un probblema moderdo ma vecchio almeno quanto l’Italia. Per questo mi chiedo e domando, come mai quando Mattei Enrico aveva capito il limite della politica Italiana, la dipendenza energetica e l’indipandenza politica, tutti lo hanno isolato? Mi è difficile credere che, dopo 50 anni della morte del Temerario, ci siano nuovi protagonismi(Casini, Prodi, Bersani) capaci di farci uscire dalla dipandenza energetica anche attraverso l’uso del Nucleare. Leggendo qualche libro del vecchio Presidente Jean, mi sono reso conto che in Italia non serve la generazione di energia Nucleare ma un luogo sotto estremo controllo che possa contenere i rifiuti, non Italiani ma di altre Nazioni. Io ci sono.
Pasquale Stigliani
Mi pare di aver letto da qualche parte che per pareggiare il nostro fabbisogno interno, parlo della Basilicata, dobbiamo raddoppiare la produzione. Ogni ragionamento sull’energia non può prescindere da una valutazione dei nostri consumi. Il nucleare, oltre a essere poco sicuro, è assai costoso e ha tempi di realizzazione lunghissimi. Noi abbiamo bisogno di energia subito. Nel medio lungo periodo bisogna continuare a investire sulle rinnovabili (specie solare), nel breve non abbiamo che il turbo gas oppure il ritorno alle abitudini del neolitico.
Azzz! Stigliani…..
è scesa in campo la cavalleria!
Segretà, tutto OK?
Volevo segnalarti un articolo a riguardo uscito oggi su Tst, inserto della Stampa. Trovo costruttivo sapere punti di vista opposti per dibattere a tutto tondo su una questione controversa.
“Senza nucleare l’ecatombe dell’umanità”, di J.Lovelock, Oxford University. Ho un pdf, ma non la tua mail,e cmq con l’eco della stampa ci arrivi prima.g
Mi fa piacere che si sia aperto un dibattito pacato e anche interessante su un tema che ormai viene affrontato solo in maniera ideologica e di schieramento, come ormai accade per tutti i temi di cui di discute in Italia.
Potremmo andare avanti all’infinito, citando autorevoli scienziati schierati pro o contro il nucleare.
Non voglio insistere su questa strada, ma ho l’impressione che i sostenitori della sicurezza delle centrali nucleari dicano che, in fondo, non creano più vittime degli infortuni sul lavoro, non inquinano più delle montagne di anidride carbonica che l’uomo produce ogni giorno sulla Terra, ecc.
Insomma, siamo alle solite: visto che ci sono altre cose che inquinano di più - e che comportano rischi maggiori - il nucleare non inquina e non è pericoloso.
Non mi sembra sostenibile come tesi, anche perchè se le morti causate dagli incidenti nucleari non sono state “tante” (quale sarà poi il limite minimo delle vite umane sacrificabili, non l’ho capito), non possiamo ignorare che gli effetti delle radiazioni si manifestano anche dopo parecchi anni.
Detto questo, il problema delle scorie non è risolto da nessuna parte del mondo.
I depositi potranno anche essere sicuri (e non lo sono), ma possiamo immaginare di interrare tutte le scorie prodotte, lasciandole in eredità alle prossime cento generazioni (come minimo)?
Mi sembra come mettere la polvere sotto al tappeto.
Le fonti rinnovabili non servono a niente? Ma abbiamo provato a sfruttarle seriamente?
E poi, c’è qualcuno che viene minimamente sfiorato dall’idea che su questo nostro Pianeta si spreca molta energia inutilmente? L’ipotesi di ridurre gli sprechi non ci passa neanche per la testa?
Il problema, come accennato da Pasquale e da Astronik, è che attorno al nucleare ruotano troppi interessi economici, ma non quelli di chi pensa a risparmiare per salvare l’umanità (perchè investire sul nucleare e sullo smaltimento delle scorie costa talmente tanto, da non rendere conveniente l’operazione), piuttosto di chi il nucleare lo vorrebbe gestire come un grande business.
Un’ultima cosa: Ugo Spezia è il capo delle relazioni esterne della Sogin. Cosa vuoi che dica? Che il nucleare è inutile?
Non sono per il nucleare, anche se farei ricerca seria.
Però decidiamoci, o sosteniamo veramente (e non a chiacchiere) le rinnovabili, progetti di efficientamento energetico (produrre di più a parità di costi) ed infrastrutturali, oppure smettiamola con questa pantomima, nel cui ambito anche i “nuclearisti” possono avere voce in capitolo.
Ulisse
Crepi il lupo!
Poi dai non esagerare, l’età! Ma sei sei un giovincello!!!
Si fa presto a dire sosteniamo seriamente le rinnovabili. Eolico? No, grazie, deturpa il paesaggio. Solare? No. grazie, deturpa i tetti dei centri storici. Biomasse? No, grazie, radono al suolo il Pollino. Idroelettrico? No, grazie, c’è l’erosione delle coste. Siamo in un cul de sac.
E te pareva che radiopalomar non pontificasse su queste cose….
Gli si offre la parola su un piatto d’argento…..
Uagliò, approfondisci…..
Mi sono stancato di rincorrerti su questa strada………….
Ho già approfondito. Questo è il vostro guaio.
Io ho dubbi moooltoooo seri sul tuo modo di approfondire…..
Voi nimby non detenete il monopolio del tema ambientale. Propongo un V-N-Day
Uagliò, ringrazia che siamo ospiti …. altrimenti ti saresti beccato una risposta di quelle che fanno male….
Non litigateeeee
COMPLOTTO ALIENI PER IMPADRONIRSI DELL’URANIO
@Sostieni spesso che forse siamo nelle mani di alieni che volgiono impossessarsi del materiale più prezioso dell’universo, l’uranio, mi daresti delle prove?-
La prova più importante è che l’universo è composto dal 75% di idrogeno, 25% di elio e tracce infinitesimali di altre sostanze
L’uranio in assoluto è la sostanza più rara e preziosa, circa un granello di sabbia relazionato a tutti i granelli di sabbia di tutte le spiagge e i deserti della terra, ma in realtà ancora meno
Per assurdo stiamo bruciando uranio nelle centrali nucleari e lo ammassiamo super raffinato in bombe atomiche di facile trasporto
Potrebbe trattarsi di un furto galattico di alieni che vogliono sottrarci l’uranio
Poi la seconda prova è che fra tutte le possibili scelte, si continuano a fare le peggiori possibili
Quindi o siamo nelle mani di complottisti sadomasochisti che hanno congiurato per mantenere il controllo del mondo e godere della distruzione, delle sofferenze, delle guerre
oppure una specie aliena con obiettivi diversi dalla salvaguardiua del pianeta e dalla felicità del genere umano, ci controlla e ci sta conducendo verso obiettivi compatibili con la loro specie
potrebbe anche trattarsi di specie animali apparentemente innocue, che hanno sviluppato potenzialità diverse dalle nostre, come per esempio il controllo del pensiero, che riescono ad interferire con i nostri sistemi cerebrali ed ipnotizzarci e farci fare quello che conviene a loro e non a noi
Ci sono specie che vivrebbero meglio in un pianeta senza ghiacci, ci sono specie che gradirebbero una maggiore presenza di anidride carbonica nell’atmosfera, ci sono specie che ci massacrano involontariamente come le zanzare anofele
Sicuramente non stiamo facendo l’interesse del genere umano , del nostro pianeta, e stiamo scialacquando risorse preziosissime e rarissime come l’uranio
100 Milioni di Tonnellate
http://100-milioni-di-tonnellate.blogspot.com/
[...] di fede! Nel 1987 ho sostenuto il referendum contro il nucleare e - sembrerà strano - oggi non mi pento di averlo fatto. Non perchè sono della squadra degli antinuclearisti (se iniziassimo a [...]
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