Il 26 agosto di tre anni fa - in Iraq - fu ucciso Enzo Baldoni.
Era un giornalista. Uno che voleva raccontare a tutti i costi l’orrore della guerra. Anche a costo di lasciarci la pelle.
Oggi lo ricorda - sul suo blog - un altro bravo giornalista, l’inviato del Tg1 Pino Scaccia.
E ricorda quando Renato Farina - un’agente segreto mascherato da giornalista, ora radiato dall’Ordine - lo sbeffeggiava dalle pagine di Libero.
Enzo non c’è più.
Farina ancora scrive su Libero.
«Renato Farina - ha detto il direttore di Libero Vittorio Feltri - scriverà per noi in base alla Costituzione, che consente fino a ora la libera espressione del pensiero. Non ha attività redazionali o incarichi gerarchici, perciò credo che abbia il diritto di dire quello che pensa».
Mi chiedo: a cosa serve l’Ordine dei Giornalisti?
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30 commenti a "Giornalisti e giornalisti"
Esatto. Non dovrebbe esistere infatti l’ordine dei giornalisti. E’ un servizio di casta. Infatti in molti paesi non esiste, vi è un controllo sull’operato di chi lavora ai giornali o in tv, c’e’ un CV di ogni singolo operatore, vi è un organo certificativo ma che non collega la professione all’appartenenza alla casta dell’ordine.
Già, una casta. Come gli avvocati, i medici, i notai. Eccetera. Chissà perchè ci si scaglia solo contro la presunta casta dei giornalisti. Ma siamo abituati: abbiamo le spalle larghe.
Ti prego, non fare la vittima
stiamo parlando dell’ordine dei giornalisti. Anche gli altri sono una casta naturalmente specialmente quando controllano l’accesso di nuovi aderenti alla professione. Dovrebbero essere ampiamente liberalizzate le professioni. Nel caso pero’ dei giornalisti, a differenza dei medici o avvocati dove vi e’ un minimo interesse dello stato a mantanere l’ordine per regolare le conseguenza disciplinari e un interesse pubblico, per la professione giornalistica non esiste. Come in altri paesi, la professione giornalistica dovrebbe essere libera totalmente e sottoposta solo, da un organo terzo, a controllo di deontologia e ad identificazione della professione. Quindi per il solo fatto che uno scrive su un giornale o lavora alla radio, per il fatto oggettivo quindi di esercitare la professione, la persona dovrebbe avere la possibilita’ di essere identificata come giornalista, professionista oppure no, per aver garantiti tutti i diritti sanciti dalla costituzione, oltre naturalmente ad essere sottoposto ai controlli deontologici.
Tale meccanismo e’ presente in molti paesi democratici.
Per la cronaca… anche io sono giornalista, Pino…
Il suo autoritratto:
“Non c’è niente da fare: quando uno è ficcanaso, è ficcanaso. È insopprimibilmente curioso, gli interessano i lebbrosi, quelli che vivono nelle fogne, i guerriglieri. E poi non gli basta fare il pubblicitario, deve occuparsi anche di critica di fumetti, di traduzioni, di temi civili e perfino di cose un sacco zen”.
Penso che Enzo Baldoni era un vero giornalista.
Renato Farina…mi fa venire il vomito quando lo ascolto.Adesso è da un bel po’ che non lo vedo in tv. Non spenderei mai un euro per comprare Libero.Per me non esiste.
Avendo in questi mesi a che fare con tutta la burocrazia legata all’Ordine e ai suoi corollari, beh, di istinto ti direi che non serve assolutamente a nulla se non a complicare le cose per chi non ha le spalle “coperte”.
Pensa però al contesto in cui operiamo: i lavoratori giovani del settore (redattori, colaboratori ecc…) sono i nuovi schiavi di questo secolo. Se sei fortunato, gli editori ti fanno prendere un tesserino da pubblicista facendo pagare i contributi a te e facendoti scrivere gratis per due anni. Oppure hai un contratto di collaborazione da 400 euro al mese, che ogni tre mesi scade. Non puoi rivendicare nulla, se no sei subito sostituito.La concorrenza è troppa, e la qualità del tuo lavoro non conta niente.
L’Ordine riesce a garantire ancora a qualcuno protezione, diritti, un contratto standardizzato, previdenza. E queste non sono cose da poco oggi. Certo che ci debba essere un cambiamento mi pare scontato, ma secondo me non deve venire dalla politica, deve essere pensato collaborativamente dagli addetti ai lavori e da chi vuole migliorare la qualità umana e professionale di questo mestiere.
Io continuo a chiedermelo, più che altro perchè sto pensando se è il caso di investire del tempo e dei soldi per entrarci.
Fattostà che la vecchia polemica dei blogger/giornalisti, anche se zittita, torna sempre a galla e d’attualità. Chissà, magari un giorno…
Non serve l’ordine per queste cose e l’ordine come altri ordine, garantisce i pochi all’interno e fa da barriera d’entrata per nuovi, come è sempre stato. Gli ordini sono roba da ‘800. Sono realmente utili ad interessi pubblici solo per alcuni settori, fra cui non c’e’ quello giornalistico. Qual’e’ l’interesse pubblico dell’ordine dei giornalisti?
Se l’ordine controlla pure chi scrive sui blog siamo fritti, e fritta e’ la Costituzione. Speriamo passi la proposta che giace in Parlamento di abolire l’ordine dei giornalisti.
Attento breakfree, rischi di tirarti addosso un furioso attacco di X-man, non fare come me
Vedo che la provocazione ha colto nel segno.
Ringrazio Pino Scaccia per il suo intervento e mi ferebbe piacere sentire anche l’opinione di altri giornalisti.
Vorrei solo fare un po’ di chiarezza rispetto al ruolo dell’Ordine dei Giornalisti.
@vistodalsud voglio dire che sono d’accordo con te sulla necessità di difendere i diritti dei giornalisti sul posto di lavoro, per difendere la libertà di stampa. E’ chiaro che se un giornalista è precario, è più ricattabile. Ma questa difesa non spetta all’Ordine, ma al sindacato - alla Federazione della Stampa - che secondo me deve continuare a esistere.
@breakfree dico che l’Ordine un’utilità pubblica ce l’aveva.
L’Ordine dei giornalisti dovrebbe svolgere le stesse funzioni che svolge il Csm per i magistrati.
Un organismo di autocontrollo, per sottrarre il lavoro dei giornalisti a ricatti e pressioni da parte di altri poteri.
Il giornalista che sbaglia deve essere giudicato e punito da altri giornalisti.
Il problema è che questo non succede quasi mai.
Basti pensare che l’Ordine della Lombardia Farina lo aveva semplicemente sospeso.
Se l’Ordine svolgesse questo ruolo sarebbe utile eccome.
Farebbe gli interessi dei lettori, imponendo il rispetto delle regole deontologiche da parte dei giornalisti e garantendo la correttezza dell’informazione.
Credo che un organismo del genere debba esistere ancora.
Ma non credo si farà mai, finchè esiste l’Ordine.
@NewVagabond anche io credo che Enzo Baldoni sia stato un bravo giornalista, come lo è Pino Scaccia.
@estragon il rapporto tra blog e giornalismo è un altro tema interessante, sul quale proverò a cimentarmi nei prossimi giorni…
Meglio un organismo terzo, tanto la pressione ce l’hanno lo stesso e parentesi, sul funzionamento del csm c’e’ molto da dire. molte volte le pressioni arrivano da altri magistrati e non e’ detto che siano meglio che quelle di soggetti esterni.
Invasione di campo
“Calabria: anno zero?” - Intervento del sostituto Procuratore Luigi De Magistris(Soverato, 22 agosto)
Per quanto deprecabile sotto il profilo umano e professionale, la posizione del ticket Feltri-Farina è inattacabile sotto quello giuridico. Le buone argomentazioni contro Farina hanno nella costituzione uno scoglio insuperabile. Ai lettori il compito di giudicare la credibilità di Farina, di Feltri e di Libero. Che poi l’ordine dei giornalisti non serva a niente io lo vado dicendo da tempo e ne ho firmato a bella posta l’abrogazione, trattandosi, tra l’altro, di un unicum tutto italiano.
P.S. L’albo dei giornalisti (all’epoca si chiama così) nasce con Mussolini come strumento di controllo e di pressione sulla stampa. Sì, sarà stato pure riformato con l’avvento della repubblica, ma le sue radici restano tali. Riflettete, gente, riflettete.
Infatti, d’accordissimo. I giornalisti predicano la libertà di stampa ma sono gli stessi che vorrebbero limitarla al corpo e alla casta a cui appartengono, un po’ come i farmacisti proprietari di farmacia. E poi confondono l’ordine con il sindacato. Si tengano il sindacato e i sindacati come tutto il mondo per difenderli dagli editori, ma l’ordine è chiaramente un simbolo di casta. Sarebbe come se i metalmeccanici avessero un ordine che limita l’accesso di altre persone alla professione. Fra l’altro l’ordine dei giornalisti esiste solo in Italia e in pochi altri posti.
Si Feltri e Farina hanno uno scoglio inattaccabile, per fortuna, nella Costituzione. Ci mancherebbe altro. Loro possono dire le cose piu’ deprecabili del mondo. Il loro lavoro lo valutano editori e pubblico.
Concordo al mille per mille.
@ SirDrake. A mio giudizio è un’anomalia anche il fatto che magistrati giudichino altri magistrati e, dunque, nessuno giudica nessuno. E vivono tutti felici e contenti. Senza troppe rotture di cabbasisi.
Molti studiosi di diritto giudicano infatti negativamente il fatto che vi sia il CSM che giudica i magistrati e che ha un’assoluta indipendenza. I consigli di magistrati esistono anche in altri paesi, ma non hanno tale forte indipendenza. Inoltre il fatto che magistrati giudichino altri magistrati, oltre a far finire a tutto tarallucci e vino (basta vedere numero e risultato delle azioni disciplinari) ha portato, e si trova in alcuni commentari di diritto, molti magistrati, giudici e PM, ad essere sottoposti a pressioni lobbistiche di altri magistrati, quando il loro operato sembrava disturbare qualcuno più in altro di loro.
Scusate, ma a questo punto mi dite chi deve giudicare i giornalisti e i magistrati?
Il consiglio dei ministri?
I segretari di partito?
I politici che finiscono sotto inchiesta e che vorrebbero mettere tutto a tacere?
Ho già detto di essere a favore dell’abolizione dell’Ordine, ma sul fatto che non ci possano essere forme di ricatto nei confronti dei giornalisti, non credo si possa transigere.
Studiamo pure regole diverse, ma non credo si possa correre il rischio di mettere sotto “tutela” la stampa italiana.
Un autorita’ terza, indipendente, come quella della privacy o delle telecomunicazioni. Non puo’ esistere che qualcuno giudichi se stesso, in nessuna parte del mondo.
Certo, magari l’autorità “terza” la facciamo nominare dal Governo.
“Non puo’ esistere che qualcuno giudichi se stesso”. Detta così non fa una piega. Ma i giornalisti devono essere giudicati da altri giornalisti non da loro stessi. Ci deve essere un organismo che, comunque, deve far rispettare le leggi e il codice deontologico.
Sono d’accordo sul fatto che fino ad oggi non abbia funzionato, ma troviamo una soluzione che garantisca l’autonomia.
Si possono istituire autorità a nomina mista, ci sono in tutto il mondo.
Faccio mia questa proposta:
http://www.mcreporter.info/documenti/pdl_capezz.htm
Certo che siamo proprio un paese strano. Non possiamo vivere senza commissioni, autorità, organi e frattacchie corporative varie. Chi giudica i giornalisti? I lettori e i magistrati. Siamo sottoposti alla legge come gli altri. Mi si obietterà che c’è un codice deontologico da far rispettare. Certo, anche i pubblicitari hanno il codice deontologico, ma non l’ordine. Ovviamente questo discorso va esteso a ogni ambito corporativo, non vorrei apparire eccessivamente tafazzista.
Ci manca appena che reintroducano la Camera dei fasci e delle corporazioni.
Già.
Fortuna che esistono gli uomini.
Uomini come Baldoni.
onore ad enzo (ed un pensiero a Diario che sta chiudendo sigh!!!)
poi vorrei ricordare a lorsignori che è stata recentemente persa una grande opportunità a livello europeo x l’eliminazione di ordini e caste (leggi bolkestein, mai legge + giusta) e che in italia una corporazione come i notai riesce ad inficiare la lenzuolata di bersani su i rogiti (o passagi sotto i centomila euro) con la sola imposizione delle mani
fuck a tutti gli ordini del mondo
serg
onore a Baldoni…i suoi servizi sul chiapas sono esemplari e bellissimi.
quanto a Feltri lasciamo stare…
E’ blasfemo accostare Baldoni ad uno come Farina.
In nome della libertà si fa scempio anche della Costituzione.
A questo punto è davvero inutile un Ordine come quello dei giornalisti. Chiunque può scrivere dove vuole….
Mestieri che cambiano
[..] Il giornalismo, la blogosfera, i cambiamenti del sistema dell’informazione. Sto cercando di ragionare su questi temi da diversi giorni, anche leggendo gente che su questi temi ragiona già da molto tempo, come Antonio Sofi, Giuseppe Granier [..]
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