Ogni anno la casa mi si riempie di uova di pasqua dell’Ail, dell’Ant, di sciarpe di Telethon, di Azalee dell’Airc e di tanti altri oggetti-simbolo della solidarietà nei confronti di chi soffre.
Ieri ero in viaggio e mentre ascoltavo Dispenser mi è arrivato un suggerimento su come investire il mio “budget solidale”.
logoKivaHanno parlato di Kiva, un’associazione che raccoglie micro finanziamenti, destinati a imprenditori dei Paesi in via di sviluppo.
Funziona così: Esmel Adel, 37enne della Costa d’Avorio, mantiene i suoi quattro figli vendendo carne arrostita e cibi cucinati. Ha deciso di ampliare la sua attività e chiede un prestito di 650 dollari.
Ognuno di noi può contribuire al suo progetto, anche con un prestito minimo di 25 dollari.
Esmel ci informerà su un blog sull’andamento della sua iniziativa e - appena possibile - ci restituirà i soldi ricevuti in prestito.
A questo punto potremo decidere se reinvestire il capitale in altri progetti, oppure se recuperare i nostri soldi.
Mi sembra un bel sistema per contribuire allo sviluppo dei paesi più poveri, senza ingrassare le banche.
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E a proposito di solidarietà, segnalo anche una bella iniziativa degli amici di Alcatraz che -  con il Centro Ghélawé - stanno costruendo un Centro di ricerca, formazione e sviluppo dell’agricoltura e dell’allevamento nel villaggio di Loto, in Burkina Faso, uno dei paesi più poveri del mondo.