penna e calamaioMia madre naviga in internet, invia e-mail, mi chiama ogni giorno con Skype.
Ma mia madre non ha un blog e quindi, per sfogarsi usa un metodo molto tradizionale: la lettera.
Si, proprio quella di carta, che si infila nella busta e si spedisce.
Ha scritto al Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, al Presidente del Consiglio Massimo D’Alema, al Direttore del Tg3 Sandro Curzi e poi a qualcun altro che adesso mi sfugge.
Ogni volta  ha  sollevato un problema diverso ed evidentemente lo ha fatto anche a ragion veduta, visto che tutti gli interlocutori hanno sempre risposto. Per iscritto, o addirittura in televisione (Curzi).Veltroni
L’ultima fatica epistolare l’ha dedicata al suo sindaco-candidatosegretario, Walter Veltroni.
Non mi ha voluto dire cosa gli ha scritto.
"E’ una questione tra me e lui”, mi ha detto.
So solo che nella lettera ha protestato per l’ipotesi che il Comune di Roma possa intitolare una via o una piazza a Bettino Craxi.
Io ho replicato che - tutto sommato - qualche riflessione sul pensiero riformista di Craxi oggi si può anche fare.
craxi Ho detto che, forse, noi del Pci (all’epoca) siamo sempre stati un po’ troppo aggressivi nei suoi confronti e che anche D’Alema, in fondo, ne ha riconosciuto le qualità politiche.
Poi mi è venutio in mente che Craxi fu condannato (con sentenze definitive) per corruzione e finanziamento illecito del suo partito.
"Vabbè - ha detto - ma se proprio gliela devono intitolare, almeno scrivessero: VIA BETTINO CRAXI - LATITANTE".
Scrivi, ma’.
Scrivi.