Purtroppo i pensieri viaggiano più veloci delle dita sulla tastiera.
Così, torno a scrivere due righe solo dopo una settimana dal mio rientro in patria, nonostante abbia in mente una valanga di idee che vorrei condividere con voi.
Quando ho chiuso, prima delle ferie, stavamo discutendo di blog e informazione.
Poi ho letto (e in qualche caso commentato) alcuni post di Anna, Sergio, Astronik, Radiopalomar (scusate se dimentico qualcuno), che mi hanno fatto riflettere sul rapporto tra blog e politica.
In vacanza ho provato a mettere tutto insieme e sono arrivato a queste conclusioni (provo a sintetizzare).
- La politica è in crisi perchè i partiti sono in crisi. Un tempo, erano i partiti a garantire la partecipazione dei cittadini, presupposto fondamentale perchè esista la politica. Oggi, le sezioni sono praticamente scomparse, facendo perdere il contatto dei partiti con la realtà. E facendo allontanare la realtà dai partiti e dalla politica.
- I blog possono colmare - almeno in parte - questo vuoto. Possono diventare un veicolo straordinario per la circolazione delle idee, per il confronto, per la partecipazione.
- Un blog può servire a denunciare, a raccontare ciò che non si può raccontare nei mass-media tradizionali. Un blog può servire ad urlare il proprio disappunto, quando si subisce un’ingiustizia. Puo’ contribuire a far crescere la sensibilità rispetto ad alcuni temi (pace, ambiente, diritti dei consumatori, ecc.). Tutto quello che una volta si faceva in sezione, con il ciclostile e i tatzebao (forse non tutti gli under 40 conoscono il termine).
- Ma sicuramente i blog non possono sostituirsi ai partiti. Beppe Grillo e altri bravi blogger stanno facendo un lavoro straordinario, ma non riesco a vedere uno sbocco possibile. Mi piacerebbe credere che tutti gli utenti della rete si ritrovassero su battaglie comuni e le trasformasssero in "azione di governo" (scusate il politichese). Ma non ci credo. All’orizzonte non vedo un solo personaggio (della politica, della "società civile", dello sport, dello spettacolo, della chirurgia o della zoologia) in grado di raccogliere questa risorsa umana, questo patrimonio di menti e "sfruttarlo" per costruire un programma. Sergio propone un patto tra blogger e Pd. L’idea mi piace e ho già dato la mia adesione. Spero che serva a qualcosa.
Un’ultima considerazione: secondo me, i blog devono uscire di più dal loro mondo virtuale.
Per avere efficacia e riuscire a comunicare all’esterno (a chi un blog non sa neanche cosa sia), devono interagire con gli altri media…. ma questa è materia di un altro post.
Troppo lungo? Scusate.
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14 commenti a "rientro faticoso"
Il tuo intervento è una sintesi di tutto quello che abbiamo discusso in questi giorni su alcuni blog lucani.
Non posso non cordare con quanto hai sostenuto nei quattro punti con cui hai suddividere il post.
Quanto alle iniziative di Beppe Grillo vanno apprezzate per la capacità di far presa sulla gente, non appoggerei mai un partito capeggiato dal comico genovese. Una cosa è la denuncia tutt’altra cosa metter in pratica un programma di governo.
Vediamo se la proposta di Sergio e delle proposte transitate sul blog di Anna Russelli si concretizzano in qualcosa di serio…..
…. dimenticavo….
Il mio blog su splinder è il clono del blog su cui in realtà avvengono le discussioni… prendi nota:
http://astronik.ilcannocchiale.it
Qui ci sono molti interventi….
Buona notte.
Oppps… scusa.
Ho corretto tutti i link(s)
Comunque ti avevo letto su quello giusto…
Concordo con quello che hai scritto, sirdrake…
Io credo alla politica fatta sui blog ma non alla politica dei bloggers.
Per intenderci trovo snob e autoreferenziale il “tavolo degli innovatori” di cui si è parlato altrove (e tra l’altro è un’espressione orribile).
redhome77
Alfredo, proprio questa sera ho rilasciato un’intervista telefonica ad una ragazza laureanda in Scienze Politiche che farà la tesi su blog e nuove forme della e alla partecipazione politica prendendo il mio blog come “buona pratica”. Io ho una mia idea sui blog ed è molto chiara, ossia che servono a fare massa critica ed a aggregare singoli o gruppi su singoli progetti o proposte. Il punto è che la blogosfera non può avere Opinion leader o maker, perchè la blogosfera è molto differente dalla tradizionale impostazione della politica nei partiti (quella che io ancora vivo). dal mio canto voglio scommettere sul Pd proprio perchè per me sarà il Partito dell’UGC, utente generatore di contenuto. E’ una nuova strada che si apre per la politica, conviene utilizzarne i mezzi più appropriati, perchè sezioni ciclostile e i tatzebao ormai sono pezzi da museo. In queste ore sto al alvoro per l’organizzazione dell’edizione 2007 di eurogeneration, la festa dei giovani del mediterraneo. e se ci dessimo li ( 1/2/3 settembre) in una delle date, l’appuntamento per rinnovare BlogPolitik, quell’incontro che organizzai qualche mese fa qui a Potenza. a quell’iniziativa partecipò anche Mario (Adinolfi) ed aveva un taglio nazionale. E se portassimo i nostri amici Bloggers lucani a ragionare su questo tema di cui oggi tu ci chiedi un parere? Il tavolo egli innovatori lucani credo possa formalizzarsi proprio li. Io sono a vostra disposizione…
Caro Sergio, non fraintendiamo, non sono un nostalgico che vuole tornare al ciclostile (e sono certo che tu lo sappia). Quello che non sopporto è che la politica non sia stata in grado di trovare mezzi diversi per comunicare, per aggregare, per promuovere la partecipazione. Sono perfettamente d’accordo con te e con Giuseppe (http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=686), rispetto alla possibilità di trasformare i blogger in partito o, ancora peggio, rappresentarli come un blocco indistinto di persone che la pensano allo stesso modo (credo che Adinolfi possa rappresentare pochi amici suoi).
Per quanto riguarda l’iniziativa di settembre sono disponibile. Ho solo un problema sulle date perchè mi farò un’altra settimanella di vacanza e dovrei tornare il 10 settembre (ma non pretendo che la sposti per me).
Concordo con quanto hai scritto. Condivido appieno il tuo invito ad uscire dalla “ghettizzazione” di alcuni bloggers che sempre più sostituiscono alla vita reale una “second life” (passatemi la metafora tanto in voga) tutta virtuale. Credo fortemente che il maggior arricchimento umano consista nelle interazioni sociali. Quelle reali. Insomma la tecnologia deve essere un aiuto, uno strumento, un mezzo non certo il fine. Venendo alla politica penso che si debba ridare forza alle sezioni e tramite le nuove tecnologie rafforzarle maggiormente in termini di visibilità e aggregazione.
premesso che a 22 e con una povera cultura politica mi rendo conto di non essere la persona più adatta a commentare questo post ma lo faccio ugualmente…
vi chiedo: e se non fosse un problema di contenitori ma di contenuti??
e se la colpa non fosse dei media tradizionali e il merito non fosse dei blog??
parlo di me e di chi ha la mia età…sempre più spesso siamo raccontati come una generazioni senza lodi e senza infamie, senza passioni senza cultura senza ideali senza coscienza civile…ma non è che forse a questo punto idee e ideali non bastano più?
le parole, che siano pronunciate in un comizio o postate in un blog non dovrebbero prima o poi lasciare spazio ai fatti???
non so nenache quanto questo mio commento c’entri con la vostr discussione ma in libera arena ho espresso il mio pensiero.
buon pomeriggio
pulceallorecchio
Caro “pulceallorecchio”, figurati se non puoi commentare!
Su questo blog non esistono certezze, ma solo spunti di discussione, quindi, benvenga la tua opinione.
Sono d’accordo con te: mancano i contenuti e non i contenitori.
E sono con te anche quando dici che i media tradizionali cominciano a mostrare dei limiti, rispetto alle nuove forme di comunicazione (e te lo dice uno che fa il giornalista in un media tradizionale).
Anche per questo sono affascinato dai blog e da quello che ci gira intorno.
Rispetto ai giovani, sono parzialmente d’accordo.
Lo so bene che non sono tutti “senza lodi e senza infamie, senza passioni senza cultura senza ideali senza coscienza civile”.
Ma molti sono così. Non voglio dare una colpa a loro di questo, ma troppo spesso mi trovo ad intervistare dei giovani che non sanno rispondere alle domande più elementari (e di solito, non faccio domande di fisica nucleare).
Ti chiedo: perchè le parole postate nei blog, o anche ascoltate in televisione, alla radio, lette sui giornali (chi li legge?), non vengono trasformate in fatti dai giovani?
Quando dico che c’è il rischio di restare chiusi in un mondo virtuale, intendo questo.
Mi sta bene usare il blog come stumento di partecipazione, ma poi la partecipazione come si concretizza?
Io non ho risposte.
Uscire dal blog!..Io l’ho fatto già un paio di volte.Dopo un pò ci si stufa,se non c’è confronto vero,se tutti i tuoi amici non fanno che essere d’accordo con te.Comunque complimenti e auguri.L’idea mi sembra buona.
Uscire nel senso di osmosi con i media tradizionali? Beh, sì, ci vuole, perché alla lunga il blog diventa un paralarsi addosso, quasi una pratica onanistica, sterile, inconcludente. Il blog non è un mezzo di informazione (poco credibile), il blog è però uno straordinario strumento di mobilitazione e in quanto tale implica un andare verso qualcosa che travalica la dimensione puramente virtuale per farsi “corpo in azione”. Il blog come recupero della socialità e della dimensione collettiva dell’agire. Senza il passaggio virtuale-reale, resta l’intrattenimento.
Radiopalomar, condivido al 100 per 100.
Tra l’altro, sto scoprendo che i blog possono essere una interessante fonte di notizie…
Sulla nuova socialità di internet, Carlo Infante, Performing media 1.1
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